Hamas: "I risultati degli incontri di Doha? Non c'è impegno a rispettare quanto concordato a luglio"

Secondo round a Doha per i colloqui di pace per il cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi. Usa, Egitto e Qatar lavorano incessantemente. Hamas, non partecipa, ma pretende il ritiro immediato di Israele. La Casa Bianca ha definito “promettente” l’inizio dei colloqui. Doha invita l’Iran a riflettere sull’attacco di rappresaglia contro Israele per non bloccare i colloqui di pace. E in Cisgiordania coloni israeliani attaccano un villaggio palestinese scatenando l’ira di Netanyahu. IN AGGIORNAMENTO

Iran: “Speriamo poter continuare a evitare ritorsioni” 

Alla domanda se l’Iran continuerà a evitare ritorsioni contro Israele ora che i colloqui per il cessate il fuoco a Gaza sono stati estesi, la missione dell’Iran alle Nazioni Unite a New York ha risposto: “Lo speriamo”. Lo riporta il Times of Israel.Intanto il ministro degli Esteri iraniano Ali Bagheri afferma di essere stato aggiornato dal suo omologo del Qatar Mohammed bin Abdulrahman al-Thani sui negoziati di oggi a Doha.In una dichiarazione pubblicata su X, Bagheri afferma di aver detto ad al-Thani che non ci si può fidare di Israele, mentre invita a “usare tutti i mezzi” per forzare la fine dell’offensiva israeliana a Gaza contro Hamas.Una dichiarazione del ministero degli Esteri del Qatar afferma che i due “hanno sottolineato la necessità di calma e allentamento della tensione nella regione” e che al-Thani “ha ribadito l’impegno del Qatar a sostenere tutti gli sforzi regionali e internazionali volti a raggiungere la sicurezza e la stabilità regionale e internazionale”. 

Biden: “Accordo è in vista nessuno lo comprometta”

L’accordo di cessate il fuoco e di rilascio degli ostaggi a Gaza è “in vista” e “nessuno nella regione dovrebbe intraprendere azioni per indebolire questo processo”. Lo afferma il presidente Joe Biden, che in una dichiarazione riferisce che “oggi ho ricevuto un aggiornamento dal mio team di negoziatori sul campo a Doha e ho ordinato loro di presentare la proposta di collegamento completa presentata oggi, che offre la base per giungere a un accordo finale su un cessate il fuoco e un accordo di rilascio degli ostaggi”. Allo stesso tempo, riferisce il presidente degli Stati Uniti, “ho parlato separatamente con Amir Sheikh Tamim e il Presidente Sisi per esaminare i significativi progressi compiuti a Doha negli ultimi due giorni di colloqui”. I due leader “hanno espresso il forte sostegno del Qatar e dell’Egitto alla proposta degli Stati Uniti come co-mediatori in questo processo”. “I nostri team – prosegue Biden – rimarranno sul campo per continuare il lavoro tecnico nei prossimi giorni e alti funzionari si riuniranno di nuovo al Cairo prima della fine della settimana. Mi riferiranno regolarmente. Sto inviando il segretario Blinken in Israele per riaffermare il mio ferreo sostegno alla sicurezza di Israele, continuare i nostri intensi sforzi per concludere questo accordo”. 

Usa: Dichiarazioni Hamas non vanno prese sul serio, accordo c’è 

Le dichiarazioni di Hamas di queste giorni non devono essere prese “troppo sul serio”. Lo ha detto un Alto funzionario dell’Amministrazione Usa, discutendo con un gruppo ristretto di giornalisti dei progressi fatti nei colloqui di Doha. Se Hamas dovesse dire di no all’accordo, ha aggiunto il funzionario, dovrebbe pensare alle conseguenze per la gente di Gaza, perché “l’accordo è stabilito ed è pronto per essere implementato”.

Usa: Contrattacco su Iran? Siamo pronti a ogni eventualità

Gli Stati Uniti sono “pronti a ogni eventualità nel caso di un attacco iraniano a Israele”. Lo ha riferito un alto funzionario dell’Amministrazione Biden, rispondendo a una domanda sulla possibilità che, a un attacco di Teheran possa fare seguito una risposta su territorio iraniano degli Usa e degli alleati francesi e britannici. 

Usa: 48 ore a Doha le più costruttive, siamo a battute finali Washington

Le ultime 48 ore a Doha sono state “le più costruttive da molti mesi” a questa parte. Lo ha detto un alto funzionario dell’Amministrazione Usa, parlando dei colloqui avvenuti a Doha per raggiungere un accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza. Siamo alle “battute finali”, ha sottolineato il funzionario parlando con un gruppo ristretto di giornalisti. Le parti, ha detto, si riuniranno di nuovo al Cairo “prima della fine della prossima settimana”.

Biden parla con leader Qatar e Egitto: “Progressi significativi”

Il presidente Joe Biden ha parlato separatamente con l’emiro del Qatar, Sheikh Tamim Bin Hamad Al-Thani, e col presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi per discutere dei “significativi progressi” fatti a Doha nel corso degli ultimi due giorni di colloqui sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza. Lo riferisce il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale, Sean Savett.

Usa confermano: Blinken parte nel weekend per Israele

Il segretario di Stato Antony Blinken partirà sabato per Israele. La conferma giunge da fonti ufficiali Usa.

Biden: “Tregua a Gaza non è mai stata così vicina”

La tregua a Gaza “non è mai stata così vicina”. Lo ha detto il presidente Joe Biden, parlando con i giornalisti a margine di una cerimonia nello Studio Ovale della Casa Bianca.

Israele: “Speriamo pressing mediatori porti Hamas ad accordo”

Israele “spera” che “le pressioni” dei mediatori internazionali “portino Hamas” a un accordo. È quanto afferma l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Israele apprezza gli sforzi degli Stati Uniti e dei mediatori per dissuadere Hamas dal rifiutare un accordo per il rilascio degli ostaggi. I principi fondamentali di Israele sono ben noti ai mediatori e agli Stati Uniti, e Israele spera che le loro pressioni portino Hamas ad accettare i principi del 27 maggio, in modo da poter attuare i dettagli dell’accordo”, si legge nella dichiarazione dell’ufficio di Netanyahu. Il riferimento è alla proposta di accordo presentata da Israele a fine maggio. Netanyahu è stato accusato di aver aggiunto nuove richieste a quella proposta il mese scorso, ma ha insistito sul fatto che si è limitato a fornire chiarimenti per favorire l’attuazione della proposta di maggio. 

Hamas: “Risultati Doha? Non c’è impegno su accordo luglio”

I risultati degli incontri di Doha, di cui Hamas è stato informato, “non includono l’impegno a rispettare quanto concordato il 2 luglio”. È quanto ha detto un importante funzionario di Hamas parlando con Al-Jazeera, commentando l’esito dei negoziati che si sono tenuti ieri e oggi a Doha, in Qatar. Il 2 luglio Hamas aveva presentato la sua risposta al piano di cessate il fuoco che il presidente Usa Joe Biden aveva illustrato il 30 maggio. I negoziati ripresero una settimana dopo e Hamas accusò Israele di aver introdotto nuove condizioni. 

Usa-Egitto-Qatar: nuova proposta americana, lavoro continua

I colloqui tenuti a Doha nelle ultime 48 ore sono stati “seri e costruttivi e si sono svolti in un’atmosfera positiva”. E’ quanto si legge in una dichiarazione congiunta di Stati Uniti, Egitto e Qatar, nella quale si riferisce che gli Usa, con il supporto di Egitto e Qatar, hanno “presentato a entrambe le parti una proposta ponte coerente con i principi stabiliti dal Presidente Biden il 31 maggio 2024 e con la Risoluzione n. 2735 del Consiglio di sicurezza. Questa proposta si basa su aree di accordo della scorsa settimana e colma le lacune rimanenti in modo da consentire una rapida attuazione dell’accordo”.I team di lavoro, prosegue la dichiarazione, “continueranno il lavoro tecnico nei prossimi giorni sui dettagli dell’attuazione, comprese le disposizioni per attuare le ampie disposizioni umanitarie dell’accordo, nonché le specifiche relative agli ostaggi e ai detenuti” e “gli alti funzionari dei nostri governi – si legge ancora – si riuniranno nuovamente al Cairo prima della fine della prossima settimana con l’obiettivo di concludere l’accordo secondo i termini proposti oggi”. 

Blinken domenica in Israele, possibili tappe a Doha e Il Cairo

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken sarà in Israele domenica, dove incontrerà il premier Benjamin Netanyahu lunedì. Lo riferiscono fonti israeliane citate dal giornalista di Axios, Barak Ravid. Blinken dovrebbe partire per la regione sabato notte. Altre possibili tappe della sua missione sarebbero Il Cairo e Doha. 

Media: delegazione Israele rientra stasera da Doha

Si è concluso il secondo giorno di colloqui a Doha, in Qatar, sul cessate il fuoco in Medioriente e la delegazione israeliana rientrerà stasera in Israele. Lo riporta Ynet, citando fonti informate sui dettagli secondo cui le discussioni sono state buone e nei prossimi giorni continuerà il dialogo fra le parti, che sarà seguito da un altro summit. Secondo quanto riporta il Times of Israel, il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha comunicato che il secondo giorno di colloqui si è concluso e che nelle prossime ore il suo ufficio pubblicherà una dichiarazione per fornire aggiornamenti sullo stato dei negoziati. 

Hamas: “Ancora nessun segnale positivo da colloqui Doha”

Il portavoce di Hamas, Osama Hamdan, ha detto all’emittente qatariota Al Jazeera che ancora non c’è nessun “segnale positivo” dai colloqui per il cessate il fuoco in corso a Doha. Il portavoce ha affermato che Hamas, che non partecipa direttamente ai colloqui, non ha ancora un quadro chiaro rispetto al punto a cui siano arrivati i negoziati, ma che i suoi funzionari non hanno motivo di credere che Israele stia inviando segnali positivi. “I mediatori stanno ancora parlando di colmare le lacune, ma è chiaro che la parte israeliana sta aggiungendo altre condizioni, sta parlando di nuove questioni”, ha detto Hamdan. “Credo che stiano cercando di minare il processo”. Il portavoce di Hamas, in particolare, ha respinto la prospettiva che Israele mantenga il controllo della sicurezza sul Corridoio Philadelphia di Gaza, dicendo che il suo gruppo continua a chiedere un “ritiro completo” dalla Striscia, di cui aveva precedentemente ricevuto assicurazioni dai mediatori.Se Israele trasmettesse “segnali positivi”, Hamas sarebbe disposto a partecipare ai colloqui, ma ciò non è ancora avvenuto, ha sottolineato. 

Katz: “Se Teheran ci attacca nostri alleati la colpiscano” 

“Se l’Iran attacca, ci aspettiamo che la coalizione si unisca a Israele non solo nella difesa ma anche nell’attacco di obiettivi significativi in Iran”. Lo ha detto il ministro israeliano degli Esteri, Israel Katz, incontrando gli omologhi di Francia e Gran Bretagna, Stéphane Séjourné e David Lammy. Lo riporta Ynet. 

Borrell contro coloni: “Sanzionare anche membri governo Israele”

L’Alto rappresentante dell’Ue Josep Borrell, in un post su X, ha condannato “gli attacchi dei coloni a Jit, volti a terrorizzare i civili palestinesi” e ha confermato l’intenzione di “presentare una proposta di sanzioni dell’Ue contro i sostenitori dei coloni violenti, compresi alcuni membri del governo israeliano”.

Negoziati Doha: “Parti sperano in progressi in prossime 24 ore”

Il quotidiano israeliano Haaretz ha riferito che le parti sperano nel raggiungimento di progressi nelle prossime 24 ore nell’ambito dei negoziati a Doha. Questo pomeriggio nella città del Qatar si svolgerà infatti un altro round di colloqui per un accordo sugli ostaggi tra Israele e Hamas. “Le parti sperano di vedere progressi entro le prossime 24 ore”, ha detto al media israeliano una fonte che ha familiarità con i negoziati.

Hamas su attacco coloni: “Cisgiordania si sollevi con rabbia” 

Hamas ha espresso cordoglio per la morte di un palestinese durante l’ultimo attacco di coloni in Cisgiordania, affermando che l’assalto fa parte dei “piani di sterminio fascisti” di Israele. Lo riporta Al Jazeera. “Invitiamo il nostro popolo in tutti i governatorati della Cisgiordania a sollevarsi con rabbia per scoraggiare i coloni e respingere i loro attacchi terroristici”, ha aggiunto Hamas. Le azioni di Israele, ha avvertito Hamas, non faranno “che aumentare l’attaccamento del nostro popolo alla propria terra e ai propri luoghi sacri”.

Iran potrebbe tentare di uccidere funzionari Israele

La risposta dell’Iran e di Hebzollah a Israele, invece che avvenire tramite un attacco su larga scala, potrebbe consistere nel tentativo di assassinare personaggi israeliani di alto rango, come ministri, parlamentari, ufficiali delle Forze israeliane di difesa (Idf) e alti funzionari del Mossad e dello Shin Bet. Lo riporta Ynet, citando l’avvertimento arrivato al governo israeliano da parte di alti funzionari di sicurezza. 

Rappresaglia Hezbollah non durante colloqui Doha

La rappresaglia di Hezbollah contro Israele per l’uccisione a Beirut del suo comandante Fuad Shukr non dovrebbe avvenire durante i colloqui in corso a Doha per una tregua a Gaza e il rilascio degli ostaggi. Lo ha detto al Washington Post una fonte anonima che ha stretti legami col gruppo libanese. “Possiamo dire che Hezbollah non lancerà la sua operazione di ritorsione durante i colloqui in Qatar perché il partito non vuole essere ritenuto responsabile per aver ostacolato i colloqui o un potenziale accordo”, afferma la fonte. “La ritorsione può aspettare; non è urgente né ha un limite di tempo”. 

Idf, colpiti oltre 30 obiettivi nella Striscia di Gaza 

L’aeronautica militare israeliana ha colpito più di 30 obiettivi nella Striscia di Gaza nel corso della, tra cui edifici utilizzati dai miliziani, cellule di uomini armati e altre infrastrutture. Lo affermano le forze israeliane di difesa (Idf). Gli attacchi avvengono mentre le truppe sono impegnate nelle zone meridionali di Gaza, a Rafah e Khan Younis, e nel corridoio di Netzarim, al centro della Striscia. A Khan Younis, l’Idf afferma di aver bombardato con l’artiglieria un’area da cui ieri erano stati lanciati razzi contro la comunità israeliana di confine di Kissufim. Sempre a Khan Younis, i soldati della Brigata paracadutisti hanno fatto irruzione in un edificio, dove hanno trovato un nascondiglio di armi, tra cui lanciarazzi e ordigni esplosivi. Nel centro di Gaza l’Idf sostiene di aver trovato diversi cunicoli e di aver ucciso uomini armati utilizzando droni. La marina israeliana ha anche ucciso “un certo numero di terroristi che rappresentavano una minaccia per le truppe dell’IDF che operavano nella Striscia di Gaza centrale”, con bombardamenti dalle sue navi.

Idf ordina evacuazioni a Khan Younis e Deir al-Balah 

Le forze israeliane di difesa (Idf) hanno emesso un nuovo ordine di evacuazione riguardanti la zona nord di Khan Younis e quella est di Deir al-Balah. Di conseguenza diversi quartieri nel nord di Khan Younis non saranno più considerati zona umanitaria visto che l’Idf vuole operare al loro interno contro le attività di Hamas. “A causa dei numerosi atti di terrorismo, dello sfruttamento della zona umanitaria per attività terroristiche e del lancio di razzi contro lo Stato di Israele dai quartieri nel nord di Khan Younis, rimanere in questa zona è diventato pericoloso”, afferma l’Idf, avvertendo che sta modificando la zona umanitaria sulla base di “informazioni di intelligence precise che indicano che Hamas ha posizionato infrastrutture terroristiche nell’area definita come area umanitaria”. L’avviso riguarda anche l’est di Deir al-Balah, un’altra zona nella quale, l’Idf “sta per operare con la forza contro le organizzazioni terroristiche”. Deir al-Balah è una delle poche aree di Gaza in cui l’Idf non ha operato intensamente nelle sue operazioni di terra, ricorda The Times of Israel.

Trump: “Netanyahu vinca rapidamente, basta uccisioni a Gaza”

L’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto ieri di aver consigliato al primo ministro Benjamin Netanyahu quando si sono incontrati il mese scorso di “ottenere rapidamente la vittoria” perché “le uccisioni devono finire” a Gaza. Al candidato repubblicano alle presidenziali è stato chiesto in una conferenza stampa nel New Jersey se incoraggiasse Netanyahu a non accettare un accordo di cessate il fuoco con Hamas. Trump ha negato di averlo fatto, affermando che Netanyahu “sa quello che sta facendo”. 

Qatar informa Iran di progressi a Doha: “Valutate se attaccare”

Un alto funzionario di uno dei paesi mediatori ha riferito di una conversazione telefonica che il primo ministro del Qatar, Muhammad bin Abd al-Rahman Al Thani, ha avuto con i capi della leadership iraniana, nella quale li ha informati che ci sono stati sviluppi positivi nei negoziati tra Israele e Hamas. Lo scrive Ynet precisando che, secondo la fonte, anche se il primo ministro del Qatar non lo ha detto esplicitamente, il messaggio era chiaro: “dovreste considerare attentamente se vale la pena per voi, o per Hezbollah, attaccare Israele proprio quando si stanno verificando progressi”.

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