Centennial (Colorado, Usa), 7 gen. (LaPresse/AP) – A quasi sei mesi dalla strage in un cinema di Aurora, in Colorado, i procuratori hanno iniziato a presentare in tribunale le prove raccolte contro James Holmes, l’ex studente accusato per la sparatoria. Secondo gli investigatori, il giovane indossava un giubbotto antiproiettile e una maschera antigas quando lanciò due bombole di gas e aprì il fuoco durante la prima del film ‘Il cavaliere oscuro: il ritorno’, uccidendo 12 persone e ferendone altre cinquanta.

L’udienza preliminare iniziata oggi durerà probabilmente tutta la settimana e permetterà al giudice di stabilire se le prove raccolte dalla procura siano sufficienti per aprire un processo. Nei confronti di Holmes sono stati formulati oltre 160 capi d’accusa, tra cui omicidio e tentato omicidio.

Durante la sessione odierna hanno testimoniato alcuni dei poliziotti che arrestarono il ragazzo dopo la sparatoria. Gli agenti hanno raccontato che il 25enne era “molto rilassato” e non aveva “normali reazioni emozionali”. “Sembrava molto distaccato da quello che era successo”, ha detto uno degli agenti, Jason Obiatt, aggiungendo che in un primo momento aveva preso Holmes per un poliziotto e solo dopo realizzò che il 25enne era fermo e non stava correndo dentro il cinema come tutti gli altri. All’udienza sono presenti molti sopravvissuti e familiari delle vittime. Si tratta della prima presentazione pubblica delle prove contro Holmes perché tre giorni dopo la sparatoria un giudice aveva vietato ai legali e agli investigatori di parlare del caso in pubblico e molti documenti del tribunale sono rimasti riservati.

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