Circa il 10% di tutto il commercio globale passa attraverso il canale lungo 193 chilometri

Le squadre di soccorso hanno liberato la gigantesca nave portacontainer Ever Given che si era incagliata nel Canale di Suez, bloccando per quasi una settimana la principale arteria di collegamento per il commercio tra Europa e Asia. Una flottiglia di rimorchiatori, aiutata dall’alta marea, è riuscita a strappare la prua della nave dalla riva sabbiosa del canale. La squadra di salvataggio ha successivamente trascinato la portacontainer verso il Grande Lago Amaro, un ampio specchio d’acqua a metà strada tra l’estremità nord e sud del canale, dove la Ever Given, di proprietà giapponese e battente bandiera di Panama, sarà sottoposta a un’ispezione tecnica.

Ce l’abbiamo fatta!”, ha esultato Peter Berdowski, ceo di Boskalis, la società di recupero ingaggiata per estrarre l’imbarcazione, “sono entusiasta di annunciare che il nostro team di esperti, lavorando in stretta collaborazione con l’Autorità del Canale di Suez, ha rimesso a galla con successo l’Ever Given rendendo così nuovamente possibile il libero passaggio”. Un video diffuso dall’Autorità del Canale ha mostrato la Ever Given scortata dai rimorchiatori che l’hanno liberata, con ognuno di questi che ha suonato il clacson in segno di esultanza. Il blocco ha creato un enorme ingorgo nel canale artificiale che ha colpito le catene di approvvigionamento già gravate dalla pandemia di coronavirus.

Non è ancora chiaro quando il traffico tornerà alla normalità. Almeno 367 navi, che trasportano merci di ogni genere, dal greggio al bestiame, si sono ammassate alle due estremità del canale, in attesa di transitare, mentre altre hanno optato per la rotta alternativa intorno al Capo di Buona Speranza all’estremità meridionale dell’Africa. La liberazione della nave è avvenuta dopo che le draghe hanno aspirato sabbia e fango dalla prua e 10 rimorchiatori l’hanno spinta e tirata per cinque giorni. I primi passi avanti sono stati fatti in mattinata quando la nave era stata raddrizzata e la sua poppa era stata liberata. “Gli egiziani sono riusciti a porre fine alla crisi” nonostante la “massiccia complessità tecnica” dell’operazione, ha scritto su Facebook il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi mentre erano ancora in corso i lavori.

Circa il 10% di tutto il commercio globale passa attraverso il canale lungo 193 chilometri, che consente alle petroliere e alle navi portacontainer di evitare il lungo viaggio intorno alla punta meridionale dell’Africa. Il giornale di navigazione Lloyd’s List stima che ogni giorno dal canale artificiale transitino merci per un valore di 9,6 miliardi di dollari. La chiusura senza precedenti ha minacciato di interrompere le spedizioni di petrolio e gas in Europa dal Medioriente e ha sollevato timori di ritardi prolungati, carenza di merci e aumento dei costi per i consumatori.

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