Inflazione e incertezza, per Bankitalia c’è il rischio di un circolo vizioso tra prezzi e salari

Inflazione e incertezza, per Bankitalia c’è il rischio di un circolo vizioso tra prezzi e salari

Il governatore Panetta all’assemblea parla degli impatti della guerra all’Iran, un “nuovo shock negativo” come quello del 2022 con la differenza che oggi la politica monetaria è pronta a tutelare la stabilità.

Bankitalia mette in guardia sull’andamento dell’inflazione. Tanto che il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta parla di “rischio di un circolo vizioso tra i prezzi e i salari“. Il contesto di riferimento di “elevata incertezza” è lo scenario che si è venuto a creare con la guerra all’Iran, quello che Panetta definisce un “nuovo shock negativo” come quello del 2022 quando la Russia invase l’Ucraina. C’è però una differenza oggi: la politica monetaria è pronta a tutelare la stabilità.

Pericolo per la crescita

“Secondo le proiezioni recentemente diffuse dalla Bce nel 2026 l’inflazione sarebbe superiore all’obiettivo – dice Panetta nella sua relazione all’assemblea ordinaria – con un graduale rientro nell’anno successivo, e la crescita economica sarebbe più contenuta rispetto alle stime precedenti” ma “se lo shock energetico risultasse più forte e persistente di quanto previsto nello scenario di base, l’inflazione aumenterebbe ulteriormente mentre la crescita risulterebbe più debole. Significativi rincari delle materie prime potrebbero derivare da danni alle infrastrutture energetiche; inoltre, eventuali interruzioni delle catene globali del valore potrebbero tradursi in aumenti dei prezzi dei beni intermedi, accentuando le pressioni sui prezzi al consumo. L’intensità di tali effetti dipenderà in misura cruciale dalla trasmissione degli shock alle retribuzioni e dalle ripercussioni sulle aspettative, con il rischio di un circolo vizioso tra prezzi e salari“.

Inflazione e credito, l’impatto della guerra all’Iran

Con l’esplosione del conflitto iraniano – prosegue Panetta – “le aspettative di breve termine sull’inflazione e sui tassi ufficiali sono state riviste al rialzo. L’incertezza e l’inasprimento delle condizioni finanziarie hanno riacceso i timori di un deterioramento delle condizioni di accesso al credito”.

Tempi non brevi per il mercato dell’energia

“Le esportazioni attraverso lo stretto di Hormuz si sono pressoché interrotte e stanno emergendo danni rilevanti alle infrastrutture di produzione e raffinazione – continua Panetta – anche in caso di una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno a condizioni ordinate nel mercato dell’energia richiederebbe tempi non brevi”. L’effetto più immediato del conflitto iraniano è stato “un forte aumento dei prezzi del gas e del petrolio, con un conseguente indebolimento delle prospettive di crescita e nuove pressioni inflazionistiche. Più in generale, si consolida un contesto di elevata incertezza, destinato verosimilmente a protrarsi oltre la fase acuta del conflitto”. Nel 2025 “il Pil e il commercio globali sono cresciuti più del previsto” e “la discesa dell’inflazione ha consentito il progressivo allentamento delle condizioni monetarie in molte economie avanzate” ma “questo scenario si è però rapidamente deteriorato nelle prime settimane del 2026”.

Politica monetaria pronta

“La politica monetaria si trova così nuovamente a fronteggiare uno shock negativo di offerta in un contesto di elevata incertezza, come già avvenuto nel 2022, all’indomani dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia” ma “rispetto al 2022, la politica monetaria è oggi in una posizione più favorevole per salvaguardare la stabilità dei prezzi – osserva Panetta – i tassi ufficiali sono in linea con il livello stimato del tasso neutrale; le aspettative di inflazione di medio e lungo termine sono ancorate; le condizioni del mercato del lavoro risultano meno tese. Inoltre, il sistema bancario nel suo complesso mostra un’elevata redditività e una solida posizione patrimoniale”.

Bce coerente con il mandato

“Il Consiglio direttivo della Bce in marzo ha deciso di mantenere invariati i tassi ufficiali, ribadendo che le sue decisioni continueranno a essere guidate, di volta in volta, da una valutazione complessiva dei dati disponibili – rileva ancora Panetta – resta ferma la determinazione del Consiglio a mantenere l’inflazione al 2% nel medio termine. In un contesto così incerto e in costante evoluzione, sarà essenziale monitorare attentamente le aspettative e prevenire effetti di retroazione sui salari, assicurando al contempo che l’azione di politica monetaria resti proporzionata e coerente con il mandato“.

La Banca d’Italia lavora nell’interesse dell’Italia

“Tutte le attività e passività della Banca d’Italia, compreso l’oro, sono detenute e gestite avendo come unico riferimento l’interesse dell’Italia e dell’Europa, nel rispetto delle finalità pubbliche e dei vincoli fissati dall’ordinamento. L’Istituto opera con indipendenza e con la massima attenzione all’utilizzo efficiente delle risorse – fa presente Panetta – l’inserimento in Manovra della norma sull’oro non modifica né la rappresentazione in bilancio, né i compiti e le finalità legate alla detenzione dell’oro da parte dell’Istituto. Il livello complessivo e la corretta gestione delle riserve ufficiali, incluse quelle auree, contribuiscono a rafforzare la fiducia nella stabilità del sistema finanziario italiano”.

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