Ue, a rischio povertà 72 milioni di persone: i dati Eurostat

Ue, a rischio povertà 72 milioni di persone: i dati Eurostat
Pane Quotidiano, Onlus di distribuzione di generi alimentari. Immagine di archivio (Foto Claudio Furlan/LaPresse)

Il dato per l’Italia: 18,6% della popolazione a rischio povertà, una percentuale che supera la media europea

Oltre 72 milioni di persone nell’Ue (72,4 miloni) a rischio povertà: è il 16,3% della popolazione. Lo rileva l’Eurostat in base all’elaborazione di stime preliminari sul reddito e sulle condizioni di vita nel 2025 (su dati 2024). È un dato in peggioramento rispetto all’anno precedente, con una crescita del rischio di 0,1 punti percentuali. Le stime preliminari indicano una stabilità complessiva, con un lieve aumento del tasso di rischio di povertà nell’Ue che si attesterebbe quindi al 16,4%. L’Italia è oltre la media Ue a 18,6%. Il dato Eurostat conferma il quadro delineato dal rapporto dell’Istat 2026: in Italia la povertà è in aumento.

Rischio povertà in Ue, Unione Consumatori: “Italia tra le peggiori”

A commentare i dati Eurostat sul rischio povertà in Ue che restituiscono un’Italia maglia nera è il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona: “L’Italia è tra le peggiori in Europa rispetto al rischio povertà. Secondo i dati Eurostat ora pubblicati, il 18,6% della popolazione italiana è a rischio povertà. Un dato che colloca l’Italia all’ottavo posto tra i 27 Paesi monitorati, e al sesto posto in quanto a percentuale”. “Meglio di noi i principali Paesi europei, dalla Francia (16,3%) alla Germania (16,1%), fino al Portogallo (15,4%), tutti sotto la media Ue del 16,3% – osserva Dona – solo la Spagna sta peggio di noi, con il 19,5%, un dato però in calo rispetto allo scorso anno, a differenza dell’Italia che non registra alcun miglioramento. Insomma, la lotta alla povertà avrebbe dovuto essere la priorità di questo governo, che invece ha preferito abbassare l’Irpef a chi dichiara fino a 200mila euro, come se il problema di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese fosse già stato risolto”.

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