L'esercito nazionale libico di Khalifa Haftar, uomo forte dell'est della Libia, ha lanciato un'offensiva per "ripulire l'ovest" del Paese "da terroristi e mercenari" e ha ordinato alle sue truppe di "avanzare" verso la capitale Tripoli, sede del governo libico di unità nazionale (Gna) guidato dal premier Fayez al-Sarraj. "È giunto il momento", ha aggiunto, in un audio-messaggio diffuso sulla pagina Facebook dell'ufficio media dell'Esercito nazionale libico (Lna) autoproclamato dallo stesso Haftar.
Da Tripoli, al-Sarraj ha denunciato quella che ha definito una "escation" e dichiarazioni "provocatrici". E diversi potenti gruppi armati di Misurata, leali al governo di al-Sarraj, hanno annunciato di essere "pronti" a fermare l'offensiva di Haftar nell'ovest del Paese.
I gruppi di Misurata fanno sapere di avere chiesto ad al-Sarraj di dare "i suoi ordini senza indugio" ai comandanti delle forze nell'ovest "per affrontare questo ribelle". "Se lui (cioè Sarraj ndr.) si asterrà dal farlo immediatamente, farà sorgere il dubbio e sarà sospettato di complicità" con le forze di Haftar, hanno aggiunto.
Due autorità si contendono il potere in Libia: il Gna stabilità a fine 2015 in virtù di un accordo patrocinato dall'Onu e basato a Tripoli; e una rivale stabilita nell'est e controllata dall'esercito nazionale di Haftar.
L'escalation giunge a pochi giorni da una Conferenza nazionale sotto l'egida dell'Onu, in programma dal 14 al 16 aprile, che è chiamata a stilare una roadmap per far uscire il Paese dal caos.
Onu – Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, al secondo giorno di visita in Libia, si è detto preoccupato dal "rischio di scontri" dopo la decisione di Haftar e ha sottolineato che "non c'è nessuna soluzione militare" nel Paese. "Sono profondamente preoccupato dal movimento militare che sta avvenendo in Libia e dal rischio di scontri", ha twittato Guterres da Tripoli, che è controllata dal governo libico di unità nazionale sostenuto dall'Onu. "Solo il dialogo inter-libico può risolvere i problemi libici. Invito alla calma e alla moderazione mentre mi preparo a incontrare i leader libici nel Paese", ha concluso Guterres.
Pd – C'è timore per il caso libico anche in Italia. A questo proposito Lia Quartapelle, capogruppo del Pd in commissione Esteri, ha chiesto spiegazioni direttamente al premier Conte. "Le truppe del generale Haftar sono a 100 km da Tripoli, una avanzata inaspettata e più veloce del previsto. Il Partito Democratico chiede che il presidente del Consiglio Conte venga in aula a riferire". "La Libia – ha aggiunto Quartapelle – è al centro dei nostri interessi strategici e non possiamo continuare a far finta di nulla. Vorremmo sapere dal presidente Conte su quali interessi italiani egli stia mediando e quanto il nostro governo si sta interessando della Libia, constatato che in quest'aula non si parla di Libia dal mese di settembre, nonostante le numerose richieste dell'opposizione".
La parlamentare del Pd ha inoltre ricordato che "tutti noi abbiamo visto bene le immagini del vertice di Palermo del novembre scorso in cui il presidente Conte diceva che avrebbe tentato un intervento di mediazione tra il presidente Al-Serraj e il generale Haftar. Se i risultati sono questi, ovvero una avanzata molto rapida delle truppe del generale Haftar alla conquista di Tripoli, mi chiedo – ha concluso Quartapelle – di che cosa abbia parlato il presidente del Consiglio al vertice Palermo. Per questo chiediamo che al più presto il presidente Conte venga in parlamento a riferire".

