È il primo rientro in oltre un anno. Hamas consegna a Israele la lista degli ostaggi, vivi 25 su 33
Lo Stato ebraico ha iniziato a consentire ai palestinesi di tornare nella zona nord della Striscia di Gaza, pesantemente distrutta, per la prima volta in oltre un anno di guerra. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato che Hamas “libererà giovedì Arbel Yehud e altri due ostaggi”. IN AGGIORNAMENTO
Israele conferma: “Otto ostaggi dei 33 da liberare sono morti”
Israele afferma che la lista consegnata da Hamas mostra che 8 dei 33 ostaggi il cui rilascio è previsto nella prima fase del cessate il fuoco a Gaza sono morti. Il portavoce del governo David Mencer ha detto ai giornalisti che Hamas ha assicurato che gli altri 25 sono vivi. Nella notte Israele ha fatto sapere di aver ricevuto da Hamas una lista di informazioni sullo stato degli ostaggi. Il prossimo rilascio di ostaggi avverrà giovedì, seguito da un altro sabato. Sette dei 33 sono già stati rilasciati. Ottantasette dei 251 ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre si trovano ancora a Gaza, compresi i corpi di almeno 34 morti confermati dall’Idf.
Media: “Netanyahu alla Casa Bianca la prossima settimana”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prevede di partecipare a un incontro alla Casa Bianca con il presidente Donald Trump la prossima settimana. Lo hanno detto tre fonti israeliane e americane al sito israeliano Walla. Se la visita avrà effettivamente luogo, Netanyahu dovrebbe essere il primo leader straniero invitato a un incontro con Trump alla Casa Bianca. I funzionari hanno affermato che il piano attuale prevede che Netanyahu arrivi a Washington il 3 febbraio e riparta per Israele il 5 febbraio. I consiglieri del premier israeliano e i funzionari della Casa Bianca stanno ancora cercando di determinare la data esatta dell’incontro tra i due. Secondo i funzionari israeliani, l’arrivo di Netanyahu a Washington dipende innanzitutto se la salute del premier, dopo l’intervento chirurgico al quale è stato sottoposto, gli consentirà un volo di 12 ore e un intenso programma di riunioni di lavoro. In precedenza il portavoce del primo ministro israeliano Omer Dostri aveva detto che, contrariamente a quanto riferito, “un invito ufficiale al primo ministro alla Casa Bianca non è stato ancora ricevuto”.
Hamas consegna a Israele lista ostaggi, vivi 25 su 33
Hamas ha consegnato una lista da cui risulta che 25 ostaggi sono ancora in vita, dei 33 che dovrebbero essere rilasciati. Lo ha affermato un funzionario dell’organizzazione. Lo riporta Sky News Uk, secondo cui l’elenco sembrerebbe corrispondere al numero di ostaggi sopravvissuti inizialmente stimato da Israele. Circa 90 ostaggi si trovano ancora a Gaza e Israele ritiene che circa un terzo di loro siano morti. I 33 ostaggi saranno rilasciati nella prima fase del cessate il fuoco, prevista per sei settimane. Tra questi rientrano tutte le donne, comprese le soldatesse, i bambini e gli uomini di età superiore ai 50 anni. In cambio del rilascio degli ostaggi, Israele libererà tra 990 e 1.650 prigionieri e detenuti palestinesi.
Beirut, 24 morti da ieri in attacchi Idf tra cui 6 donne
Gli attacchi delle forze israeliane contro i residenti che tornavano a casa nei villaggi ancora occupati nel sud del Libano hanno causato la morte di 24 persone da domenica, tra cui 6 donne. Lo ha riferito il Centro operativo di emergenza del ministero della Salute di Beirut, citato da L’Orient Le Jour. Le sparatorie contro i civili hanno provocato anche il ferimento di 134 persone, tra cui 14 donne e 12 bambini.
Truppe Israele sparano su civili nel sud del Libano
Le truppe nemiche hanno sparato questa mattina contro la popolazione locale della città di confine di Dhayra, nel sud del Libano, “nel tentativo di intimidirla”. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale libanese Nna. Domenica il ministero della Salute di Beirut ha dichiarato che i soldati israeliani avevano ucciso 22 persone e ne avevano ferite altre 124 mentre cercavano di tornare alle loro abitazioni nel sud del Libano.
Tajani: “Presto carabinieri partiranno per missione a Rafah”
“Siamo impegnati a Gaza, dove presto ci sarà una missione europea al valico di Rafah con una presenza dei nostri carabinieri. Partiranno tutti insieme”, italiani, spagnoli e francesi, “dall’Italia con un volo delle nostre forze armate e quindi andranno a presidiare il valico di Rafah. Questo è un impegno molto importante europeo, come abbiamo sempre chiesto, e anche un impegno dei nostri carabinieri”. Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Affari esteri a Bruxelles. “I nostri carabinieri che sono sempre stati presenti, prima a Gerico, dove saranno ancora presenti, probabilmente andranno ancora altri carabinieri. La richiesta fatta dalla precedente amministrazione americana per la formazione della polizia dell’Autorità nazionale palestinese era di circa 200 uomini, ne ho parlato ieri anche con il nuovo segretario di Stato Rubio, vedremo cosa si farà ma l’Italia è pronta a essere sempre più presente in Medioriente, da un punto di vista politico, ma anche con la presenza dei nostri militari in Palestina, adesso al valico di Rafah, e poi confermando la nostra presenza con l’Unifil in Libano, e con una missione bilaterale di formazione delle forze armate libanese”.
Tajani aggiunge ancora che “noi dobbiamo sostenere l’Autorità nazionale palestinese. A giorni arriveranno anche due navi del progetto del governo Food for Gaza al porto di Ashtot con i famosi tir che noi abbiamo donato come governo al programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite che rimarranno lì e distribuiranno i beni alimentari non solo. Stiamo continuando a lavorare anche per completare tutte le pratiche indispensabili per curare in Italia un po’ più di 20 bambini palestinesi ammalati di cancro”.
Kallas: “Riprende missione Ue al valico di Rafah”
“Tutti concordano sul fatto che l‘Eubam Rafah possa svolgere un ruolo decisivo nel sostenere il cessate il fuoco. Oggi i ministri degli Esteri dell’Ue hanno concordato di ridispiegare la missione al valico di Rafah, tra Gaza e l’Egitto. Ciò consentirà a un certo numero di feriti di lasciare Gaza e di ricevere cure mediche”. Lo annuncia l’Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. L’Italia, assieme alla Spagna e alla Francia, con la sua presenza svolgerà un ruolo importante nella missione.
Ben Gvir: “Ritorno palestinesi a Nord Gaza è umiliante”
Le immagini provenienti da Gaza di decine di migliaia di palestinesi che tornano nella parte nord della Striscia attraverso il corridoio di Netzarim sono “un’altra parte umiliante” dello “sconsiderato” accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi. Lo dichiara Itamar Ben Gvir, il leader del partito di estrema destra Otzma Yehudit, citato da Times of Israel. “Questa non è la ‘vittoria totale’, questa è la resa totale”, ha scritto su X il politico, dimessosi dal governo in opposizione all’accordo sugli ostaggi. “Gli eroici soldati dell’Idf non hanno combattuto e dato la vita nella Striscia” solo perché i palestinesi tornassero a nord, ha aggiunto. “Dobbiamo tornare alla guerra e distruggere”.
Hamas: “Disposti a cedere governo Gaza, Trump è serio”
Un alto funzionario dell’ufficio politico di Hamas ha dichiarato che l’organizzazione non intende necessariamente governare la Striscia di Gaza dopo la guerra iniziata con Israele il 7 ottobre 2023. In un’intervista al canale saudita Al Arabiya Moussa Abu Marzouk ha spiegato che Hamas comprende come, in futuro, l’organo di governo della Striscia richiederà un sostegno sia regionale che internazionale, incluso quello del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas. Il funzionario ha aggiunto che l’organizzazione sarebbe disposta a negoziare la composizione del governo della Striscia con gli Stati Uniti, poiché ritiene che il presidente Donald Trump sia “un presidente serio”, alla luce dell’accordo sul cessate il fuoco e sulla liberazione degli ostaggi che lui e il suo inviato per il Medioriente, Steve Witkoff, hanno contribuito a finalizzare. Abu Marzouk ha comunque criticato Trump per i commenti recenti che suggerivano di svuotare l’enclave e trasferire la sua popolazione in Giordania ed Egitto. “Nessun palestinese o arabo accetterà l’idea di Trump sullo sfollamento”, ha avvertito. “Non avrà successo”.
Hamas: “Ritorno degli sfollati a Nord Gaza è una vittoria”
Il ritorno degli sfollati nel nord di Gaza è “una vittoria” per i palestinesi e una sconfitta per gli israeliani. Lo afferma Hamas in una dichiarazione citata da Al Jazeera. Secondo l’organizzazione le scene del ritorno dei palestinesi nelle aree da cui erano stati sfollati confermano il loro legame con la loro terra e ancora una volta “dimostrano – si legge – il fallimento dell’occupazione nel raggiungere gli obiettivi aggressivi di sfollare le persone e di spezzare la loro ferma volontà”.
Palestinesi sfollati cominciano a tornare nel nord di Gaza
Migliaia di palestinesi hanno iniziato a dirigersi verso nord lungo Rasheed Street a Gaza per fare ritorno nella parte settentrionale della Striscia, Lo mostrano i filmati pubblicati dagli account dei social media palestinesi e diffusi da Times The Of Israel. L’IDF ha affermato che consentirà ai cittadini di Gaza di iniziare a spostarsi nel corridoio di Netzarim a partire dalle 7 del mattino. Media palestinesi riferiscono che le forze armate israeliane hanno iniziato a ritirarsi da una parte del corridoio Netzarim, nella parte centrale di Gaza, in vista della riapertura dell’area ai palestinesi sfollati che tornano nel nord della Striscia. Secondo quanto riferito, l’esercito sta evacuando la parte occidentale del corridoio Netzarim, che taglia in due Gaza e ne separa il nord dal sud.
Premier libanese: “Cessate il fuoco prorogato fino al 18 febbraio”
Gli Stati Uniti e il Libano affermano che l’accordo di cessate il fuoco con Israele, che sarebbe dovuto scadere domenica, è stato prorogato fino a metà febbraio. Israele ha mantenuto le truppe dispiegate in Libano oltre la scadenza iniziale, accusando il governo libanese di non aver attuato pienamente la sua parte dell’accordo, che richiedeva il ritiro di Hezbollah dalla zona. Domenica, il ministero della Salute libanese ha dichiarato che i soldati israeliani avevano ucciso 22 persone e ne avevano ferite altre 124 mentre cercavano di tornare alle loro abitazioni nel sud del Paese. Il primo ministro libanese Najib Mikati ha dichiarato che, in seguito ai contatti con gli Stati Uniti, la tregua rimarrà in vigore fino al 18 febbraio.
Netanyahu: “Giovedì libere Arbel, Agam e altro ostaggio, poi tre sabato”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu conferma di aver raggiunto un accordo con Hamas sul rilascio degli ostaggi, affermando che la civile Arbel Yehud, la soldatessa Agam Berger e un terzo ostaggio, di cui non è stato rivelato il nome, saranno rilasciati giovedì. Inoltre, sabato verranno liberati altri tre ostaggi, come previsto. Lo scrive il Times of Israel. Israele afferma inoltre di aver ricevuto da Hamas un documento in cui si afferma chi tra i restanti ostaggi destinati al rilascio nella prima fase dell’accordo di cessate il fuoco siano ancora vivi. In cambio, l’Idf consentirà il passaggio dei cittadini di Gaza verso la parte settentrionale della Striscia a partire da domani mattina. L’ufficio di Netanyahu afferma che Israele ha raggiunto un accordo con Hamas dopo “trattative forti e determinate” e ribadisce che “non tollererà alcuna violazione dell’accordo”.
© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata