Gaza, raid di Israele sulla Striscia: almeno 94 morti

Gaza, raid di Israele sulla Striscia: almeno 94 morti
Palestinians search for survivors amid the debris of a building destroyed by an Israeli airstrike in Deir al-Balah, Gaza Strip, on Monday, April 7, 2025. (AP Photo/Abdel Kareem Hana) Associated Press/LaPresse

Secondo quanto rivelato dalle prove visionate dal Guardian, l’Idf ha utilizzato una bomba da 230 kg nell’attacco lanciato lunedì contro un affollato bar sulla spiaggia di Gaza

Non si arrestano i raid di Israele su Gaza. Attacchi aerei e sparatorie hanno ucciso almeno 94 palestinesi durante la notte, tra cui 38 che cercavano di ottenere gli aiuti umanitari di cui avevano urgente bisogno. Lo hanno riferito gli ospedali e il ministero della Salute locale. Cinque persone sono state uccise vicino ai siti collegati alla Gaza Humanitarian Foundation – l’organizzazione segreta americana sostenuta da Israele per sfamare la popolazione della Striscia – mentre altre 33 sono morte mentre aspettavano i camion con gli aiuti in altre località di Gaza.

Hamas, intanto, sta esaminando la proposta di un cessate il fuoco di 60 giorni durante i quali si terranno negoziati per una pace duratura. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha annunciato la bozza di accordo avanzata attraverso i mediatori di Qatar ed Egitto, ha fatto sapere che Israele ha già accettato. Anche il gruppo palestinese si è detto pronto a un’intesa sulla tregua ma ha sottolineato che questa deve portare alla “fine completa della guerra” nella Striscia. Il premier dello Stato ebraico Benjamin Netanyahu ha però ribadito che non intende fermarsi finché Hamas non sarà eliminato. 

Famiglie pubblicano un video degli ostaggi: “Siamo morti che camminano”

Le famiglie degli ostaggi Maxim Herkin e Bar Kuperstein hanno autorizzato i media a pubblicare un breve frammento di un video di propaganda di Hamas diffuso dal gruppo ad aprile. Lo riporta il Times of Israel, spiegando che la clip di 44 secondi, diffusa dal Forum delle famiglie degli ostaggi, fa parte di un video più lungo che chiedeva un accordo di cessate il fuoco globale piuttosto che un altro ciclo di rilasci parziali e scaglionati degli ostaggi. Il video inizia con un filmato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump che afferma che gli Stati Uniti “vogliono riavere gli ostaggi”, prima di passare a filmati degli ostaggi stessi.

Nelle immagini Herkin e Kuperstein sono seduti con le spalle contro il muro. Herkin, con una mano bendata, dice che i due sono “uomini morti che camminano”. “Non ci sentiamo esseri umani”, afferma. In un secondo filmato, più breve, Kuperstein dice soltanto: “Per favore”, in quello che sembra essere un appello per il suo rilascio.

“Il video ha lo scopo di amplificare il grido delle famiglie degli ostaggi e degli ostaggi stessi, di fronte alla possibilità di un accordo parziale, di selezioni crudeli”, afferma il Forum dei familiari degli ostaggi in una dichiarazione che accompagna il filmato. “Le famiglie chiedono un accordo globale che garantisca il ritorno di tutti gli ostaggi. Questo è l’atto corretto e morale, che non richiede la separazione dei fratelli e la scelta immorale di un ostaggio piuttosto che un altro”, afferma ancora il gruppo.

Contractor: “Proiettili veri e granate sparati in siti aiuti a Gaza”

Secondo testimonianze e video ottenuti da Associated Press, i contractor americani che sorvegliano i siti di distribuzione degli aiuti a Gaza stanno usando munizioni vere e granate stordenti mentre i palestinesi affamati si contendono il cibo. Due appaltatori statunitensi della società americana UG Solutions, che hanno parlato con AP a condizione di rimanere anonimi, hanno detto di essersi fatti avanti perché turbati da quelle che considerano pratiche pericolose e irresponsabili. Hanno detto che proiettili, granate stordenti e spray al peperoncino sono stati usati in quasi tutte le distribuzioni, anche se non c’era alcuna minaccia.

Hanno aggiunto che il personale di sicurezza assunto per sorvegliare i siti di distribuzioni degli aiuti del Gaza Humanitarian Fund (Ghf) era spesso non qualificato, non controllato, pesantemente armato e sembrava avere carta bianca per fare tutto ciò che voleva. Hanno raccontato che i loro colleghi hanno lanciato regolarmente granate stordenti e spray al peperoncino in direzione dei palestinesi. Una delle fonti ha precisato che i proiettili venivano sparati in tutte le direzioni: in aria, a terra e a volte verso i palestinesi, ricordando almeno un caso in cui pensava che qualcuno fosse stato colpito.

“Ci sono persone innocenti che vengono ferite. Gravemente. Inutilmente”, ha detto, spiegando che il personale americano sul posto controlla chi viene a cercare cibo e documenta chiunque sia considerato “sospetto” per poi riferirlo all’esercito israeliano. I video forniti da uno degli appaltatori e girati sul posto mostrano centinaia di palestinesi ammassati tra cancelli metallici, che si spintonano per ottenere aiuti tra il rumore dei proiettili, delle granate stordenti e il bruciore dello spray al peperoncino.

Altri video mostrano uomini di lingua inglese che discutono su come disperdere la folla e si incoraggiano a vicenda dopo raffiche di colpi d’arma da fuoco. Durante una singola distribuzione nel mese di giugno, i contractor hanno utilizzato 37 granate stordenti, 27 proiettili di gomma, fumogeni e 60 bombolette di spray al peperoncino, secondo le comunicazioni interne condivise con AP. Questo conteggio non include le munizioni vere, ha detto l’appaltatore che ha fornito i video. 

Idf ha usato una bomba da 230 kg

Secondo quanto rivelato dalle prove visionate dal Guardian, l’esercito israeliano (Idf) ha utilizzato una bomba da 500 libbre (230 kg) nell’attacco lanciato lunedì contro un affollato bar sulla spiaggia di Gaza. I frammenti dell’arma rinvenuti tra le rovine del caffè al-Baqa, fotografati dalla testata britannica, sono stati identificati dagli esperti di armamenti come parti di una bomba multiuso MK-82 da 230 kg, un’arma di fabbricazione statunitense utilizzato in molte campagne di bombardamento degli ultimi decenni. La bomba usata è un’arma potente che genera un’onda d’urto dirompente e sparpaglia schegge su un’ampia area. Gli esperti di diritto internazionale hanno affermato che l’uso di tali munizioni è quasi certamente illegale e potrebbe costituire un crimine di guerra.

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