Cinque morti in raid russo su Kharkiv, anche un bambino

Mentre nell’Unione Europea si discute per le parole dell’Alto Rappresentante per gli Affari esteri, Josep Borrell, secondo cui dovrebbero essere eliminate le restrizioni per l’utilizzo da parte dell’Ucraina delle armi europee sul territorio russo, prosegue sul campo il conflitto tra Russia e Ucraina. In un raid russo su Kharkiv cinque persone hanno perso la vita, tra loro anche un bambino. Ecco le notizie di oggi dalla guerra IN DIRETTA

Zelensky destituisce il comandante dell’Aeronautica

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha deciso di destituire il comandante dell’aeronautica militare Mykola Oleshchuk. “Ho deciso di sostituire il comandante dell’aeronautica delle forze armate ucraine”, ha scritto su Telegram. Una notizia che giunge a 24 ore di distanza da quella relativa all’annuncio dello schianto di un caccia F-16 americano lo scorso 26 agosto nel quale ha perso la vita il top gun di Kiev, Oleksiy Mes. I contorni dell’incidente sono ancora poco chiari: tante le ipotesi in campo, dall’errore del pilota, all’abbattimento da parte dei russi, fino al fuoco amico, ed è stata aperta un’indagine in merito.

Bilancio raid russo su Kharkiv sale a 5 morti e oltre 40 feriti

È salito a cinque vittime e almeno 47 feriti il bilancio del raid russo sulla città di Kharkiv. Fra di loro c’è anche una ragazza di 14 anni. Lo ha riferito il governatore della regione Oleg Sinegubov. Una bomba sarebbe caduta in una zona centrale della città centrando un parco giochi e un palazzo adiacente dove – viene spiegato – i servizi di emergenza stanno lavorando e potrebbero esserci ancora persone colpite ai piani superiori.

Kiev chiede alla Mongolia di arrestare Putin

Il ministero degli Esteri ucraino ha invitato le autorità della Mongolia ad eseguire il mandato di arresto internazionale nei confronti di Vladimir Putin in quanto il Paese asiatico riconosce la giurisdizione della Corte penale internazionale. Lo riportano i media di Kiev. “Speriamo che il governo della Mongolia sia consapevole del fatto che Vladimir Putin è un criminale di guerra – spiega il ministero degli Esteri ucraino – nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto con l’accusa di trasferimento forzato illegale di bambini ucraini nella Federazione Russa da parte della Corte penale internazionale, la cui giurisdizione è riconosciuta dalla Mongolia”. Putin dovrebbe recarsi nel Paese il 3 settembre su invito del presidente Ukhnagiin Khurelsukh per partecipare alla cerimonia dedicata all’85esimo anniversario della vittoria congiunta dei sovietici e dei mongoli contro i giapponesi sul fiume Khalkhin Gol.

Tre morti in raid russo su Kharkiv, anche un bambino

È di almeno tre vittime il bilancio di un raid effettuato dalle forze armate russe su Kharkiv in Ucraina. Lo ha reso noto su Telegram il sindaco della città, Igor Terekhov. Fra di loro ci sarebbe anche “un bambino colpito in un parco giochi” mentre altre due persone sarebbero decedute nell’incendio di un palazzo colpito nel distretto industriale. I feriti sarebbero almeno 28.

Cpi: “Putin in Mongolia? Stati membri hanno obbligo di collaborare”

La Mongolia “è uno Stato membro dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale” (Cpi) e quindi ha l’obbligo di collaborare con la Corte. È quanto ha detto Fadi El Abdallah, portavoce della Cpi, commentando la notizia che il presidente russo Vladimir Putin, sul quale pende un mandato d’arresto della Corte penale internazionale in relazione alla guerra in Ucraina, si recherà il 3 settembre in visita in Mongolia, che è appunto Paese membro della Cpi. “La Cpi fa affidamento sui suoi Stati membri e altri partner per eseguire le sue decisioni, anche in relazione ai mandati di arresto”, ha affermato il portavoce. E ancora: “In caso di mancata cooperazione, i giudici della Cpi possono emettere una conclusione in tal senso e informarne l’Assemblea degli Stati membri. Spetta quindi all’Assemblea adottare qualsiasi misura ritenga appropriata”. Dalla dichiarazione non è chiaro di che tipo di misure si tratti. Oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo a chi chiedeva della visita di Putin in Mongolia ha detto: “Non ci sono preoccupazioni. Abbiamo un dialogo meraviglioso con i nostri amici della Mongolia” e tutti i dettagli sono stati preparati con cura.

Cremlino: “Non temiamo arresto Putin in Mongolia”

Non ci sono preoccupazioni” per l’imminente viaggio del presidente russo Vladimir Putin in Mongolia, che è un Paese membro della Corte penale internazionale (Cpi), “abbiamo un dialogo meraviglioso con i nostri amici della Mongolia” e tutti i dettagli sono stati preparati con cura. È quanto ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda in merito. Lo riporta Ria Novosti. Putin si recherà in Mongolia il 3 settembre, per partecipare alle celebrazioni dell’85esimo anniversario della vittoria congiunta delle forze armate sovietiche e mongole a Khalkhin Gol. Su Putin pende da marzo 2023 un mandato d’arresto della Corte penale internazionale nel contesto della guerra in Ucraina.

Per Putin si tratterà del primo viaggio in uno Stato membro della Cpi da quando il mandato d’arresto a suo carico è stato emesso. In base al trattato istitutivo della Corte, lo Statuto di Roma, i membri della Corte penale internazionale sono tenuti a fermare i sospettati per i quali è stato emesso un mandato d’arresto dalla Cpi se mettono piede sul loro territorio. La Corte, tuttavia, non ha alcun meccanismo di esecuzione. In un caso famoso, l’allora presidente sudanese Omar al-Bashir non fu arrestato nel 2015 quando visitò il Sudafrica, che è membro della Corte, scatenando la furiosa condanna degli attivisti per i diritti umani e del principale partito d’opposizione del Paese. La Russia non riconosce la giurisdizione della Cpi. Secondo una dichiarazione rilasciata dal Cremlino giovedì, Putin si recherà in Mongolia su invito del presidente Ukhnaa Khurelsukh “per partecipare agli eventi cerimoniali dedicati all’85esimo anniversario della vittoria congiunta delle forze armate sovietiche e mongole sui militaristi giapponesi sul fiume Khalkhin Gol”.

Putin terrà anche dei colloqui con Khurelsukh e altri alti funzionari mongoli, si legge nella dichiarazione. La Cpi ha accusato Putin di responsabilità personale per i rapimenti di bambini dall’Ucraina. È la prima volta che la Corte ha emesso un mandato contro un leader di uno dei 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La Cpi ha affermato in una dichiarazione che Putin “è presumibilmente responsabile del crimine di guerra di deportazione illegale (di bambini ndr.) e di trasferimento illegale di (bambini ndr.) dalle aree occupate dell’Ucraina alla Federazione Russa”. Con lui la Corte ha emesso un mandato d’arresto anche per l’inviata di Putin per i diritti dei bambini, Maria Lvova-Belova, con le stesse accuse.

 

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