Aumenta la scomparsa dei negozi, e cresce sempre di più il deserto commerciale negli ultimi anni. Questo quanto emerge da un’anticipazione dello studio ‘Il valore della reciprocità’– che verrà pubblicato nei prossimi mesi – condotto da Nomisma nell’ambito dell’Osservatorio reciprocità e commercio locale. L’analisi si concentra sulla percezione e sulla consapevolezza della popolazione italiana rispetto agli effetti sulle economie territoriali. Il progetto nasce dalle richieste di approfondimento rispetto al fenomeno della ‘desertificazione commerciale’. Un ambito, quello della progressiva riduzione o scomparsa delle attività commerciali dalle città e dai territori con conseguente impoverimento dell’offerta di beni e servizi, su cui lavora anche Confesercenti.
Si viaggia al ritmo di 10mila imprese chiuse all’anno
“In un momento storico segnato dall’indebolimento dei legami sociali ed economici – viene spiegato – il commercio di prossimità si conferma un presidio fondamentale per la tenuta dei territori e delle comunità. Eppure, negli ultimi 13 anni in Italia sono scomparse più di 130mila imprese attive nel comparto del commercio al dettaglio”, con un ritmo di chiusura di 10mila all’anno in media. Nel 2024 le imprese commerciali “si sono attestate intorno alle 645mila aziende facendo segnare una riduzione del 16% rispetto alle 817mila imprese del 2011”.
Meno servizi, più spazi ‘vuoti’
La progressiva contrazione delle attività commerciali – osserva Nomisma – tanto nei quartieri urbani quanto nei piccoli centri, “sta lasciando spazio a ‘vuoti‘ e a una minore offerta di servizi per i residenti, che porta inevitabilmente a un impoverimento della qualità della vita, una perdita di attrattività del territorio e, in casi frequenti, a fenomeni di degrado urbano“. Il principio di reciprocità si estende significativamente anche al rapporto con il territorio, in particolare attraverso il ruolo dei negozi di prossimità.
I negozi tengono viva la città
I dati preliminari della ricerca rivelano che più di quattro italiani su cinque (l’84% del totale) ritengono che i negozi di prossimità favoriscano l’economia locale; questi esercizi commerciali sono percepiti non solo come punti vendita ma come strumenti essenziali per rendere vivi i centri urbani (81%) e per generare un impatto sociale positivo (72%), andando ben oltre la semplice funzione economica svolta.

