Ue, ok screening Eurocamera su commissari: Left e Verdi protestano

Ue, ok screening Eurocamera su commissari: Left e Verdi protestano
09 October 2024, France, Stra’burg: Ursula von der Leyen (CDU), President of the European Commission, stands in the plenary chamber of the European Parliament and speaks while MEPs from the Green Group can be seen in the foreground wearing clothes in the colors of the rainbow. At the beginning of the third day of the session, Hungary’s Prime Minister Orban will present the work of the Hungarian EU Council Presidency. Sustainable, decent and affordable housing in the EU will also be discussed. MEPs will then discuss cases of violations of human rights, democracy and the rule of law. Photo by: Philipp von Ditfurth/picture-alliance/dpa/AP Images

 Furore (M5s): “Noi via dall’Aula, una pagliacciata”

La commissione Affari legali (JURI), incaricata di vagliare i conflitti di interesse e le dichiarazioni sulla loro situazione economica dei commissari designati, del Parlamento europeo ha dato il via libera a tutti i 26 nomi. Lo apprende LaPresse da fonti dell’Eurocamera. I rappresentanti di The Left (Mario Furore per il M5s) e dei Verdi hanno abbandonato la Commissione in polemica “contro la decisione del Presidente e dei grandi gruppi di graziare tutti i Commissari nonostante i palesi conflitti d’interesse e le nostre richieste di ulteriori spiegazioni”, riferiscono fonti parlamentari. 

Furore (M5s): “Noi via dall’Aula, esame commissari una pagliacciata”

“La verifica sui conflitti d’interesse finanziari dei Commissari europei designati da parte della Commissione Giuridica del Parlamento europeo si è trasformata in una pagliacciata. L’obiettivo della maggioranza era quello di approvare tutti i candidati e di chiedere un occhio persino sui più flagranti conflitti, l’esito era predeterminato e in segno di protesta, insieme agli europarlamentari dei Greens, abbiamo appena abbandonato l’aula. Non è serio lavorare così”. Così in una nota Mario Furore, europarlamentare del Movimento 5 Stelle. “Le domande formulate ai Commissari erano vaghe e non rispondevano a una procedura davvero trasparente. I grandi gruppi PPE e S&D e Renew non ha nemmeno accettato di formulare delle raccomandazioni specifiche ai Commissari. Noi avevamo proposto per esempio di obbligare alcuni candidati a vendere azioni di famiglia in aziende in chiaro conflitto di interesse. Niente. Noi non prestiamo il fianco a questa presa in giro dei cittadini”, conclude Furore. 

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