Sono state 23.725 le persone sbarcate sul nostro Paese dal corridoio

Nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2024, l’Italia si conferma il principale Paese di approdo dei migranti provenienti dalla rotta del Mediterraneo centrale. Secondo i dati elaborati dal Global Migration Data Analysis/MMp dell’OIM, infatti, nei primi sei mesi dell’anno sono state 23.725, come spiegato anche ieri dal Viminale, le persone sbarcate sul nostro Paese provenendo da quella rotta. A questi si aggiungono i 68 sbarcati a Malta.

I morti provenienti dalla rotta del Mediterraneo centrale, al 17 giugno 2024, sono stati 823. Un dato complessivamente in calo rispetto all’anno scorso, quando gli approdi nello stesso lasso di tempo in Italia attraverso quella rotta furono 55.902; a Malta 92, e i morti 1.765. 

Oim, in 6 mesi 129 morti su rotta Mediterraneo orientale

Nei primi sei mesi del 2024, la rotta del Mediterraneo orientale ha interessato la Grecia con 14.361 arrivi, e Cipro con 4.131 migranti. Il Mediterraneo orientale ha registrato 129 morti nei primi sei mesi del 2024. È quanto contenuto nei dati elaborati dal Global Migration Data Analysis/MMp dell’OIM, e visionati da LaPresse.

In Spagna si incrociano invece due rotte: quella Atlantica e quella relativa al Mediterraneo occidentale. Attraverso la prima, tra gennaio e giugno sono arrivati in Spagna 18.929 migranti; dalla seconda sono passati 3.894 persone. I morti sono stati 261 dalla rotta atlantica, e 111 dalla rotta del Mediterraneo occidentale.

Oim, in 6 mesi da rotte Mediterraneo 65.108 arrivi e 1.324 morti

Complessivamente, gli arrivi stimati dall’OIM in Italia, Malta, Grecia, Cipro e Spagna seguendo tutte le rotte che si intersecano nel Mediterraneo sono stati 65.108 nei primi sei mesi dell’anno, a fronte di un numero di morti pari a 1.324. Nello stesso periodo, nel 2023, gli arrivi furono 75.057, e i morti 2.118. È quanto emerge dai dati elaborati dal Global Migration Data Analysis/MMp dell’OIM, che LaPresse ha potuto visionare. Le rotte che passano per il Mediterraneo sono in tutto quattro: Occidentale, Centrale, Orientale, Atlantica. 

 Oim: “Arrivi gestibili ma è emergenza umanitaria per numero morti”

“Sicuramente c’è un calo notevole negli arrivi, ma se i numeri sono gestibili, sia a livello italiano che europeo, esiste un’emergenza emigrazione a livello umanitario, perchè i morti sono tanti”. Lo ha detto a LaPresse il portavoce in Italia dell’OIM, Flavio Di Giacomo. “Se in questo momento ci si imbarca dal nord dell’Africa, dalla Libia o dalla Tunisia, è molto più probabile morire rispetto all’anno scorso – ha osservato -. Questo perchè non c’è un sistema di pattugliamento europeo sufficiente in mare e non si fa abbastanza per salvare vite”. Per Di Giacomo “quest’anno ci sono meno arrivi per il fatto che c’è stato un tempo diverso rispetto all’anno scorso. Quando ci sono state finestre di bel tempo, abbiamo visto l’arrivo di numerosi Migranti da Libia e Tunisia, però è anche vero che in Tunisia c’è stato un controllo maggiore. Secondo il governo tunisino – spiega – ci sarebbero stati almeno 20mila Migranti intercettati dalla Guardia nazionale tunisina in mare e riportati indietro. Per quello che riguarda la Libia siamo circa sui 5-6mila persone intercettate e riportate purtroppo indietro. Sappiamo che chi viene riportato indietro, viene posto arbitrariamente in queste carceri in condizioni disumane e subisce violenze”. 

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