Nelle elezioni in Romania avanza la destra sovranista: i dati elettorali quasi completi mostrano che il nazionalista di estrema destra George Simion si è assicurato la vittoria al primo turno delle elezioni presidenziali: andrà però al ballottaggio il prossimo 18 maggio. Nei giorni scorsi Simion, in una intervista a LaPresse, aveva sottolineato di guardare a Trump e Meloni, specificando: “Non copio modelli, lotto per il mio popolo. Ma ammiro i leader che mettono al primo posto la loro nazione e che rifiutano di piegarsi alle élite non elette”.
Primo ministro Ciolacu annuncia dimissioni
Dopo il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali dove si è imposto il candidato della destra nazionalista George Simion il primo ministro della Romania, Marcel Ciolacu ha annunciato che si dimetterà dalla carica di primo ministro e anche dal suo incarico all’interno del partito socialdemocratico. Lo riportano i media di Bucarest.
Simion: “Con Ue non rottura ma riforma”
Nelle sue prime dichiarazioni, il candidato della destra nazionalista romena George Simion, vincitore del primo turno delle presidenziali di ieri, ha risposto alle critiche alla visione del suo partito per l’Europa, chiarendo che la sua posizione è di riforma, non di rottura. “Voler riformare l’Ue non significa volerla abbandonare”, ha affermato Simion, secondo una nota diffusa dal suo staff. “Crediamo in un’Unione Europea che prosperi come un nido per le sue nazioni diverse e sovrane, non come un sistema rigido che impone politiche uniformi”. Simion ha ribadito il suo allineamento strategico con i principali alleati europei. “Ci allineiamo con Polonia e Italia, in questa forte corrente europea: Stati sovrani, uniti dai valori, non dalla burocrazia”. L’esponente di AUR (del gruppo europeo ECR) ha poi sottolineato la sua intenzione di ricostruire la fiducia tra Bruxelles e Washington e di risolvere le annose questioni che hanno alienato i rumeni all’estero”. Ripareremo le relazioni UE-USA e mi impegno a riportare la Romania nel Programma Visa Waiver ripristinando una vera democrazia, dove prevalgano la volontà del popolo e lo stato di diritto”, ha affermato. George Simion è emerso come la forza politica dominante nelle elezioni di domenica, con oltre il 40% dei voti in Romania e quasi il 60% tra la diaspora. “I rumeni, in patria e all’estero, si sono battuti per la democrazia. L’elevata affluenza dimostra che non siamo più disposti a essere spettatori: siamo pronti a plasmare il nostro futuro. Prometto che ascolterò sempre la volontà del popolo. Sono qui per servire i rumeni, non il contrario”, ha affermato Simion.
Elezioni Romania, Simion il più votato
Il voto in Romania arriva mesi dopo che le elezioni annullate dello scorso anno hanno gettato il Paese membro dell’Unione Europea e della Nato nella peggiore crisi politica degli ultimi decenni. Simion, leader dell’Alleanza per l’Unità dei Romeni (AUR), sta superando di gran lunga tutti gli altri candidati nei sondaggi con il 40,5% dei voti, come mostrano i dati elettorali ufficiali dopo lo scrutinio del 99% dei voti.
Elezioni Romania, ballottaggio il 18 maggio
Al secondo turno, in programma il 18 maggio, Simion affronterà il sindaco di Bucarest, Nicusor Dan, che ha ottenuto il 20,89% dei consensi, superando di misura l’unico candidato delle coalizione dei partiti di governo, Crin Antonescu, che si è fermato al 20,34%.
Elezioni Romani, chi è lo sfidante Dan
Dan, 55 anni, matematico ed ex attivista anticorruzione che ha fondato il partito Unione Salva la Romania (Usr) nel 2016, si è candidato con un programma pro-Ue denominato ‘Romania onesta’. Al primo turno i candidati erano in totale 11. L’affluenza, secondo l’Ufficio elettorale centrale, è stata del 53,2% degli aventi diritto. Il ballottaggio si terrà il 18 maggio. Si tratta di una ripetizione delle elezioni presidenziali, dopo che l’anno scorso la Corte costituzionale aveva annullato le precedenti elezioni, vinte al primo turno dall’outsider di estrema destra Calin Georgescu, per accuse di violazioni elettorali e interferenze russe, negate da Mosca. In un discorso preregistrato trasmesso dopo la chiusura dei seggi, Simion ha affermato che, nonostante i numerosi ostacoli, i rumeni “si sono ribellati” e “siamo vicini a un risultato eccezionale”. “Sono qui per ripristinare l’ordine costituzionale”, ha detto Simion, che era arrivato al quarto posto nelle elezioni dello scorso anno e in seguito aveva appoggiato Georgescu. “Voglio la democrazia, voglio la normalità e ho un unico obiettivo: restituire al popolo rumeno ciò che gli è stato tolto e mettere al centro del processo decisionale le persone comuni, oneste e dignitose”, ha detto.

