Ucraina, la Russia annuncia corridoi umanitari per gli oltre 500 civili rifugiati nell’impianto Azot

Ucraina, la Russia annuncia corridoi umanitari per gli oltre 500 civili rifugiati nell’impianto Azot
Firefighters work to extinguish an apartment building and cars burning after shelling in Donetsk, in territory under the government of the Donetsk People’s Republic, eastern Ukraine, Monday, June 13, 2022. (AP Photo/Alexei Alexandrov)

Il ministero della Difesa britannico segnala che le truppe russe sono tornate a fare dei piccoli progressi nella regione di Kharkiv

Resta l’assalto a Severodonetsk lo sforzo principale dell’esercito russo in Ucraina, anche se il ministero della Difesa britannico segnala che i russi per la prima volta da diverse settimane hanno fatto dei piccoli progressi nella regione di Kharkiv. La Russia chiede la resa dei soldati ucraini che resistono nell’impianto chimico Azot, che è punto cruciale della battaglia a Severodonetsk come per Mariupol era stata l’acciaieria Azovstal, e annuncia per domani un corridoio umanitario per far uscire i civili dalla struttura. Secondo quanto riferito dalle autorità ucraine, nell’Azot sono rifugiati oltre 500 civili. L’annuncio della possibile evacuazione è stato dato dal generale russo Mikhail Mizintsev, capo del Centro nazionale di gestione della difesa, soprannominato ‘macellaio di Mariupol’ perché l’Ucraina lo accusa di violazioni dei diritti umani relative al suo comando delle truppe durante il lungo assedio di Mariupol, porto chiave sul Mar d’Azov.

“Dalle 8 alle 20 (ora di Mosca) del 15 giugno 2022, un corridoio umanitario sarà aperto” dall’impianto Azot di Severodonetsk “in direzione nord verso la città di Svatovo della Repubblica popolare di Luhansk”, ha comunicato, chiedendo anche “alle autorità ufficiali di Kiev di mostrare prudenza, di dare adeguate istruzioni ai militanti per fermare l’insensata resistenza e lasciare il territorio dello stabilimento di Azot”. “L’effettiva disponibilità della parte Ucraina ad avviare un’operazione umanitaria dovrebbe essere indicata alzando bandiere bianche”, ha aggiunto.Severodonetsk prima della guerra contava 100mila abitanti, ora sono rimaste in città 12mila persone: il governatore del Luhansk, Serhiy Haidai, che ha fornito i numeri, parlando con AP ammette che le evacuazioni di massa dei civili dalla città adesso sono “semplicemente impossibili” a causa di bombardamenti e combattimenti incessanti, ma dice che “c’è ancora un’opportunità per l’evacuazione dei feriti” e che la città non è ancora del tutto bloccata dalle truppe russe, nonostante i russi abbiano fatto saltare tutti e tre i suoi ponti e ne controllino circa l’80%.

Intanto, alla vigilia dell’incontro in programma a Bruxelles del cosiddetto ‘formato Ramstein’, Kiev ha chiesto all’Occidente di non cercare più compromessi con Mosca: “Rammstein-3 dovrebbe essere il giorno in cui la comprensione dell’importanza della forza per raggiungere la pace e costruire un nuovo ordine mondiale sostituisce il desiderio di trovare un compromesso con coloro che ricorrono alla violenza”, ha scritto su Twitter Andriy Yermak, capo dello staff del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, tornando a chiedere “più armi pesanti e addestramento operativo per i nostri militari”.Lo stesso Yermak ha accusato la Russia di creare una crisi alimentare e di “usare il cibo come arma”: “sta cercando di vendere grano ucraino rubato, in particolare nei Paesi africani. La Russia cerca contemporaneamente di distruggere il suo rivale di mercato e aumentare la sua influenza nella regione attraverso il ricatto”, ha detto il capo dello staff di Zelensky, chiedendo una “strategia di sblocco dei porti ucraini al più presto”. Ma il Cremlino, dal canto suo, oltre a comunicare che non è ancora in programma per il prossimo futuro un colloquio fra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sul tema dell’esportazione di grano dai porti ucraini, afferma che “non ci sono segnali da parte dell’Ucraina su cosa, come e se voglia esportare qualcosa”.

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