Illycaffè e il valore condiviso per il territorio. Con il progetto ‘Adotta un educatore’ la grande azienda di caffè ha deciso di confermare la sua collaborazione con la comunità per il recupero dalle tossicodipendenze di San Patrignano. Grazie a questo progetto da quest’anno la struttura potrà avere un educatore in più per le ragazze e i ragazzi. E’ Cristina Scocchia, amministratore delegato di illycaffè, a raccontare a LaPresse il perché di questa scelta: “Noi crediamo che le aziende siano dei corpi sociali e debbano avere un impatto positivo sul benessere della collettività in cui operano. Questo perché la leadership non è potere ma è responsabilità. E perché le aziende devono integrare il valore economico con i valori etici e morali. Certo, dobbiamo fare crescere profitto e fatturato ma il profitto non può essere il fine unico, né il fine ultimo. Perché prima vengono i valori”.
Illycaffè ha scelto di supportare una figura chiave come quella degli educatori. “Un ruolo che può davvero fare la differenza e rappresentare una guida preziosa per aiutare gli ospiti di San Patrignano a ricostruire il proprio percorso di vita – dice Scocchia – dare questa opportunità a chi sta in comunità è stato il modo con cui noi abbiamo voluto essere vicini alle ragazze e ai ragazzi alla ricerca di una seconda possibilità”. Dopo gli anni del Covid, San Patrignano ha visto tornare a crescere le richieste di aiuto e deve assumere 20 nuovi educatori. Si tratta – spiegano dalla comunità – di “figure professionali essenziali per chi entra in comunità. Sono presenti 24 ore su 24, sette giorni su sette per garantire un conforto agli attuali 850 ragazzi e ragazze ospitati nella struttura, intercettare i loro momenti di difficoltà, specialmente quando vorrebbero abbandonare il percorso, orientare le loro prime scelte di vita nel momento in cui tornano a casa”.
Illycaffè ha messo in campo anche altre iniziative. San Patrignano nel 2024, sempre grazie al supporto dell’azienda triestina del caffè, è riuscita ad erogare quasi 7mila prestazioni odontoiatriche ai ragazzi ospiti. Ma non basta. Illycaffè sostiene anche la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt). “Lo abbiamo fatto donando oltre 1.500 visite ‘sospese’ all’anno in varie città italiane, richiamandoci al nostro mondo, in cui esiste il caffè ‘sospeso’. E questo è stato il nostro modo per dare un contributo a un problema come quello delle liste d’attesa, così sentito dai cittadini”, fa presente Scocchia.
La cifra con cui Illycaffè interpreta il suo ruolo sociale è la “concretezza” nel “farsi carico delle fragilità umane” con tutte le loro sfaccettature, dalla tossicodipendenza alla condizione di chi è in carcere e ha bisogno di una seconda chance. “La leadership – afferma Scocchia – non dipende dal genere cui si appartiene o dalle competenze tecniche ma dai valori che si hanno, dal proprio compasso morale. E da chi abbiamo incontrato nella vita, soprattutto gli incontri con chi è stato messo ai margini e che ci ha trasmesso resilienza e forza”. Ecco perché – avverte Scocchia – “i miei anni come volontaria della Croce Rossa sulle ambulanze sono così importanti ancora oggi per il modo in cui intendo la leadership”. I ricordi della top manager vanno agli anni passati in L’Oreal e al progetto dedicato a persone con disabilità all’Accademia dell’arte nel cuore. “Mandammo oltre 100 giovani neolaureati in quella accademia, ma non per insegnare – prosegue Scocchia – li mandammo per imparare dalle persone con disabilità, che hanno fatto comprendere loro cosa significa andare ‘controvento’ e la resilienza per superare i propri limiti. E anche io ho imparato molto in quella speciale accademia, ispirata dal kintsugi, l’arte di esaltare le ferite”, una tecnica antica dei ceramisti giapponesi che consiste nel riunirne i frammenti dandogli un aspetto nuovo. “Perché le ferite e le cicatrici non vanno nascoste, ma valorizzate in quanto testimoniano che siamo caduti e che abbiamo avuto la forza di rialzarci – spiega Scocchia, mettendo in evidenza come la struttura di valori nasca dalla famiglia – mio padre e mia madre mi hanno sempre detto ‘realizza i tuoi sogni, ma ricordati di chi ha avuto meno fortuna di te, di chi ti sta accanto’. Prima di ogni percorso di istruzione sono i valori della mia famiglia che hanno forgiato il mio stile”.

