La lettera del commissario Ue al Mercato interno, Thierry Breton

Il commissario Ue al Mercato interno, Thierry Breton, ha scritto una lettera al capo di X, Elon Musk, “nel contesto dei recenti avvenimenti nel Regno Unito e in relazione alla prevista trasmissione sulla vostra piattaforma X di una conversazione dal vivo tra voi e un candidato alla presidenza degli Stati Uniti, che sarà accessibile anche agli utenti dell’Ue”. “Mi risulta che sta attualmente effettuando uno stress test della piattaforma. In questo contesto, sono costretto a ricordarle gli obblighi di due diligence stabiliti nel Digital Services Act (DSA), come delineato nella mia precedente lettera. In quanto entità individuale che controlla in ultima analisi una piattaforma con oltre 300 milioni di utenti in tutto il mondo, di cui un terzo nell’UE, che è stata designata come piattaforma online molto grande, hai l’obbligo legale di garantire la conformità di X con il diritto dell’Ue e in particolare con il DSA nell’Ue”, avverte Breton. “La esorto pertanto a garantire tempestivamente l’efficacia dei vostri sistemi e a segnalare le misure adottate al mio team. I miei servizi ed io saremo estremamente vigili su qualsiasi prova che indichi violazioni dei DSA e non esiteremo a sfruttare appieno i nostri strumenti, anche adottando misure provvisorie, qualora fosse giustificato a proteggere i cittadini dell’Ue da un danno grave”, sottolinea.

“Ciò significa in particolare garantire, da un lato, che la libertà di espressione e di informazione, compresi la libertà e il pluralismo dei media, siano effettivamente tutelate e, dall’altro, che siano messe in atto tutte le misure di mitigazione proporzionate ed efficaci per quanto riguarda l’amplificazione dei contenuti dannosi in relazione ad eventi rilevanti, compreso lo streaming live, che, se non affrontati, potrebbero aumentare il profilo di rischio di X e generare effetti dannosi sul discorso civico e sulla sicurezza pubblica. Ciò è importante alla luce dei recenti esempi di disordini pubblici provocati dall’amplificazione di contenuti che promuovono l’odio, il disordine, l’incitamento alla violenza o determinati esempi di disinformazione”, spiega. “Ciò implica inoltre di: dover informare senza indebito ritardo le autorità giudiziarie e amministrative dell’UE sulle misure adottate per rispondere ai loro ordini contro contenuti considerati illegali, secondo il diritto nazionale e/o comunitario; intraprendere azioni tempestive, diligenti, non arbitrarie e obiettive nei confronti ricezione di avvisi da parte degli utenti che considerano illegali determinati contenuti; informare gli utenti in merito alle misure adottate al ricevimento della relativa notifica e segnalare pubblicamente le misure di moderazione dei contenuti”.

“A questo proposito, rilevo che gli obblighi DSA si applicano senza eccezioni o discriminazioni alla moderazione dell’insieme della comunità di utenti e contenuti di X (incluso te stesso come utente con oltre 190 milioni di follower) che sono accessibili agli utenti dell’Ue e che dovrebbero essere in linea con l’approccio basato sul rischio della Dsa, che richiede una maggiore due diligence in ogni caso di un prevedibile incremento del profilo di rischio”, aggiunge. “Come sa, sono già in corso procedimenti formali contro X ai sensi del DSA, in particolare in ambiti legati alla diffusione di contenuti illegali e all’efficacia delle misure adottate per combattere la disinformazione. Poiché il contenuto pertinente è accessibile agli utenti dell’Ue e viene ampliato anche nella nostra giurisdizione, non possiamo escludere le potenziali ricadute nell’Ue – rimarca il commissario -. Pertanto, stiamo monitorando i potenziali rischi nell’Ue associati alla diffusione di contenuti che potrebbero incitare alla violenza, all’odio e al razzismo in concomitanza con importanti eventi politici o sociali in tutto il mondo, compresi dibattiti e interviste nel contesto elettorale. Vorrei chiarire che qualsiasi effetto negativo dei contenuti illegali su X nell’Ue, che potrebbe essere attribuito all’inefficacia del modo in cui X applica le pertinenti disposizioni della DSA, può essere rilevante nel contesto del procedimento in corso e della valutazione complessiva del rispetto da parte di X del diritto dell’Ue. Ciò è in linea con quanto già fatto nel recente passato, ad esempio in relazione alle ripercussioni e all’amplificazione di contenuti terroristici o di contenuti che incitano alla violenza, all’odio e al razzismo nell’Ue, come nel contesto delle recenti rivolte nel Regno Unito”.

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