Il prezzo dei carburanti subisce un’inversione, con il diesel che supera la benzina. Questa volta – a differenza di un rincaro che spesso corrisponde con la partenza delle vacanze estive – è l’effetto del riordino delle accise scattato dal primo gennaio 2026.
In base ai dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il gasolio in modalità self in autostrada è salito a 1,767 euro al litro contro 1,743 euro al litro per la benzina. L’inversione tra il prezzo del gasolio e quello della benzina si registra anche sulla rete stradale, guardando il dato regione per regione, ad eccezione che in Campania dove il gasolio è dato a 1.644 al litro contro 1.657 euro per la benzina e in Puglia con il gasolio al 1.667 euro al litro e la verde 1.670 euro. Nel Lazio il gasolio costa in media 1.662 euro al litro al self-service e la benzina 1.635 euro, in Lombardia il gasolio 1.656 euro e la benzina 1.630 euro al litro.
Secondo l’Unione nazionale consumatori (Unc) ”confrontando le medie regionali e autostradali calcolate oggi dal Mimit, in autostrada, di solito la rete più problematica, dal 31 dicembre a oggi la benzina self service è diminuita di 3,6 centesimi al litro (-1,80 euro per un pieno di 50 litri) mentre il gasolio è aumentato di 3,2 centesimi al litro (+1,60 euro per un pieno)”.
Nelle regioni – facendo una media aritmetica semplice tra i prezzi medi regionali – ”la benzina è scesa di 3,5 centesimi, ossia si risparmia 1 euro e 73 centesimi a rifornimento, il gasolio è salito di 3,1 centesimi al litro, pari a un costo aggiuntivo di 1,53 euro per un pieno, anche in questo caso non un bilancio positivo tra le due tipologie di carburanti”. Non è così però – continua l’Unc – ”in 4 regioni, Lazio, Sicilia, Puglia e Toscana, dove il divario tra la discesa della benzina e l’incremento del gasolio è a discapito degli automobilisti. Il primato negativo è nel Lazio, dove la discrepanza tra i due carburanti è pari a 0,6 centesimi, con la benzina che si abbassa di appena 2,9 centesimi al litro e il gasolio che aumenta di 3,5 centesimi. Medaglia d’argento per la Sicilia con un differenziale pari a 0,5 centesimi al litro, con la benzina che diminuisce di 2,2 centesimi e il gasolio che si alza di +2,7 centesimi. Sul gradino più basso del podio la Puglia con 0,4 centesimi al litro: benzina -3,2, gasolio +3,6 centesimi al litro”.
La regione più virtuosa ”resta l’Abruzzo con un divario positivo di 3,7 centesimi (benzina -4,8 centesimi, gasolio +1,1 centesimi)”. Dal 3 gennaio, poi, si segnala ”il superamento del prezzo del gasolio su quello della benzina, anche se questo non avviene in tutte le regioni”. Guardando i dati odierni del Mimit ”la benzina resta ancora più cara del gasolio in Sicilia (-1,8 cent), Campania (-1,3 cent), Basilicata (-0,7 cent) e Puglia (-0,3 cent)”. Quanto al prezzo del gasolio, dopo la rete autostradale dove si paga 1,767 euro al litro, ”il costo più elevato d’Italia è a Bolzano (1,730 euro al litro), al secondo posto Trento (1,701 euro), medaglia di bronzo per la Valle d’Aosta (1,698)”. Le regioni dove si risparmia di più sono ”la Campania (1,644 euro al litro), poi le Marche e terza la Lombardia (1,656)”.

