Gaza, uccisi giornalisti Al Jazeera, anche Anas al-Sharif: “Colpito volontariamente”. Idf: “Era un terrorista”

Gaza, uccisi giornalisti Al Jazeera, anche Anas al-Sharif: “Colpito volontariamente”. Idf: “Era un terrorista”
Europa Press 08/09/2025 (Europa Press via AP)

Oltre a lui sono morti altri colleghi: è stata colpita la tenda della stampa fuori da un ospedale

L’emittente televisiva Al Jazeera ha dichiarato che il suo corrispondente Anas al-Sharif è stato ucciso nella città di Gaza. L’esercito israeliano ha confermato la notizia. L’emittente, citando il direttore dell’ospedale Shifa di Gaza City, ha riferito che al-Sharif e altri giornalisti della sua troupe sono stati uccisi nella loro tenda.

Cosa dice l’Idf: “Era capo di cellula Hamas”

L’esercito israeliano, in una dichiarazione, ha affermato che al-Sharif si “faceva passare per giornalista” ma in realtà era un membro dell’ala militare di Hamas. Il Comitato per la protezione dei giornalisti, il mese scorso, aveva espresso grave preoccupazione per la sicurezza di al-Sharif, definendolo “bersaglio di una campagna diffamatoria dell’esercito israeliano”.

Anas Al-Sharif, dice però l’Idf, “era il capo di una cellula terroristica di Hamas”. Al-Sharif “si spacciava per giornalista di Al Jazeera” ma “promuoveva attacchi missilistici contro civili israeliani e truppe dell’Idf”. “Informazioni e documenti provenienti da Gaza, tra cui elenchi, registri di addestramento dei terroristi e buste paga, dimostrano che era un operativo di Hamas. Un tesserino stampa non è uno scudo per il terrorismo”, ha aggiunto l’esercito israeliano.

Hamas: “Attacco contro giornalisti senza precedenti”

Hamas e ha condannato l’uccisione, da parte di Israele, di giornalisti di Al Jazeera a Gaza, tra cui il corrispondente Anas al-Sharif. In una dichiarazione citata da Al Jazeera, il gruppo palestinese ha descritto l’attacco come parte di un “ampio e senza precedenti attacco contro i giornalisti in qualsiasi guerra”, affermando che l’obiettivo era mettere a tacere la copertura mediatica a Gaza in vista di “grandi crimini” pianificati contro i palestinesi nel territorio assediato. Hamas ha invitato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la comunità internazionale “a condannare le uccisioni e ad agire immediatamente per ritenere i leader israeliani responsabili di quelli che ha definito crimini di guerra”. Al-Sharif, ha aggiunto, era stato “un simbolo del giornalismo libero”, documentando le scene di carestia a Gaza e gli effetti dell’asfissiante assedio israeliano.

La nota di Al Jazeera

L’ordine di assassinare uno dei giornalisti più coraggiosi di Gaza era un tentativo disperato di mettere a tacere le voci che denunciavano l’imminente sequestro e occupazione di Gaza“. Così ha fatto sapere con un comunicato Al Jazeera Media Network dopo che cinque giornalisti di Al Jazeera, tra cui il corrispondente Anas al-Sharif, sono stati uccisi domenica in un attacco israeliano a Gaza City.

“Anas e i suoi colleghi erano tra le ultime voci rimaste da Gaza, e fornivano al mondo una copertura diretta e senza filtri delle devastanti realtà sopportate dalla sua popolazione”, si legge nella dichiarazione. Sarah Qudah, direttrice regionale del Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ), ha affermato: “La prassi israeliana di etichettare i giornalisti come militanti senza fornire prove credibili solleva seri dubbi sulle sue intenzioni e sul rispetto della libertà di stampa”.

L’attacco a al-Sharif e altri colleghi

Sette persone sono morte nell’attacco fuori dall’ospedale al-Shifa, tra cui al-Sharif, il giornalista Mohammed Qreiqeh e i cameraman Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa. “Al-Sharif, 28 anni, è stato ucciso domenica dopo che è stata colpita una tenda per giornalisti fuori dal cancello principale dell’ospedale“, si legge in una dichiarazione di Al Jazeera. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato di aver preso di mira al-Sharif, definendolo un “terrorista” che “si è spacciato per giornalista”. “Anas al-Sharif era a capo di una cellula terroristica dell’organizzazione terroristica Hamas ed era responsabile di attacchi missilistici contro civili israeliani e truppe dell’Idf”, ha scritto l’Idf su Telegram. 

Bonelli: “Netanyahu tenta di cancellare le prove”

“L’ammissione dell’Idf di aver ucciso cinque giornalisti di Al Jazeera, tra cui Anas al-Sharif e Muhammad Kreika, è la prova del disegno criminale di Netanyahu: eliminare chi documenta i suoi massacri a Gaza. Siamo di fronte a un attacco deliberato e sistematico alla libertà di stampa. Dal 7 ottobre 2023 oltre 250 giornalisti sono stati uccisi, più che nelle due guerre mondiali e nei conflitti recenti messi insieme, con una media di 13 reporter al mese. È il conflitto più mortale della storia moderna per gli operatori dell’informazione”. Così in una nota Angelo Bonelli, parlamentare Avs e co-portavoce dopo l’omicidio di 5 giornalisti di Al Jazeera compiuto da Idf. “Israele ha persino vietato ai giornalisti stranieri di entrare a Gaza, lasciando il racconto della guerra ai reporter palestinesi e a giovanissimi fotografi e videomaker che rischiano la vita ogni giorno. Le loro immagini e i loro video sono diventati la principale fonte per le agenzie internazionali, mentre Netanyahu tenta di cancellare le prove dei suoi crimini. Di fronte a questo, il silenzio del governo Meloni e il rifiuto di imporre sanzioni e di sospendere gli accordi militari con Israele sono una vergogna nazionale”, ha aggiunto.

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