Carburante, in Cdm si va verso il no all’aumento delle sigarette

Carburante, in Cdm si va verso il no all’aumento delle sigarette
Foto Cecilia Fabiano /LaPresse

L’ipotesi per finanziare le misure non sarà oggi al vaglio del Consiglio dei Ministri. La Lega dice ‘no’

L’aumento del costo delle sigarette per finanziare il taglio delle accise dei carburanti non sarà sul tavolo del Cdm convocato alle 17.30 a palazzo Chigi. E’ quanto si apprende da fonti di maggioranza. La Lega avrebbe infatti manifestato la propria contrarietà all’ipotesi di finanziare in questo modo gli ‘sconti’ sui carburanti. Dubbi sulla misura sarebbero poi stati espressi anche da FdI e FI.

“Sono assolutamente contrario ad ogni aumento di tasse sulle sigarette”, ha detto il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini arrivando a palazzo Chigi per il Cdm. “Diciamo che mettere accise sul tabacco per tagliare le accise sul gasolio non mi pare un’ideona e meno male che Salvini ha detto no”, scrive sui social il senatore della Lega Claudio Borghi. “Perché se invece di finanziare il tutto con un sano scostamento di bilancio si vuol insistere a ‘cercare le coperture tra le pieghe del bilancio’ prima o poi le pieghe finiscono”, aggiunge.

Il Codacons: “Una follia”

L’ipotesi di finanziare il taglio delle accise aumentando i prezzi delle sigarette è “una follia” secondo il Codacons, che in una nota aggiunge che “si tratta di una proposta assurda e sbagliata sotto ogni punto di vista”. “Siamo da sempre contrari al fumo e favorevoli a misure per disincentivare il consumo di tabacco, ma – afferma l’associazione – in questo caso non si tratterebbe di una misura sanitaria ma di un escamotage fiscale che finirebbe per far pagare lo sconto sulle accise agli stessi cittadini che fanno rifornimento alla pompa”. “Non solo – prosegue -. Tassare unicamente i fumatori equivarrebbe ad una palese discriminazione nei confronti di una specifica categoria di cittadini, prestandosi a ricorsi nelle aule di giustizia. A questo punto perché non tassare anche chi mangia cibo spazzatura o beve bevande gassate, prodotti che al pari delle sigarette sono nocivi per la salute umana?”. “Farebbe bene il governo ad accantonare questa idea folle e cercare le risorse per il taglio delle accise mettendo le mani non nelle tasche dei cittadini, ma in quelle dei petrolieri”, conclude il Codacons.

Fapi: “Fermare corsa diesel e benzina”

“Accogliamo con favore l’iniziativa del Governo e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che, nel Consiglio dei ministri di oggi, si appresta ad adottare misure per contrastare l’impennata del costo dei carburanti. È un segnale importante di attenzione verso famiglie, lavoratori e imprese, che da settimane stanno subendo gli effetti di rincari non più sostenibili”, si limita a dire il presidente nazionale della Fapi, Gino Sciotto. “Il prezzo del diesel e della benzina – prosegue Sciotto – rappresenta un fattore determinante per la competitività del sistema produttivo, per il settore dell’autotrasporto, per la logistica e per il potere d’acquisto delle famiglie. Un intervento tempestivo può contribuire a contenere gli effetti dell’aumento dei costi e a sostenere la ripresa economica”. “Confidiamo – conclude il presidente della Fapi – che il provvedimento possa produrre effetti rapidi e concreti sui prezzi alla pompa. Le imprese italiane hanno bisogno di certezze e di un costo dell’energia compatibile con la crescita e gli investimenti. La scelta del Governo va nella direzione giusta e merita un plauso”.

Boccia: “Sono disperati, subito accise mobili”

“La nostra richiesta urgente, avanzata nella mozione unitaria di Pd-M5s-Avs- Iv che venerdì abbiamo presentato sul caro carburanti, è di attivare il meccanismo delle accise mobili, una riforma strutturale che prevede che quando aumenta per ragioni di mercato il costo del petrolio e quindi il prezzo della benzina, le relative maggiori entrate fiscali siano redistribuite per ridurre il prezzo alla pompa. La grande beffa della premier Meloni, che ricordiamo tutti nel video annunciare l’abrogazione delle accise, è che il suo governo sta incassando di più proprio dalle accise. La verità è che oggi la destra prova a tenere in considerazione, in estremo ritardo, alcune delle proposte che noi avanziamo da mesi. Ma quando un governo annuncia che sta pensando all’aumento del prezzo delle sigarette è perché è ai titoli di coda, è disperato”. Lo ha detto il senatore Francesco Boccia, presidente del gruppo del Pd a Radio Cusano Campus.

“La crisi dell’energia che viviamo – ha proseguito Boccia – è purtroppo ormai strutturale, non è un’emergenza ed è dovuta al disordine mondiale causato da questa nuova interpretazione delle relazioni internazionali voluta essenzialmente dai sovranisti, guidati da quel leader nazionalista che è Trump. La nostra strategia industriale ed energetica, già depositata in Parlamento sottoforma di emendamenti ai provvedimenti, non può prescindere da un’Ue ancora più forte, mentre questo governo continua a nascondersi. La proposta del centrosinistra ruota attorno ad alcuni pilastri: più autonomia energetica dell’Ue, attraverso piattaforme di acquisto comuni; un piano straordinario sulle rinnovabili per la sicurezza economica, semplificando le procedure; politiche industriali che abbassino il costo dell’energia per le imprese soprattutto della chimica, delle ceramiche, della carta, dell’acciaio, della logistica attraverso contratti energetici pluriennali e sostegno alla produzione nazionale di tecnologie energetiche; il disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas. Non vogliamo discutere per tutta la legislatura di bonus benzina e decreti carburanti. Vogliamo fare in modo che nel 2027 una crisi nel Golfo Persico non si traduca automaticamente in bollette più care e carburanti oltre i due euro. Questa è la differenza tra inseguire le emergenze come ha fatto la destra in questi 4 anni e costruire una strategia. Perché in eredità – ha concluso Boccia – ci lasciano la benzina a più di 2 euro, salari più bassi, la sanità pubblica al collasso, oltre a Vannacci che è il peggiore regalo delle destre al Paese”.

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