Papa Leone XIV: “Non rassegniamoci alla logica del conflitto e delle armi”

Papa Leone XIV: “Non rassegniamoci alla logica del conflitto e delle armi”
Papa Leone XIV (Foto Vatican Media/LaPresse)

Circa 2.500 fedeli per la Messa dell’Assunzione a Castel Gandolfo. Il pontefice cita Dante e Pio XII: “Mai più lo scempio della vita umana con le guerre”

Una folla di 2.500 fedeli ha accolto questa mattina Papa Leone XIV in piazza della Libertà, a Castel Gandolfo, per la celebrazione eucaristica nella parrocchia di San Tommaso da Villanova, in occasione della Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.

Il Papa tra la folla: “In Maria di Nazaret c’è la nostra storia”

Il Pontefice ha raggiunto a piedi la chiesa dal Palazzo Apostolico, fermandosi più volte a salutare e benedire i bambini. Già dalle 7:30 del mattino, i fedeli avevano iniziato a radunarsi per prendere posto sul sagrato. Con lui hanno concelebrato una ventina di sacerdoti. Durante l’omelia, Papa Leone XIV ha richiamato il cuore della fede cristiana: “Oggi non è domenica, ma in modo diverso celebriamo la Pasqua di Gesù che cambia la storia. In Maria di Nazaret c’è la nostra storia”.

L’appello del Papa: “Non rassegniamoci alla logica del conflitto e delle armi”

Al termine dell’Angelus, pronunciato sempre da piazza della Libertà, il Papa ha lanciato un forte monito contro la violenza e le guerre che affliggono il mondo: “Ancora oggi, purtroppo, ci sentiamo impotenti di fronte al dilagare di una violenza sempre più sorda e insensibile a ogni moto di umanità. Eppure non dobbiamo smettere di sperare. Dio è più grande del peccato degli uomini. Non dobbiamo rassegnarci al prevalere della logica del conflitto e delle armi”.

Il riferimento a Dante: “Non perdersi nella selva oscura del male”

In un passaggio dell’Angelus, il Santo Padre ha citato Dante Alighieri, in particolare il Canto XXXIII del Paradiso, dove San Bernardo prega la Vergine Maria. “Maria è sorgente viva, zampillante di speranza. […] Il cuore umano rischia di non trovare Dio se si perde in mezzo alla selva oscura del male e del peccato”. Un messaggio che si lega al tema del Giubileo, che Papa Leone ha definito come “un cammino di pellegrini di speranza”, sottolineando il bisogno di una meta spirituale che orienti e ravvivi il cuore.

Il richiamo a Pio XII: “Mai più lo scempio della vita umana”

Infine, il Pontefice ha evocato le parole di Pio XII, pronunciate nel 1950 in occasione della proclamazione del dogma dell’Assunzione, subito dopo il trauma della Seconda Guerra Mondiale: “Vi è da sperare che tutti coloro che mediteranno i gloriosi esempi di Maria, abbiano a persuadersi sempre meglio del valore della vita umana […] e mai più si facesse scempio di vite umane suscitando le guerre”. “Quanto sono attuali queste parole”, ha concluso Papa Leone XIV, sottolineando l’urgenza di un impegno concreto per la pace e la dignità della vita.

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