E’ febbrile l’attività diplomatica intorno alla crisi Russoucraina mentre sul campo la tensione cresce con il passare delle ore. “Gli Stati Uniti continuano a vedere un accumulo di forze russe vicino al confine ucraino”. Il Segretario alla Difesa Usa Lloyd Austin ribadisce in conferenza stampa congiunta con l’omologo polacco Mariusz Blaszczak a Varsavia quella che è la linea americana da giorni. Con accuse dirette e precise. “Nonostante gli annunci fatti dalla Russia” sul ritiro delle truppe, “stiamo vedendo più forze che si spostano al confine”. A stretto giro alle parole di Austin fanno eco quelle di Michael Carpenter, l’ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa: la Russia – afferma – ha “probabilmente tra i 169.000 e i 190.000 militari all’interno e vicino all’Ucraina“.
E la giornata di oggi segna l’apertura della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco che riunirà oltre 350 figure da tutto il mondo, specializzate nel campo della difesa e della sicurezza. Nella città tedesca sono arrivati tra gli altri il Segretario Gnerale dell’Onu Antonio Guterres, che in apertura ha affermato come l’attuale minaccia per il mondo sia maggiore che durante la Guerra Fredda, e la vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, nella sua prima missione diplomatica in Europa. Tema La ministra degli Esteri tedesca Annalena Baerbock padrona di casa alla Conferenza ha chiesto alla Russia a di ritirare “immediatamente le truppe al confine con l’Ucraina”, dopo le parole – ha detto – “dobbiamo vedere le azioni”. Passando poi dall’invito alla minaccia: “Se ci fosse un attacco, per la Russia ci sarebbero massicce conseguenze, politiche economiche e finanziarie. Seguire la via del dialogo che è “interesse di tutti”. La ministra ha chiarito che nelle possibili sanzioni contro Mosca in caso di un attacco all’Ucraina si sta valutando anche il blocco del gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2.

La vicepresidente Usa Kamala Harris ha mandato dal canto suo l’ennesimo messaggio a Vladimir Putin “la Nato è unita e gli alleati statunitensi e occidentali sono pronti a rispondere con severe sanzioni se il Presidente Russo dovesse procedere con un’invasione dell’Ucraina“. In un incontro con il Segretario generale della Nato Jens Stoltenberg all’inizio della Conferenza, Harris ha ringraziato l’alleanza per “tutto ciò che ha fatto” durante la crisi. “Rimaniamo, ovviamente, aperti e desiderosi di perseguire la via diplomatica”, “ma siamo anche impegnati per garantire gravi conseguenze in termini di sanzioni qualora la Russia dovesse intraprendere un’azione aggressiva”, ha detto la Harris.
I separatisti filo-russi hanno oggi denunciato nuovi attacchi da parte delle forze ucraine nel territorio dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk (Dpr) dove venerdì pomeriggio è stata segnalata una forte esplsione vicino al Palazzo governativo. Le autorità della Dpr hanno parlato di 169 mine e proiettili di vario calibro e 122 granate di vario tipo sparati sul territorio dell’autoproclamata repubblica. Secondo fonti separatiste sarebbe iniziata un’evacuazione dei civili verso Russia. Denish Pushilin, leader del governo separatista nella regione di Donetsk, ha fatto sapere che le donne, i bambini e gli anziani saranno i prima a essere evacuati e che la Russia ha preparato le strutture necessarie per accoglierli.
A Mosca il Presidente Vladimir Putin ha ricevuto l’omologo bielorusso Alexander Lukashenko che da fedele alleato del Cremlino in conferenza stampa ha parlato di una potenziale risposta congiunta a quella che ha chiamato “aggressività” dell’Occidente. “Sfortunatamente, in questo momento stiamo assistendo a un aggravamento della situazione nel Donbas”, ha detto dal canto suo Putin dopo i colloqui. “Abbiamo detto con il leader bielorusso che la chiave per il ripristino della pace civile in Ucraina è l’attuazione degli accordi di Minsk. Tutto ciò che Kiev deve fare è sedersi al tavolo dei negoziati con i rappresentanti del Donbass e concordare misure politiche, militari, economiche e umanitarie per porre fine al conflitto”.

