Aumenta il divario tra ricchi e poveri: il 20% degli italiani detiene il 72% della ricchezza nazionale

L'allarme lanciato da Oxfam in un report in vista dell'apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos.

Le fortune dei più ricchi sono aumentate del 12% lo scorso anno, al ritmo di 2,5 miliardi di dollari al giorno, mentre 3,8 miliardi di persone, che costituiscono la metà più povera dell'umanità, hanno visto diminuire quello che avevano dell'11%. È quanto emerge dal nuovo report diffuso da Oxfam in vista dell'apertura dei lavori del World Economic Forum di Davos.

L'anno scorso, da soli, 26 ultramiliardari possedevano l'equivalente ricchezza della metà più povera del pianeta. A metà 2018 l'1% più ricco deteneva infatti poco meno della metà (47,2%) della ricchezza aggregata netta, contro un magro 0,4% assegnato alla metà più povera della popolazione mondiale, cioè 3,8 miliardi di persone. Passando dal dato globale a quello nazionale, rende ancora noto l'organizzazione, si osserva quindi come alla stessa data il 20% più ricco degli italiani possedesse circa il 72% dell'intera ricchezza nazionale, col 5% dei più fortunati che deteneva la stessa ricchezza del 90% più povero.

Guardando infine alle tendenze, se la quota della ricchezza globale nelle mani dell'1% più ricco è in crescita dal 2011, un trend opposto caratterizza la riduzione della povertà estrema. Dopo una drastica diminuzione, tra il 1990 e il 2015, del numero di persone che vivono con un reddito di meno di 1,90 dollari al giorno, ad allarmare è il calo del 40% del tasso annuo di riduzione della povertà estrema (che secondo le stime è rallentato ulteriormente tra il 2015 e il 2018). Un aumento della povertà estrema che colpisce in primis i contesti più vulnerabili del globo, come l'Africa subsahariana. 

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