Almeno 18.885 bambini sono tra gli oltre 62.000 palestinesi uccisi da Israele dall’inizio della guerra genocida a Gaza. E’ il dato shock riportato dall’ufficio stampa del governo della Striscia, come riporta Al Jazeera. Intanto il ministro della Difesa dello Stato ebraico Israel Katz ha approvato i piani offensivi dell’esercito per l’operazione a Gaza City.
Il progetto era stato presentato ieri sera dal capo di stato maggiore dell’esercito, il tenente generale Eyal Zamir, e da altri alti ufficiali. L’offensiva è stata soprannominata ‘Carri di Gedeone B’, come proseguo della precedente operazione con lo stesso nome, con cui le forze dell’Idf hanno preso il controllo del 75% del territorio della Striscia nel tentativo di fare pressione su Hamas per un accordo sul rilascio degli ostaggi.
Una fonte della sicurezza, citata dal Times of Israel, ha affermato che Katz ha elogiato il piano e i preparativi delle Idf durante l’incontro, che si è svolto dopo che il governo aveva ordinato all’esercito di conquistare Gaza City. L’esercito ha quindi emesso circa 60.000 ordini di chiamata per i riservisti per l’offensiva. Il ministro della Difesa israeliano ha anche approvato i “preparativi umanitari” per il milione di civili palestinesi che, secondo le stime, saranno sfollati da Gaza City verso il sud della Striscia.
Le Forze di difesa israeliane affermano di aver colpito diversi obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano. Secondo l’esercito, tra gli obiettivi c’erano depositi di armi e un lanciarazzi.
L’avanzata militare israeliana su Gaza City è un chiaro segnale che Israele intende proseguire “la sua brutale guerra contro civili innocenti” e mira a distruggere la città palestinese e a sfollare i suoi abitanti. Così Hamas in una dichiarazione, ripresa da Al Jazeera. “Il disprezzo di Netanyahu per la proposta dei mediatori e la sua mancata risposta dimostrano che egli è il vero ostacolo a qualsiasi accordo, che non gli importa delle vite dei prigionieri israeliani e che non è seriamente intenzionato al loro ritorno”, spiega il gruppo palestinese. Hamas aggiunge che l’offensiva israeliana “fallirà, così come sono fallite le precedenti operazioni militari”. “L’occupazione non raggiungerà i suoi obiettivi e l’occupazione di Gaza non sarà una passeggiata”, afferma il gruppo, invitando i mediatori internazionali a esercitare “la massima pressione” su Israele affinché ponga fine al genocidio e alla politica di fame contro i palestinesi. “Consideriamo l’occupazione israeliana e l’amministrazione statunitense pienamente responsabili delle conseguenze di questa operazione criminale, che mira a distruggere le ultime basi di vita a Gaza”, conclude la dichiarazione.
“Insieme ai partner europei esortiamo il Governo israeliano a collaborare con l’Autorità Nazionale Palestinese per rafforzare insieme la stabilità di tutta la regione”. Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “La decisione israeliana di procedere con nuovi insediamenti in Cisgiordania è inaccettabile, contraria al diritto internazionale e rischia infatti di compromettere definitivamente la soluzione a due Stati, obiettivo per il quale il Governo italiano sta continuando a lavorare con convinzione e il massimo impegno”, spiega.
E’ salito ad almeno 72 palestinesi il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani a Gaza dall’alba, tra cui 27 richiedenti aiuti. Lo hanno riferito fonti mediche ad Al Jazeera.
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha sottolineato l’importanza che Israele risponda alla proposta di cessate il fuoco dei mediatori arabi accettata da Hamas lunedì, durante una telefonata con l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff avvenuta questa mattina. Lo riporta Times of Israel citando un comunicato del Cairo. Israele non ha ancora risposto alla proposta di rilascio graduale degli ostaggi, che è quasi identica a quella elaborata da Witkoff a maggio. Nella sua chiamata con Witkoff, Abdelatty ha aggiornato l’inviato statunitense sugli ultimi sviluppi nei colloqui per il cessate il fuoco, sottolineando la necessità di “cogliere l’opportunità attuale” per porre fine alla guerra.
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha detto alle famiglie degli ostaggi israeliani che si dimetterà dal governo se il primo ministro Benjamin Netanyahu approverà un accordo di cessate il fuoco con Hamas. Lo riporta Channel 12. “Se il Primo Ministro va avanti con l’accordo, prenderò decisioni difficili e mi dimetterò dal governo. L’ho già detto al primo ministro”, avrebbe dichiarato il leader dell’estrema destra.
Una presa di posizione è giunta anche dall’Ue tramite il Servizio europeo per l’azione esterna, che ha ribadito la posizione esplicitata dall’Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera, Kaja Kallas, lo scorso 14 agosto. “La decisione delle autorità israeliane di portare avanti il piano di insediamento ‘E1’ indebolisce ulteriormente la soluzione dei due Stati e viola il diritto internazionale”, aveva affermato Kallas, esortando Israele a “desistere” dal portare avanti questa decisione.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha elogiato il nuovo pacchetto di sanzioni statunitensi contro i funzionari della Corte Penale Internazionale, definendolo una presa di posizione decisiva in difesa di Israele. “Mi congratulo con Marco Rubio, segretario di Stato degli Stati Uniti, per aver deciso di imporre sanzioni ai giudici della Corte Internazionale dell’Aia”, ha dichiarato Netanyahu in un comunicato citato da Times of Israel.
“Si tratta di un passo fermo contro la falsa campagna diffamatoria che prende di mira lo Stato di Israele e le Forze di Difesa Israeliane, e a favore della verità e della giustizia”.Washington ha annunciato di aver imposto sanzioni a quattro funzionari della Cpi, tra cui il giudice francese Nicolas Yann Guillou, che lo scorso anno aveva firmato i mandati di arresto contro Netanyahu e l’allora ministro della Difesa Yoav Gallant. Colpiti anche due vice procuratori, Nazhat Shameem Khan delle Fiji e Mame Mandiaye Niang del Senegal, per aver convalidato quei mandati, mentre la giudice canadese Kimberly Prost è stata sanzionata per aver autorizzato l’indagine della Cpi sul personale statunitense in Afghanistan. Il provvedimento segue le sanzioni già imposte a giugno contro altri quattro funzionari della Corte, portando così il totale a otto.
L’Idf ha reso noto che aerei provenienti da Giordania, Emirati Arabi Uniti, Germania, Paesi Bassi, Francia, Singapore e Indonesia hanno paracadutato oggi nella Striscia di Gaza 154 pallet di aiuti umanitari. Secondo i militari, ogni pallet contiene diverse centinaia di chilogrammi di cibo. L’Indonesia, il paese con la più grande popolazione musulmana al mondo, non ha relazioni con Israele.
Hamas ha esortato le persone in tutto il mondo, a partire da quello nei paesi arabi e musulmani, a partecipare allo sciopero generale indetto per domani per mostrare sostegno alla popolazione di Gaza. “I piani dell’esercito di occupazione di occupare Gaza e la conseguente aggressione e lo sfollamento di oltre un milione di persone rappresentano un nuovo capitolo nella guerra di sterminio”, ha affermato Hamas in una dichiarazione su Telegram riportata da Al Jazeera. “Mettiamo in guardia contro il silenzio internazionale sui crimini dell’occupazione e sollecitiamo il mondo ad agire con urgenza per porre fine ai massacri e alla fame e per porre fine all’aggressione e all’assedio”, si legge ancora.
Le brigate Qassam, braccio armato di Hamas, hanno rivendicato l’uccisione e il ferimento di soldati israeliani in un raid effettuato nell’area di Khan Younis. Lo riporta Al Jazeera. L’Idf ha confermato l’accaduto ma ha parlato solamente di tre soldati feriti, di cui uno in maniera grave.
Il progetto israeliano di nuovi insediamenti nell’area denominata ‘E1’ “consacra la divisione della Cisgiordania occupata in zone e cantoni isolati l’uno dall’altro e non collegati geograficamente, che diventano simili a vere e proprie prigioni tra le quali è impossibile spostarsi se non attraverso i checkpoint dell’occupazione e sotto il terrore delle milizie armate dei coloni sparse in tutta la Cisgiordania”. Lo ha affermato in una nota il ministero degli Esteri dell’Autorità nazionale palestinese che “mette in guardia la comunità internazionale dal convivere con questa decisione israeliana e ribadisce che limitarsi a dichiarazioni di condanna e disapprovazione non serve a nulla in questo caso e non offre alcuna protezione alla soluzione dei due Stati”.
I raid israeliani su Gaza dopo l’attacco del 7 ottobre del 2023 hanno ucciso 62.122 palestinesi e ne hanno feriti 156.758. Lo riporta il ministero della Salute di Gaza controllato da Hamas. Secondo le autorità sanitarie locali almeno 56 palestinesi, tra cui 22 persone in cerca di aiuto, sono stati uccisi e 185 feriti in attacchi israeliani in tutta Gaza nelle ultime 24 ore.
“L’offensiva militare su Gaza che prepara Israele può condurre a un vero disastro per i due popoli e trascinare la regione in una guerra permanente”. Lo ha scritto su X il presidente francese, Emmanuel Macron, dopo aver avuto dei colloqui telefonici con il Re di Giordania Abdallah II e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi. Secondo Macron l’unico percorso è quello di “stabilire un cessate il fuoco permanente a Gaza” con “il rilascio di tutti gli ostaggi” l’ingresso di “massicci aiuti umanitari” per la popolazione civile e il “disarmo di Hamas” con il “rafforzamento” dell’Anp. “Lavoreremo per una soluzione politica che risponda alle aspirazioni dei popoli israeliano e palestinese – ha aggiunto – è l’unica strada percorribile non verso la guerra, ma verso la pace e la sicurezza per tutti”.
L’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff ha affermato in un’intervista andata in onda ieri su Fox News che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuole che “tutti gli ostaggi tornino” da Gaza e sollecita che la guerra “finisca immediatamente”. “E’ stato molto deciso e diretto – ha dichiarato Witkoff – questa è la posizione che abbiamo”.
“Respingiamo questa escalation del processo di pace e invitiamo tutte le parti e la comunità internazionale a porre fine al conflitto ora attraverso un cessate il fuoco immediato e permanente”. Lo ha detto il viceportavoce del governo tedesco, Steffen Meyer, in conferenza stampa in merito all’operazione programmata da Israele per conquistare Gaza City. Queste azioni “rendono sempre più difficile per il governo federale capire come si possa ottenere il rilascio degli ostaggi, che è il nostro obiettivo – un rilascio completo – ma anche un cessate il fuoco”, ha aggiunto il portavoce.
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir ha visitato una prigione israeliana dove è stata appesa una grande foto della distruzione a Gaza, che viene mostrata ai detenuti palestinesi. In un video diffuso, durante la visita, Ben Gvir indica l’immagine, affermando che i detenuti sono costretti a guardare la scena mentre si recano in cortile, aggiungendo poi che uno di loro ha riconosciuto la propria casa. “Ecco come dovrebbe essere”, ha aggiunto il ministro. Nel filmato, pubblicato su Telegram, si legge: “Il Servizio Penitenziario Israeliano ha messo foto di Gaza distrutta nelle celle dei terroristi, così capiscono che non si scherza con il popolo di Israele”. Lo riporta il Times of Israel.
Il ministro delle Finanze israeliano ed esponente dell’estrema destra, Bezalel Smotrich, ha definito “storica” la decisione di approvare il progetto di insediamento israeliano in Cisgiordania, che dividerebbe di fatto il territorio in due, e afferma che si tratta di “un passo significativo che cancella praticamente l’illusione dei due stati e consolida la presa del popolo ebraico sul cuore della Terra d’Israele”. Secondo Smotrich, “lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan, ma con i fatti. Ogni insediamento, ogni quartiere, ogni unità abitativa è un altro chiodo nella bara di questa pericolosa idea”.
Israele ha dato l’approvazione definitiva a un controverso progetto di insediamento in Cisgiordania che dividerebbe di fatto il territorio in due e che, secondo i palestinesi e le organizzazioni per i diritti umani, potrebbe distruggere i piani per un futuro Stato palestinese. Lo sviluppo dell’insediamento nella zona denominata E1, un’area aperta a est di Gerusalemme, è in discussione da oltre vent’anni, ma è stato congelato a causa delle pressioni degli Stati Uniti durante le precedenti amministrazioni. Mercoledì il progetto ha ricevuto l’approvazione definitiva dalla Commissione per l’urbanistica e l’edilizia, dopo che le ultime petizioni contro di esso sono state respinte il 6 agosto. Se il processo procederà rapidamente, i lavori infrastrutturali potrebbero iniziare nei prossimi mesi e la costruzione delle case potrebbe iniziare tra circa un anno. Il piano prevede circa 3.500 appartamenti per espandere l’insediamento di Maale Adumim, ha detto giovedì scorso il ministro delle Finanze ed esponente dell’estrema destra Bezalel Smotrich durante una conferenza stampa sul posto. Smotrich ha presentato l’approvazione come una risposta ai paesi occidentali che nelle ultime settimane hanno annunciato i loro piani per riconoscere uno Stato palestinese.
“Il Patriarcato Latino di Gerusalemme sta monitorando attentamente la rapida evoluzione della situazione a Gaza City, in particolare alla luce delle recenti decisioni e della mobilitazione in corso per un’imminente invasione. Rapporti ricevuti dalla nostra parrocchia della Sacra Famiglia indicano che diversi quartieri nelle vicinanze del complesso sono stati ora emessi con ordini di evacuazione. Il nostro personale sul campo testimonia che il rumore e l’impatto dei bombardamenti si stanno avvicinando pericolosamente al complesso parrocchiale stesso. Il Cardinale Pizzaballa e l’intero Patriarcato continueranno a seguire la situazione sul campo e informeranno di eventuali sviluppi. Siamo al fianco dei nostri fratelli a Gaza e preghiamo per la fine immediata di questa guerra”. Lo fa sapere con una nota il Patriarcato di Gerusalemme dei Latini.
“Vi chiedo di includere nelle vostre intenzioni la supplica per il dono della pace disarmata e disarmante per tutto il mondo, in particolare per l’Ucraina e il Medioriente”. Lo ha detto Papa Leone XIV nel corso dell’Udienza Generale in Aula Paolo VI, durante salutando i fedeli di lingua portoghese.
Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, esorta il governo israeliano e Hamas a concordare un cessate il fuoco per garantire il rilascio degli ostaggi. “Ora abbiamo un’opportunità molto concreta di risolvere il conflitto”, ha dichiarato Wadephul durante un incontro con il suo omologo indonesiano Sugiono nella capitale Giacarta. Molti Paesi limitrofi hanno contribuito a questo risultato, ha ricordato il ministro tedesco.
Il piano dell’esercito israeliano (Idf) per l’occupazione di Gaza City prevede la creazione di infrastrutture umanitarie nel sud della Striscia per il milione circa di civili palestinesi che saranno sfollati. Saranno istituiti altri siti di distribuzione degli aiuti e almeno altri due ospedali da campo. Anche l’Ospedale Europeo di Khan Younis, chiuso dopo che le Idf vi hanno fatto irruzione, dovrebbe riprendere le attività. Lo riporta il Times of Israel. “Nell’ambito dei preparativi per il trasferimento della popolazione da Gaza City alla Striscia di Gaza meridionale, sono iniziati i colloqui con le organizzazioni internazionali per reclutarle e istituire ulteriori ospedali da campo nel sud, e la risposta è positiva”, ha rivelato un funzionario della sicurezza, aggiungengo: “Ci sono anche piani per espandere l’infrastruttura medica esistente nel sud in collaborazione con le organizzazioni e, inoltre, si stanno valutando opzioni per aprire vie di accesso ad altre strutture mediche. L’Onu e le organizzazioni hanno iniziato a elaborare un piano per riavviare l’Ospedale europeo come ulteriore risposta medica”.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha approvato i piani offensivi dell’esercito per l’operazione a Gaza City. I piani gli erano stati presentati ieri sera dal capo di stato maggiore dell’esercito (IDF), il tenente generale Eyal Zamir, e da altri alti ufficiali. L’offensiva è stata soprannominata ‘Carri di Gedeone B’, come proseguio della precedente operazione con lo stesso nome, con cui le Idf hanno preso il controllo del 75% del territorio della Striscia nel tentativo di fare pressione su Hamas per un accordo sul rilascio degli ostaggi. Una fonte della sicurezza, citata dal Times of Israel, ha affermato che Katz ha elogiato il piano e i preparativi delle IDF durante l’incontro, che si è svolto dopo che il governo aveva ordinato all’esercito di conquistare Gaza City. L’IDF ha quindi emesso circa 60.000 ordini di chiamata per i riservisti per l’offensiva. Il ministro della Difesa israeliano ha anche approvato i “preparativi umanitari” per il milione di civili palestinesi che, secondo le stime, saranno sfollati da Gaza City verso il sud della Striscia.
Almeno 18.885 bambini sono tra gli oltre 62.000 palestinesi uccisi da Israele dall’inizio della guerra genocida a Gaza. Lo ha affermato l’ufficio stampa del governo di Gaza, come riporta Al Jazeera.

