Berlino (Germania), 3 mar. (LaPresse/AP) – Sì dei cittadini svizzeri nel referendum contro i super compensi dei manager d’azienda. Il 67,9% dei votanti si è espresso a favore del rafforzamento dei diritti degli azionisti di fermare le paghe e i bonus troppo alti per i dirigenti. Ha votato contro il 32,1%. I risultati definitivi sono stati diffusi dall’emittente pubblica svizzera SRF.
L’IDEA DELL’IMPRENDITORE MINDER. La proposta del referendum era stata avanzata dal deputato indipendente e uomo d’affari Thomas Minder, che ha espresso soddisfazione. “È un segnale potente”, ha detto. Il risultato era atteso visti i sondaggi degli ultimi mesi. “Il voto di oggi è il risultato di un diffuso disagio fra i cittadini per la remunerazione esorbitante di certi manager delle società”, ha commentato il ministro della Giustizia Simonetta Sommaruga durante una conferenza stampa che si è tenuta a Berna poche ore dopo la chiusura delle urne.
IL CASO NOVARTIS. Il dibattito sul tema è scaturito dalla notizia del mese scorso relativa al presidente del board di Novartis, Daniel Vasella. Lasciando l’incarico, a Vasella era stata destinata un’indennità di 72 milioni di franchi svizzeri. In un secondo momento il presidente del colosso farmaceutico aveva rinunciato, ma ormai il caso era scoppiato.
COSA PREVEDE LA LEGGE DA APPROVARE. Visto l’esito del referendum, il Parlamento dovrà ora stilare una legge che consenta agli azionisti il diritto di veto sugli stipendi dei dirigenti d’azienda e degli amministratori. La legge introdurrà inoltre il divieto dei bonus in ingresso o in uscita, che talvolta i manager ricevono quando arrivano o vanno via da una società, e promuoverà una maggiore trasparenza, per esempio richiedendo che tutti i prestiti agli amministratori vengano dichiarati e costringendo i fondi pensione a comunicare ai loro aderenti come hanno votato negli incontri fra azionisti. Le misure saranno applicate a tutte le public company con base in Svizzera. Chi non rispetterà la legge rischierà multe fino a sei annualità di salario e fino a tre anni di prigione.
I SOSTENITORI DEL NO. I sostenitori del no al referendum evidenziavano i rischi per l’economia della Svizzera. Christa Markwalder, deputata del partito liberale radicale, sostiene per esempio che le ditte straniere adesso potrebbero pensarci due volte prima di trasferire il loro quartier generale in Svizzera. Negli ultimi anni il Paese ha attratto ditte molto note, da Transocean a Tyco.
GLI ALTRI PAESI. In Europa alcuni altri Stati come Olanda e Danimarca hanno già leggi simili che permettono agli azionisti di godere almeno di un voto vincolante sui compensi degli amministratori, ma in Stati Uniti e Regno Unito questo voto non è vincolante. La decisione svizzera giunge dopo che giovedì Parlamento europeo, commissione Ue e Consiglio europeo hanno raggiunto un accordo preliminare sul tetto ai bonus per i banchieri. Il provvedimento limita i bonus dei dirigenti di banche a un massimo di una annualità di stipendio. In Svizzera i cittadini possono chiedere un referendum su qualunque argomento raccogliendo 100mila firme.

