In Germania l’Antitrust multa Amazon per 59 milioni per pratiche tariffarie illecite.
L’Autorità federale antitrust tedesca (Bundeskartellamt o Fco, Federal cartel office) ha inflitto una sanzione per pratiche anticoncorrenziali legate all’imposizione di limiti di prezzo ai venditori terzi sulla piattaforma Amazon marketplace.
L’ente ha vietato al colosso dell’e-commerce l’uso di tetti tariffari, ritenendo che Amazon – operando in concorrenza diretta con i commercianti ospitati sulla piattaforma – non possa influenzarne la politica dei prezzi se non in casi eccezionali, come il contrasto a prezzi abusivi.
Secondo il presidente dell’Antitrust, Andreas Mundt, si tratta anche del primo utilizzo dello strumento che consente di confiscare i profitti ottenuti tramite comportamenti contrari alla concorrenza. Poiché Amazon continua ad applicare tali limiti, l’autorità ha disposto l’incasso immediato della sanzione. Il gruppo avrà un mese di tempo per presentare ricorso.
L’Antitrust contesta l’uso di modelli statistici con cui Amazon calcola limiti di prezzo dinamici e non trasparenti per le offerte dei venditori terzi. Il superamento di tali soglie può comportare l’esclusione dei prodotti dalle posizioni di vendita privilegiate o la loro rimozione dal marketplace. La decisione si basa anche su un’indagine condotta nel 2024 presso circa 2mila commercianti on-line.
Amazon è soggetta a una vigilanza rafforzata in quanto impresa di “rilevanza sistemica per la concorrenza”.
Ma Amazon fa sapere di volersi opporre. “Contesteremo fermamente la decisione dell’Fco, che si basa su una normativa tedesca unica nel suo genere e in diretto contrasto con le norme dell’Ue in materia di concorrenza e tutela dei consumatori – osserva Rocco Bräuniger, country manager Amazon.de – a seguito di questa decisione, Amazon sarebbe l’unico rivenditore in Germania costretto a promuovere prezzi non competitivi nei confronti dei clienti, il che non ha senso né per i clienti, né per i partner di vendita, né per la concorrenza”.

