Draghi all’Ue: “Per la prima volta siamo davvero soli, momento di pericolo ma anche di rivelazione”

Draghi all’Ue: “Per la prima volta siamo davvero soli, momento di pericolo ma anche di rivelazione”
Aquisgrana: l’ex premier presidente della BCE Mario Draghi tiene un discorso dopo aver ricevuto il Premio Carlo Magno presso il municipio. Foto di: Henning Kaiser/picture-alliance/dpa/AP Images

Il discorso dell’ex presidente del Consiglio ad Aquisgrana dove ha ricevuto il Premio Carlo Magno

Nuovo monito di Mario Draghi all’Europa. “Per la prima volta a memoria d’uomo, siamo davvero soli insieme”, ha detto l’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Bce, ricevendo il Premio Carlo Magno ad Aquisgrana. “Il mondo che un tempo aiutava l’Europa a generare prosperità non esiste più. È diventato più duro, più frammentato e più mercantilista”, ha aggiunto l’ex premier sottolineando come l’Europa non possa più contare sulle certezze del passato. “Dall’altra parte dell’Atlantico, non possiamo più dare per scontato che i custodi dell’ordine del dopoguerra restino impegnati a preservarlo”, ha affermato, aggiungendo che “decisioni con conseguenze profonde per le economie europee vengono prese sempre più unilateralmente”.

L’ex premier ha poi richiamato l’attenzione sulla dimensione della sicurezza: “Per la prima volta dal 1949, gli europei devono affrontare la possibilità che gli Stati Uniti non garantiscano più la nostra sicurezza alle condizioni che davamo per scontate”. Draghi ha osservato che “nemmeno la Cina offre un punto di riferimento alternativo”, accusandola di generare “surplus industriali su una scala che il mondo non può assorbire senza svuotare la nostra stessa base produttiva” e di sostenere “direttamente il nostro avversario, la Russia”. “In un mondo di alleanze mutevoli, ogni dipendenza strategica deve ora essere riesaminata. Per la prima volta nella memoria vivente, siamo davvero soli insieme”, ha detto ancora Draghi

Draghi: “Europa troppo dipendente dall’estero e frammentata”

“L’Europa si è aperta al mondo senza completare il mercato al suo interno. È diventata troppo dipendente dalla domanda estera, troppo dipendente da capacità controllate altrove e troppo frammentata per mobilitare la propria stessa scala”, ha detto ancora Draghi nel suo discorso ad Aquisgrana. “La nostra sensibilità ai cambiamenti nelle politiche americane e cinesi non è semplicemente una sfortuna imposta dall’esterno. È il riflesso del nostro stesso fallimento nel costruire un mercato interno sufficientemente profondo”, ha proseguito l’ex presidente della Banca Centrale Europea, indicando nelle incompiutezze del mercato unico una delle principali vulnerabilità dell’Unione europea, citando la “frammentazione dei mercati dei capitali, i sistemi energetici insufficientemente integrati e il peso della regolamentazione”.

Draghi: “Fase di pericolo ma anche occasione di risveglio europeo”

 “Non fingerò che ciò che attende l’Europa sia facile. La tensione cui è sottoposto il nostro continente è profonda e si fa più pesante di mese in mese”, prosegue Draghi. “Ma questo non è solo un momento di pericolo. È anche un momento di rivelazione”, ha affermato Draghi, secondo cui le crisi degli ultimi anni stanno spingendo gli europei “a riconoscere, ancora una volta, ciò che hanno in comune e ciò che sono disposti a costruire insieme”. L’ex premier ha aggiunto che questa consapevolezza “dovrebbe darci fiducia” e rendere l’Europa “lucida riguardo alla portata del compito che ci attende”.

Riferendosi ai rapporti con gli Stati Uniti Draghi ha aggiunto che “per ora, l’Europa ha bisogno della capacità di rispondere in modo più assertivo per riportare la partnership su basi più eque”. “L’Europa ha cercato la negoziazione e il compromesso. Per lo più non ha funzionato”, ha spiegato l’ex numero uno dell’Eurotower. Nel suo intervento Draghi ha poi sottolineato come il rapporto transatlantico sia cambiato, diventando più “conflittuale e imprevedibile”. Secondo l’ex premier, ogni shock assorbito senza una risposta adeguata riduce il margine di reazione europeo, rendendo necessaria una postura più equilibrata nei rapporti economici, tecnologici ed energetici con gli Stati Uniti.

Draghi: “Azione a 27 spesso inadeguata, talvolta peggiore dell’inazione”

“La nostra esperienza attuale è che l’azione al livello dei ventisette spesso non riesce a fornire ciò che il momento richiederebbe”, ha affermato Draghi ricevendo il Premio Carlo Magno. Secondo l’ex premier e presidente della Bce “il problema non è una mancanza di ambizione tra i leader. È ciò che accade dopo che l’ambizione entra nel meccanismo”. Per Draghi “gli accordi vengono elaborati attraverso comitati che diluiscono e ritardano fino a quando il risultato non assomiglia più a quello che era stato previsto”. “Il risultato è un’azione che può risultare talmente inadeguata alla portata della sfida da diventare peggio dell’inazione”, ha detto ancora Draghi. 

Draghi: “Necessari investimenti per 1.200 miliardi l’anno”

In ambito economico l’ex premier spiega che “quello che era già stato stimato intorno agli 800 miliardi di euro l’anno di spesa strategica aggiuntiva è salito, con gli impegni in materia di difesa degli ultimi anni, a quasi 1.200 miliardi di euro l’anno in media”. “La crescita è quindi la precondizione per tutto ciò che l’Europa dice oggi di dover fare: finanziare la transizione energetica, difendere il proprio continente, costruire le industrie dell’era digitale e sostenere società che invecchiano”, ha spiegato Draghi, secondo cui la scala degli impegni europei richiede un salto di capacità economica e industriale, in un contesto globale sempre più competitivo. 

“Il mercato unico e la politica industriale non dovrebbero essere trattati come filosofie rivali”, ha detto ancora Draghi. “Se correttamente concepiti, l’uno rafforza l’altra”, ha aggiunto, precisando che “un’economia europea davvero integrata cambierebbe il campo su cui opera la politica industriale”. 

“Gli shock sarebbero difficili in qualsiasi circostanza. Ma arrivano proprio nel momento in cui il bisogno di investimenti dell’Europa è diventato enorme”, ha continuato Draghi in un discorso in cui ha richiamato la fragilità delle catene di approvvigionamento globali in un contesto di crisi geopolitiche. “Da ultimo, la guerra in Medio Oriente – ha aggiunto – ha riportato l’inflazione nelle nostre economie e l’ansia nelle nostre famiglie”. L’ex premier ha sottolineato la possibile persistenza degli effetti delle crisi sulle rotte energetiche e commerciali: “Anche quando lo Stretto di Hormuz riaprirà, le fratture inferte alle catene di approvvigionamento potrebbero estendersi per mesi o anni”.

Draghi all’Ue: “Per la prima volta siamo davvero soli, momento di pericolo ma anche di rivelazione”
Aquisgrana: il sindaco di Aquisgrana Michael Ziemons (CDU, a destra) consegna il Premio Carlo Magno all’ex presidente della BCE Mario Draghi nel municipio di Aquisgrana. Foto di: Henning Kaiser/picture-alliance/dpa/AP Images

Draghi: “Se Stato membro attaccato risposta deve essere inequivocabile”

 “Se uno Stato membro viene attaccato, la risposta dell’Europa dovrebbe essere inequivocabile anche prima che la crisi abbia inizio”. Lo ha dichiarato Mario Draghi ricevendo il Premio Carlo Magno ad Aquisgrana. Nel suo intervento, l’ex presidente del Consiglio ha sottolineato la necessità di trasformare gli attuali meccanismi di cooperazione in impegni concreti: “Il compito ora è trasformare questo mosaico in impegni chiari e vincolanti”. Draghi ha richiamato il tema della responsabilità reciproca tra Stati membri come fondamento della costruzione politica europea: “Ogni comunità politica è in ultima analisi plasmata dalla sua comprensione dell’obbligo reciproco”.

“Persino i partiti che hanno costruito la loro identità sulla sovranità nazionale riconoscono ora che nessuna nazione europea può difendersi da sola”. Lo ha detto Mario Draghi ricevendo il Premio Carlo Magno ad Aquisgrana. “Quando la Russia ha invaso l’Ucraina, l’Europa ha scelto di stare al fianco di una nazione che combatte per la propria libertà, e ha mantenuto quell’impegno anno dopo anno. Quando la Groenlandia è stata minacciata, l’Europa ha tenuto testa al suo alleato più stretto e, così facendo, ha scoperto capacità che non sapeva di avere”, ha affermato ancora Draghi

Draghi: “Cittadini Ue chiedono unità, ora serve coraggio ai leader”

“I cittadini hanno già chiara la direzione che l’Europa deve prendere: nove su dieci vogliono che l’Unione agisca con maggiore unità”. Lo ha detto Mario Draghi ricevendo il Premio Carlo Magno ad Aquisgrana. “Il compito ora è rispondere a quella fiducia con coraggio e dimostrare che l’Europa può di nuovo trasformare la crisi in unione”, ha aggiunto Draghi, sottolineando che “in tutto il nostro continente, gli europei stanno dimostrando di volere che l’Europa agisca. Vogliono che l’Unione europea difenda la loro libertà, prosperità e solidarietà. E continuano a sostenere, con passione, i valori che rendono l’Europa degna di essere costruita e che, oggi, la rendono unica”.

Draghi, ritardo tecnologico tra principali debolezze europee

“Dal 2019, il divario di produttività oraria tra Europa e Stati Uniti si è ampliato di 9 punti percentuali”. Lo ha detto ancora Mario Draghi ricevendo il Premio Carlo Magno ad Aquisgrana. “Questo non misura, di per sé, le differenze nel tenore di vita. Ma indica una crescente divergenza nella capacità produttiva”, ha aggiunto l’ex presidente della Bce, sottolineando come il fenomeno rifletta anche “la più profonda digitalizzazione delle imprese e dei flussi di lavoro negli Stati Uniti”. “L’intelligenza artificiale si aggiunge ora a quel divario”, ha proseguito Draghi, richiamando l’attenzione sulla portata della trasformazione in corso. Secondo l’ex premier, l’IA non rappresenta un semplice aggiornamento tecnologico: “Non è semplicemente un altro strumento digitale da adottare. Richiede una mobilitazione industriale su una scala mai vista da generazioni: enormi investimenti in energia, semiconduttori, infrastrutture di calcolo e capitale”. Draghi ha inoltre evidenziato il rischio di un ulteriore allargamento del divario: “Le economie che assembleranno per prime questi vantaggi si porteranno avanti in modo permanente”, ha avvertito. 

Cos’è il premio Carlo Magno

Un lungo applauso, al termine dell’intervento di Mario Draghi ad Aquisgrana, ha contrassegnato la consegna del Premio Internazionale Carlo Magno 2026 all’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Bce. Dal cancelliere tedesco Friedrich Merz alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen fino alla presidente della Bce, Christine Lagarde e ai primi ministri albanese e greco Edi Rama e Kyriakos Mitsotakis e al ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, i presenti hanno tributato l’omaggio a Draghi nella Sala della Coronazione del municipio della città tedesca. Draghi ha ricevuto il premio che viene tradizionalmente assegnato a personalità e istituzioni che hanno contribuito all’integrazione europea. Al termine della cerimonia, l’orchestra ha eseguito ‘Caruso’ di Lucio Dalla. Nel corso della cerimonia Draghi ha ricevuto anche un premio da un milione di euro, destinato a sostenere progetti europei.

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