Nuova Delhi (India), 23 giu. (LaPresse/EFE) – Sorella Nirmala Joshi, colei che aveva preso il posto di Madre Teresa alla guida delle Congregazione delle missionarie della carità, è morta a causa di un infarto all’età di 81 anni. Il vicario generale dell’arcidiocesi di Calcutta, Dominic Gomes, ha riferito a Efe che Nirmala era molto malata e si è spenta poco dopo la mezzanotte. “Era una donna dolce e sensibile, anche se aveva una personalità molto forte”, ha spiegato Gomes, annunciando che il funerale della religiosa si terrà domani alle 16, nella sede delle Missionarie della carità.

L’arcivescovo di Calcutta, Thomas D’Souza, ha detto al quotidiano Indian Express che la religiosa, “ha esalato il suo ultimo respiro in pace”. Tanti i commenti di vicinanza anche sui social network. Su Twitter si è diffuso l’hashtag #SisterNirmala, già divenuto una delle principali tendenze in India. Le condoglianze sono arrivate anche dal primo ministro indiano Narendra Modi, per una donna che, scrive, ha dedicato la vita ai “poveri e senza tetto”.

Nirmala Joshi nacque nel 1934 in un accampamento militare dello Stato indiano di Jharkhand, limitrofo al Bengala, figlia di un soldato nepalese delle truppe Gurkha dell’impero britannico. Si unì alle Missionarie della carità nel 1976, ispirata dal lavoro per i poveri portato avanti da Madre Teresa, che aveva fondato la congregazione a Calcutta nel 1950 dopo un’esperienza mistica. Dopo la morte nel 1997 di Madre Teresa, beatificata nel 2003, Nirmala prese il suo posto alla direzione delle Missionarie fino al 2009, quando hiese di lasciare l’incarico per continuare una “vita di contemplazione”.

Le Missionarie della carità, inizialmente piccola congregazione che aiutava i poveri di Calcutta, sono divenute nel tempo una rete con 4.500 religiosi che lavorano in oltre 130 Paesi, dove gestiscono circa 700 case destinate all’assistenza dei bisognosi.

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