Fisco, l’Agenzia delle Entrate recupera una cifra record nel 2025

Fisco, l’Agenzia delle Entrate recupera una cifra record nel 2025

Risorse per le casse dello Stato, con una crescita dell’8,4% rispetto al 2024. Meloni: “Il 43% in più da quando c’è questo governo”. Giorgetti loda la nuova strategia e il consolidamento dei conti pubblici.

Buone notizie per il fisco. L’Agenzia delle Entrate recupera una cifra record nel 2025. Risorse che vanno a finire nelle casse dello Stato. E’ infatti il miglior risultato di sempre – viene spiegato dal direttore Vincenzo Carbone all’evento per i 25 anni dell’Agenzia delle Entrate alla presentazione dei numeri sull’attività del 2025 organizzato alla Camera – 36,2 miliardi, pari a 2,8 miliardi in più, con una crescita dell’8,4% rispetto al 2024. A luglio dell’anno era stato annunciato un nuovo modello che puntava su controlli sprint e lotta alle frodi.

Il dato più alto di sempre

“Oggi si presentano anche i dati sull’attività di contrasto all’evasione fiscale portata avanti nel 2025 e da questi dati emerge una buona notizia – dice la premier Giorgia Meloni in un video messaggio per l’evento – la somma recuperata l’anno scorso ha raggiunto la cifra record di 36,2 miliardi di euro. È il dato più alto di sempre, oltre il 43% in più rispetto al 2022, quando il governo si è insediato”.

Nuovo rapporto tra Stato e cittadini

“Stiamo lavorando per costruire un nuovo rapporto tra lo Stato e i cittadini, basato sulla fiducia e sulla collaborazione – continua Meloni – questo approccio, fondato su una politica di bilancio che non disperde le risorse ma le concentra sulle priorità degli italiani, ci ha permesso di riportare i conti dello Stato in ordine e di ridurre significativamente il deficit, di abbassare le tasse col taglio del cuneo fiscale e la riduzione dell’Irpef, di difendere il potere d’acquisto dei salari e di incentivare chi crea occupazione in Italia. E, soprattutto, ci ha portato ad approvare quella riforma fiscale che l’Italia aspettava da oltre mezzo secolo e che non era più rinviabile. L’impegno che il governo intende rispettare è quello di consegnare agli italiani un sistema fiscale più giusto, più veloce, più trasparente. Un sistema fiscale, cioè, che sappia essere davvero alleato dei cittadini, delle famiglie, di chi fa impresa e di tutti coloro che ogni giorno fanno la propria parte per rendere grande questa nazione”.

Strategia valida

Si tratta di un rapporto che viene messo in evidenza anche dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Il ruolo dell’Agenzia delle Entrate è stato ed è centrale” e i risultati “confermano la validità di una strategia che ha potenziato anche l’azione di contrasto mirata e selettiva, che si è connotata per il passaggio dal solo piano della repressione ex post anche a quello della prevenzione e dell’adempimento spontaneo e dalla frammentazione delle informazioni alla loro integrazione sistematica”. Un’evoluzione – continua – che “ha consentito di ridurre in modo significativo le componenti più dannose dell’evasione, migliorando la qualità del rapporto tra fisco e cittadini e rafforzando la fiducia dei contribuenti corretti”.

Dall’evasione fiscale 29 miliardi

Si tratta della somma tra i 29 miliardi incassati dalle due Agenzie con il contrasto all’evasione fiscale (+10,3% sul 2024) e i 7,2 miliardi di recuperi ottenuti da Agenzia entrate-Riscossione per conto di altri enti (+1,4%). Crescono anche gli importi versati autonomamente dai cittadini per i tributi gestiti dalle Entrate (gettito spontaneo). Nel 2025 hanno superato quota 595 miliardi di euro (+2,8%).

In particolare i 29 miliardi di euro di recupero dell’evasione fiscale comprendono 15,9 miliardi versati direttamente dai contribuenti dopo aver ricevuto un atto dell’Agenzia delle entrate, 6,9 miliardi corrisposti a seguito di una cartella, 3,3 miliardi frutto delle attività di promozione della compliance.

In calo gli incassi dalla rottamazione

Nel 2025 Agenzia delle Entrate Riscossione ha recuperato 4,5 miliardi da misure straordinarie, rottamazione quater delle cartelle e riammissione, di questi 2,7 miliardi di crediti dell’Agenzia delle Entrate, 1,1 miliardi dell’Inps e 300 milioni dei Comuni. Si tratta di un dato in calo rispetto ai 5,4 recuperati da misure straordinarie l’anno primo. Invece, il recupero dell’evasione da misure straordinarie (rottamazione delle cartelle e pagamenti residui derivanti dalla definizione delle liti pendenti), gli incassi ammontano a 2,9 miliardi, in calo del 17,1% rispetto all’anno prima.

Conti in ordine

“Negli anni più recenti, l’Italia ha affrontato una fase complessa, segnata da shock esterni, tensioni geopolitiche e un intenso ciclo di riforme e investimenti – osserva Giorgetti – in questo contesto il consolidamento dei conti pubblici è stato perseguito grazie sia a un miglioramento strutturale della capacità di presidio delle Entrate – fondato su equità, digitalizzazione ed efficacia amministrativa – sia a una costante attività di monitoraggio degli andamenti della spesa. Questo percorso ha contribuito a rafforzare la fiducia degli operatori economici e la credibilità del Paese“.

Aumento entrate non è uguale a più tasse

Il ministro Giorgetti poi nega l’associazione tra aumento delle entrate fiscali e incremento delle tasse: “Un’associazione, vorrei sottolineare, che non è corretta. La crescita delle entrate è stata, tra l’altro, sostenuta dall’incremento dell’occupazione e dei salari, così come dai progressi ottenuti nell’emersione del lavoro nero. È importante quindi sottolineare che, nonostante l’incremento delle entrate, il governo non ha aumentato i livelli impositivi. Al contrario, sin dal suo insediamento, ha ridotto progressivamente il cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti per le fasce economiche più deboli e poi le aliquote Irpef“.

In tre anni risorse per 100 miliardi

La scelta messa in campi in questi ultimi tre anni la racconta la premier: dal 2023 al 2025 “abbiamo recuperato oltre 100 miliardi di euro: risorse preziose, che da un lato ci aiutano a tenere i conti in ordine e dall’altro ci permettono di finanziare interventi a favore delle famiglie e delle imprese. Sono risultati frutto di una visione chiara che il governo ha portato avanti fin dal primo giorno: sanzionare chi vuole fare il furbo, aiutare chi è onesto ma che si trova in difficoltà e va messo nelle condizioni di poter pagare ciò che deve”.

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