Manifestanti contro la proposta del presidente López Obrador

In Messico, da lunedì, giudici e magistrati si sono uniti allo sciopero organizzato dai dipendenti dei tribunali federali messicani per opporsi alla proposta di revisione del sistema giudiziario del Paese avanzata dal presidente Andrés Manuel López Obrador. Migliaia di dipendenti si sono accampati fuori dai tribunali per protestare contro la riforma che prevede, tra le altre norme, l’elezione dei giudici attraverso il voto popolare. López Obrador, leader populista prossimo alla fine del suo mandato di sei anni, è da tempo in contrasto con i tribunali messicani sostenendo che i giudici facciano parte di una “mafia” contro di lui e afferma che la proposta ha lo scopo di eliminare la corruzione e ridefinire il funzionamento delle istituzioni messicane. Se confermata cambierebbe il processo di nomina dei giudici federali e della Corte Suprema, rendendo queste cariche elettive e rendendo irrilevanti qualifiche professionali, titoli di studio e anni di esperienza. L’Associazione nazionale dei magistrati e dei giudici distrettuali ha dichiarato che lo sciopero proseguirà a tempo indeterminato, fino a quando la proposta del presidente non sarà bloccata.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata