Morti anche un carabiniere, Vittorio Iacovacci, e l'autista. Tre persone rapite nell'agguato, una quarta liberata

L’ambasciatore italiano in Repubblica democratica del Congo Luca Attanasio, 44 anni, è morto in un  attacco a Goma, nella provincia del Nord Kivu , avvenuto intorno alle 9 ora italiana. Attanasio, che è stato trasportato in ospedale, è morto per le ferite riportate. Il diplomatico, era in un convoglio Onu, del Pam, programma alimentare mondiale. Lo riferisce il corrispondente della radio francese Rfi, secondo cui sono stati uccisi anche la guardia del corpo e l’autista della vettura. La Farnesina ha confermato la notizia. Le forze armate congolesi hanno fatto sapere che “stanno perlustrando l’area per trovare gli assalitori”. L’area è teatro di scontri tra gruppi armati che si contendono il controllo del sottosuolo, ricco di minerali. 

Il governatore della provincia del Nord Kivu, Carly Nzanzu, citato da Bbc News, ha spiegato che i due veicoli del convoglio, composto da 7 persone, sono stati attaccati da sei uomini armati, che hanno sparato colpi di avvertimento prima di prelevare i passeggeri e portarli nel vicino Virunga National Park, dove è intervenuta una pattuglia di ranger, che ha liberato quattro persone. Prima di fuggire gli aggressori hanno sparato a Attanasio, Iacovacci e all’autista del veicolo. 

ambasciatore

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Attanasio, laureato alla Bocconi nel 2001 e impegnato in politica dal 2003, dopo diverse esperienze nelle ambasciate in Svizzera, in Marocco e in Nigeria, era dal 2017 capo missione a Kinshasa, nel Congo, dove stava portando a termine numerosi progetti umanitari al fianco dei circa mille cittadini italiani attualmente residenti nel Paese del Centro Africa. Insieme a lui, premiata anche la moglie Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell’associazione umanitaria Mama Sofia, che opera nelle aree più difficili del Congo salvando la vita ogni anno a centinaia di bambini e giovani madri. La coppia ha tre figli. 

Si chiamava invece Vittorio Iacovacci il carabiniere ucciso nell’attentato, che faceva da guardia del corpo. Il carabiniere aveva 30 anni, ne avrebbe compiuti 31 a marzo, ed era in servizio presso l’ambasciata italiana dal settembre 2020. Iacovacci era originario di Sonnino, in provincia di Latina.

Non si esclude che possa trattarsi di un tentativo di rapimento finito male. Il governo della Repubblica Democratica del Congo ha riferito che tre persone che facevano parte del convoglio del Wfp su cui viaggiava l’ambasciatore italiano Luca Attanasio sono state rapite. E’ quanto si legge in un comunicato diramato dal ministero dell’Interno, citato dai media locali. Una quarta persona sequestrata è stata poi ritrovata dalle Forze armate del Paese.

Le reazioni

“Ho accolto con sgomento la notizia del vile attacco che poche ore fa ha colpito un convoglio internazionale nei pressi della città di Goma uccidendo l’Ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e il loro autista. La Repubblica Italiana è in lutto per questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell’adempimento dei loro doveri professionali in Repubblica Democratica del Congo. Nel deprecare questo proditorio gesto di violenza gli italiani tutti si stringono nel cordoglio intorno alle famiglie delle vittime, cui desidero far pervenire le condoglianze più sentite e la più grande solidarietà”. Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al ministro degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio.

Secondo quanto si apprende, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha saputo del decesso dell’ambasciatore e del carabiniere mentre era al Cae di Bruxelles. Ha manifestato immenso dolore per l’accaduto, interverrà ora al Cae esprimendo pubblicamente il suo cordoglio davanti ai colleghi Ue.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha espresso al ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, e al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, il suo cordoglio per l’uccisione dell’ambasciatore italiano in Congo, Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e di un autista in servizio presso la rappresentanza diplomatica di Kinshasa. “La responsabile del Viminale è vicina alle famiglie delle vittime, al Corpo diplomatico e all’Arma dei carabinieri”, si legge in una nota.

“Una notizia terribile. Il cordoglio mio e della Lega ai famigliari dell’ambasciatore Attanasio e del carabiniere che era con lui, due nostri connazionali caduti mentre onoravano il nome dell’Italia, sono vicino all’intero corpo diplomatico italiano e all’Arma dei Carabinieri”. Così su Twitter il leader della Lega Matteo Salvini.

“Attaccato un convoglio Onu in #Congo. Sono morti il nostro ambasciatore Luca Attanasio e un carabiniere. Uomini dello Stato al servizio della pace e della cooperazione nel Paese africano. Una preghiera li accompagni. Il loro sacrificio non sia vano, la pace vincerà sul terrorismo”. Così su Twitter Antonio Tajani.

“L’attentato contro chi rappresenta l’Italia nel mondo è un attentato contro tutti gli italiani. Ci aspettiamo dalle autorità del Congo massima collaborazione per individuare subito i responsabili del tragico attentato costato la vita a due servitori dello Stato. Esprimo il mio cordoglio alle famiglie dei caduti, al Corpo diplomatico e all’Arma dei Carabinieri”. Lo dichiara in un post di cordoglio sui profili social il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi.

Il sindaco di Limbiate

Siamo increduli e distrutti. Luca era solo un ragazzo, resterà per sempre il nostro fanciullo immortale”. Così a LaPresse il sindaco Antonio Domenico Romeo di Limbiate, provincia di Monza e Brianza, paese d’origine dell’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo, Luca Attanasio, ucciso in un attacco nell’est del Paese. “Ci scrivevamo spesso. L’ultimo messaggio me l’ha inviato tre giorni fa. Sono sconvolto”. Così a LaPresse il sindaco Antonio Domenico Romeo di Limbiate, provincia di Monza e Brianza, racconta del concittadino e amico Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano nella Repubblica democratica del Congo ucciso in un attacco nell’est del Paese. “Luca era felice perchè finalmente, dopo vent’anni, il Comune di Limbiate è riuscito ad acquisire una villa storica da dedicare ad attività culturali. ‘Anche i sogni si realizzano’, mi ha scritto, ‘è vero basta essere determinati’, gli ho risposto”, ricorda non riuscendo a trattenere le lacrime.

L’amico: “L’ho sentito due giorni fa, sapevo che stava andando a fare una missione importante”

Luca Attanasio era “un mio carissimo amico. Sono stato in Congo varie volte. E’ stato ospite da me a Salerno pochi mesi fa, quando ha ricevuto il premio Nassiriya per la Pace a Camerota. Abbiamo trascorso insieme tre giorni felici. Siamo tanto amici”. Parla ancora al presente Gianfranco Bruno, sostenitore di Mama Sofia, la Onlus fondata da Zakia Seddiki, molgie di Luca Attanasio, l’ambasciatore italiano rimasto ucciso oggi in Congo. “L’ho sentito l’ultima volta due giorni fa, sapevo che stava andando a fare una missione importante. Sapevo che era una missione sensibile, ma non avevo dettagli. Non ho percepito un’aria pesante parlando con lui. Ci sentivamo due o tre volte alla settimana. Lo voglio ricordare come un grande servitore dello Stato, giovanissimo. Faceva tutto col cuore. Deve essere riconosciuto come una grande persona”, racconta. Bruno non è riuscito a raggiungere la moglie di Attanasio, che è in Congo. Ha provato a sentire il padre, che invece è in Italia, “ma non ce l’ha fatta a parlare”.

 

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