Al via il periodo di adesione all’offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane su Tim, che durerà fino al prossimo 11 settembre. Dopo l’ok, arrivato sabato, del CdA di Tim all’operazione – ritenuta congrua dal punto di vista finanziario – e la definizione da parte di Poste degli obiettivi industriali del progetto – dal possibile delisting alle sinergie complessive per almeno 700 milioni di euro l’anno a regime, in mancanza di effetti negativi sull’occupazione e sui siti produttivi – a prendere la parola sono stati i vertici dei due enti, che si sono rivolti ai rispettivi dipendenti. Con l’Opas su Tim “inizia una nuova fase della nostra storia”, ha spiegato l’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, in una lettera firmata insieme al direttore generale Giuseppe Lasco. Per i due, con l’inizio della raccolta di azioni Tim sul mercato, parte “uno dei progetti economico-industriali più rilevanti degli ultimi anni per il nostro settore, per quello delle telecomunicazioni e per l’intero sistema economico italiano”.
L’importanza dell’operazione “non risiede soltanto nelle sue dimensioni, ma soprattutto nella visione che la ispira”, aggiungono Del Fante e Lasco, ricordando che l’obiettivo è costruire “la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un gruppo strategico leader nei servizi finanziari e assicurativi, nella logistica, nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali”, attraverso l’integrazione “di due delle più importanti realtà industriali italiane”. Non si tratta “soltanto di un’operazione finanziaria”, ma di “un progetto industriale di lungo periodo“, ha sottolineato da parte sua l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola. Per Labriola, avere Poste Italiane come principale azionista industriale significa “poter contare su un partner con cui condividere una visione di sviluppo”, ma anche “rafforzare la nostra capacità di investimento, accelerare l’innovazione e creare nuove opportunità di crescita”. “Guardiamo con favore all’acquisizione di Tim da parte di Poste Italiane”, sottolinea il sindacato Uil Fpc, secondo cui si tratta “dell’unica concreta possibilità per dare finalmente una prospettiva di rilancio all’azienda e ai suoi lavoratori, dopo anni di scelte sbagliate”. In Borsa, Poste e Tim però registrano una giornata negativa: la prima cede lo 0,9%, mentre la seconda chiude a -2,36%.

