“E’ necessaria un’Europa determinata e unita“. Questa la posizione della presidente della Bce Christine Lagarde rispondendo a una domanda – nel corso del forum economico mondiale a Davos in Svizzera – sulla possibilità di usare il cosìdetto strumento anti-coercizione europeo nei confronti degli Stati Uniti quando si trovano ad avere a che fare con le parole del suo presidente Donald Trump.
Quella di Lagarde è molto più che una posizione netta sulle pretese statunitensi avanzate sulla Groenlandia. Lei stessa parla di “postura europea necessaria“. Al bazooka – come viene chiamato in modo più diretto lo strumento anti-coercizione – antepone però l’unità: “Indicare quali sono gli strumenti di cui disponiamo, mostrare determinazione collettiva, essere uniti e determinati: questa è una postura europea necessaria. Una volta che i partner si siedono intorno al tavolo, e una volta che il presidente Trump avrà chiarito la sua posizione, gli europei potranno decidere cosa fare insieme”. Poi rimarca: la vera forza dell’Europa è “l’unità e la determinazione“.
“Gli Usa – osserva ancora Lagarde – si comportano in modo molto strano per degli alleati”. Un concetto che parte da un ragionamento di Lagarde in risposta a una domanda sul rapporto con Washington, dal momento che le minacce sui dazi e su territori come la Groenlandia non sono coerenti con il comportamento di un alleato storico nell’ambito della Nato. “Stiamo assistendo all’aprirsi del sipario su un nuovo ordine internazionale – rileva la presidente della Banca centrale europea – quando si è alleati all’interno del Trattato dell’Atlantico Nord da decenni, minacciare di impadronirsi di un territorio che chiaramente non è in vendita, come la Groenlandia, e agitare restrizioni tariffarie non è un comportamento molto da alleati”.
Le uscite di Trump sulla Groenlandia e sui dazi per Lagarde stanno sostanzialmente mettendo in discussione gli equilibri globali. “Questo nuovo ordine internazionale – prosegue – deve portarci a una revisione profonda del modo in cui organizziamo la nostra economia in Europa e delle relazioni con i Paesi che giocano secondo le nostre stesse regole”.
“Sul piano monetario siamo in una buona posizione – annuncia Lagarde – abbiamo un’inflazione sotto controllo e un tasso d’interesse al 2%. Non sono preoccupata ma sono in allerta“. Questi risultati potrebbero ora esser messi in discussione dal clima di fragilità globale. “Quello che mi preoccupa è la rimessa in discussione di questi risultati da parte dell’incertezza che Donald Trump fa pesare sul mondo – rileva – l’incertezza e la fiducia non vanno d’accordo; e la fiducia è essenziale per investitori, imprese e famiglie”.

