Pasqua giunge, quest’anno, in un clima di forti tensioni politiche ed economiche. Questa festività, che spesso coincide con l’arrivo del bel tempo, è in genere occasione per molti per fare i bagagli e trascorrere qualche giorno fuori casa. Sarà più difficile quest’anno superare i confini nazionali: da un lato a causa dei conflitti che minano la stabilità geopolitica e la sicurezza, dall’altro per i costi, che soprattutto sul fronte dei voli hanno raggiunto picchi davvero impressionanti. Come ogni anno, l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei viaggi in treno, pullman e aereo nelle festività di Pasqua, effettuando il confronto anche con il 2025.
Secondo le prime stime 1 famiglia su 7 (pari a circa 3,8 milioni di famiglie) sceglierà di trascorrere Pasqua fuori casa. Di questi oltre il 96% resterà in Italia, approfittando dell’ospitalità di amici e parenti, oppure scegliendo soluzioni low cost in b&b, agriturismi o appartamenti in affitto. A viaggiare saranno soprattutto studenti e i lavoratori fuorisede che torneranno a casa, per festeggiare con amici e parenti. Ma, come ogni anno, chi mette in programma di spostarsi dovrà fare i conti con forti aumenti dei costi dei biglietti e della benzina! In molti, infatti, sceglieranno di spostarsi in auto, spendendo però, rispetto a Pasqua 2025, circa il +4% per la benzina e il +26% per il diesel, nonostante il taglio delle accise completamente eroso da aumenti e fenomeni speculativi. Ma gli aumenti non mancano anche per chi sceglie di viaggiare diversamente: nel confronto con il 2025, a Pasqua, i costi dei voli per le tratte monitorate sono aumentati mediamente del 23%, con picchi di oltre l’80% (Milano – Londra) e del 73% (Milano – Parigi). Nel periodo di Pasqua, viaggiare in treno costa il +11% rispetto al 2025.
I costi delle tratte nazionali aumentano del 67%
Ma le differenze maggiori, come ogni anno, si rilevano tra i costi dei biglietti durante le festività e quelli applicati nei periodi immediatamente precedenti: il nostro Osservatorio ha aggiornato il consueto studio, confrontando i prezzi per un viaggio nel weekend di Pasqua con quelli di un weekend ordinario a marzo. I risultati confermano aumenti significativi su tutte le principali tratte. In particolare, i costi dei viaggi in treno aumentano mediamente del +47%, con picchi fino al +65% (Milano-Bologna). Non va molto meglio a chi decide di prendere un volo: i costi delle tratte nazionali aumentano del +67% (con un picco del +131% per la tratta Torino-Palermo) e quelli dei voli internazionali del +62%. Il viaggio in pullman risulta ancora il più economico, ma è quello che registra i rincari più elevati. Mediamente i biglietti monitorati aumentano del +72%, l’aumento più alto si registra sulla tratta Roma-Cosenza, che a Pasqua ha una tariffa più elevata del +112% rispetto a un weekend di marzo. Ogni anno denunciamo queste maggiorazioni spropositate e ingiustificate, ma ancora non si è deciso di porre dei limiti. A pagarne le conseguenze sono i cittadini, specialmente lavoratori e studenti che si trovano lontano da casa e che vorrebbero trascorrere le festività in famiglia. Conoscendo queste dinamiche molti si sono organizzati da tempo, prenotando il biglietto con largo anticipo, per spuntare le tariffe migliori, ma non sempre è possibile! Per questo riteniamo che, in una fase di rincari come quella attuale, è arrivato il momento di porre un faro su questi sovrapprezzi, che spesso si accompagnano speso a ritardi e disservizi. Per questo Federconsumatori torniamo chiedere un intervento delle Autorità competenti per garantire un accesso equo alla mobilità e arginare la speculazione sui prezzi dei trasporti in occasione delle festività.

