Popolazione in calo, 55 milioni gli italiani nel 2050

Popolazione in calo, 55 milioni gli italiani nel 2050
Foto di archivio

Il quadro demografico, delineato dall’Istat, non è certo confortante ma non per forza negativo

Popolazione in calo. Gli italiani saranno 55 milioni nel 2050. E sempre più soli. Il quadro della demografia che sarà, di qui a poco meno di 25 anni, viene delineato dall’Istat nelle ‘Previsioni della popolazione residente, delle famiglie e delle forze lavoro’. Non è certo confortante, ma non per forza negativo, immaginare in parallelo la diminuzione dei residenti e l’aumento delle persone sole, oltre al fatto che la maggioranza delle coppie sceglierà di non avere figli.

Quasi 4 milioni di italiani in meno

La popolazione residente continuerà a diminuire per tutto l’orizzonte previsivo (2025-2080), anche negli scenari più favorevoli e il saldo migratorio con l’estero resterà positivo ma non sarà sufficiente a compensare il persistente deficit tra nascite e decessi. In particolare, guardando allo scenario intermedio, la popolazione passerà da 58,9 milioni di residenti al primo gennaio 2025 a 58,7 milioni nel 2030, e poi a 55 milioni nel 2050 e a 45,8 milioni nel 2080.

Più di un terzo oltre i 65 anni nel 2050

L’invecchiamento della popolazione rappresenta la prospettiva più certa, trainato dall’ingresso nelle età anziane delle generazioni del baby boom: sarà del 34,5% la quota di individui con almeno 65 anni nel 2050, rispetto al 24,7% al primo gennaio 2025. La diminuzione della popolazione in età lavorativa ridurrà la disponibilità di forza lavoro, ponendo nuove sfide al sistema economico e al welfare: secondo le previsioni Istat sarà del 55,3% la quota di individui in età lavorativa (15-64 anni) nel 2050 contro il 63,4% al primo gennaio 2025.

Le persone sole aumenteranno del 16%

Tra il 2025 e il 2050 il numero delle persone che vivono sole aumenterà da 10 a 11,6 milioni (+16%), cosicché la loro quota sul totale delle famiglie salirà dal 37,5% al 42%. Ma non finisce qua. Nel 2050 le coppie senza figli saranno più numerose di quelle con figli. La crescita delle persone che vivono da sole sarà particolarmente marcata per le donne sole, che passeranno da 5,3 a 6,3 milioni (+20,3%). Più contenuto, invece, l’incremento degli uomini che vivono soli, da 4,7 a 5,2 milioni (+11,3%).

Sempre più anziani

La crescita delle persone sole riguarderà soprattutto le età più avanzate. Nel 2025 su 10 milioni di individui soli 4,6 milioni (il 46,3%) hanno almeno 65 anni; entro il 2050 potrebbero salire a 6,6 milioni su 11,6 arrivando a rappresentare il 57% delle persone sole. Per la loro maggiore longevità, le ultrasessantacinquenni sole passeranno da 3,2 a 4,5 milioni (salendo dal 60,2% al 71% delle donne sole) mentre gli uomini aumenteranno da 1,4 a 2,1 milioni (dal 30,7% al 40% degli uomini soli).

Differenze territoriali

Secondo l’Istat nelle dinamiche territoriali si trovano alcune differenze. Il Nord è la sola ripartizione con una crescita della popolazione nel breve periodo, passando da 27,5 milioni nel 2025 a 27,7 milioni nel 2030, con un incremento medio annuo dello 0,1%. Dal 2030 la tendenza si inverte: la popolazione scende a 27,2 milioni nel 2050 (-0,1% medio annuo) e a 24,2 milioni nel 2080 (-0,4% medio annuo). Ciononostante il Nord mantiene una dinamica relativamente più favorevole rispetto al resto del Paese. Nel Centro il calo è già presente nel breve periodo, anche se molto contenuto. La popolazione perde appena 40mila residenti tra il 2025 e il 2030, con un tasso medio annuo di -0,1%. Tra il 2030 e il 2050 il decremento si intensifica (-0,3% medio annuo) portando la popolazione a 11 milioni mentre nel lungo periodo si scende a 9,3 milioni (-0,6% medio annuo). Il Mezzogiorno presenta una dinamica meno favorevole. La popolazione diminuisce da 19,7 milioni nel 2025 a 19,4 milioni nel 2030, con un tasso medio annuo di -0,4%. Nel periodo 2030-2050 il ritmo del calo aumenta (-0,7% medio annuo) facendo scendere la popolazione a 16,7 milioni. Tra il 2050 e il 2080 la contrazione raggiunge l’1% medio annuo, andando a definire una popolazione di 12,3 milioni, ovvero oltre un terzo inferiore rispetto ai livelli iniziali.

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