Svimez vede la crescita del Sud Italia, con il Pil è salito più della media nazionale. Questo il dato portante del rapporto Svimez 2025 ‘L’economia e la società del Mezzogiorno‘, presentato a Napoli.
Nel 2024 il Pil delle regioni meridionali è cresciuto sopra la media nazionale: +1% contro +0,7%. Nel resto del Paese la crescita è stata più sostenuta nelle regioni centrali (+1,1%), meno nel Nord-Ovest (+0,9%); il Nord-Est si è sostanzialmente fermato, segnando una stagnazione dell’attività economica (-0,1%).
“Nel Mezzogiorno – viene spiegato – un contributo decisivo è provenuto dal settore delle costruzioni, sostenuto dagli investimenti pubblici legati al Pnrr“. Per il peso che riveste nella formazione del valore aggiunto – racconta Svimez che già nel precedente rapporto mostrava una crescita maggiore per il Sud – il contributo più rilevante è venuto comunque dal terziario, grazie non solo nelle attività tradizionali ma anche a quelle a maggior contenuto di conoscenza come l’Ict. Viceversa, al Nord la dinamica più contenuta del Pil è dipesa dal rallentamento dell’industria manifatturiera, soprattutto quella esportatrice, penalizzata dalla debolezza della domanda estera e dall’aumento dei costi di produzione”.
Complessivamente, tra il 2021 e il 2024 il Pil è cresciuto dell’8,5% nel Mezzogiorno, contro il +5,8% del Centro-Nord, con uno scarto cumulato di quasi tre punti percentuali. Su questo differenziale di crescita hanno inciso dei fattori strutturali e di politica economica che hanno portato a un’inversione di tendenza rispetto alle arre più sviluppate del Paese: la minore esposizione dell’industria meridionale agli shock globali; il maggiore impatto espansivo degli incentivi edilizi; lo stimolo fornito dal Pnrr; la chiusura del ciclo 2014-2020 della politica di coesione. A ciò si è aggiunta la ripresa del turismo e dei servizi, che ha rafforzato la domanda interna.
Nel biennio successivo 2023-2024 “si è manifestato l’effetto espansivo del Pnrr che è valutabile in circa 0,9 punti di Pil nel Centro-Nord e 1,1 punti nel Mezzogiorno. Gli investimenti attivati dal Piano hanno di fatto scongiurato il rischio di una stagnazione della crescita italiana”.

