Skopje (Macedonia), 13 apr. (LaPresse/AP) – Torna alta la tensione in Macedonia dopo il ritrovamento di cinque persone uccise a colpi di pistola vicino a un lago artificiale a nord di Skopje, per il quale è stata sollevata l’ipotesi di un omicidio per motivi etnici. Decine di giovani hanno bloccato la vicina autostrada in segno di protesta e la polizia è intervenuta dispiegando numerosi agenti. Il presidente della Macedonia, Gjorge Ivanov, ha invitato alla “moderazione da parte di tutti” e ha chiesto un’indagine veloce sul caso. “Chiedo ai media di non fare speculazioni secondo le quali il crimine sarebbe connesso a questioni interetniche, non c’è alcuna prova di questo”, ha detto il portavoce della polizia Ivo Kotevski.

I corpi ritrovati appartengono a cinque persone di etnia macedone, quattro di circa 20 anni e la quinta sulla quarantina. Le vittime sono state trovate da un pescatore del posto ieri sera e i medici legali stanno ora procedendo ad alcune verifiche. La polizia non ha diffuso alcuna informazione su possibili sospetti o moventi dell’omicidio. La zona è stata recintata e un gruppo di giovani ha protestato sulla vicina autostrada. Un gruppo di dimostranti ha anche rotto il finestrino del veicolo di un giornalista dell’emittente privata ’24 News’ e lanciato pietre contro gli autobus che passavano. “Invito le autorità a trovare i colpevoli di questo orribile omicidio per evitare ogni tipo di speculazione”, ha chiesto il sindaco di Butel, sul cui territorio sono stati ritrovati i corpi.

In Macedonia le tensioni hanno continuato a essere covate dopo la fine della ribellione armata del 2001, quando alcuni ribelli di etnia albanese hanno combattuto contro le forze del governo per circa otto mesi chiedendo più diritti per la loro comunità. Il conflitto lasciò 80 morti e si concluse con l’intervento delle truppe della Nato. Quest’anno ci sono stati due episodi di violenza, l’ultimo dei quali a marzo con scontri fra gruppi di albanesi e giovani di etnia macedone, in cui sono rimaste ferite decine di persone. La comunità albanese costituisce un quarto della popolazione della Macedonia, Paese a maggioranza cristiana ortodossa con 2,1 milioni di abitanti.

Anche gli Stati Unti sono intervenuti sul caso tramite l’ambasciata, invitando alla moderazione finché le indagini non saranno concluse. “Chiediamo a tutte le parti coinvolte di mantenere la campa e di trattenersi dalle speculazioni o da dichiarazioni infondate”, afferma in una nota l’ambasciata.

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