Manovra 2026, via libera della commissione. In Aula lunedì – La diretta

Manovra 2026, via libera della commissione. In Aula lunedì – La diretta
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (Foto LaPresse/Mauro Scrobogna)

Barachini: “60 mln in più per editoria, più tutele per democrazia”

Arriva in commissione Bilancio del Senato il nuovo maxiemendamento alla Manovra 2026 annunciato ieri dal governo: vengono confermate le risorse per le imprese, con il rifinanziamento della Zes e del credito d’imposta; per le coperture l’intervento sull’acconto dell’85% del contributo sui premi delle assicurazioni dei veicoli e dei natanti. In commissione questa mattina è presente anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Sul piano delle infrastrutture, sono previsti 100 milioni per due anni per il Piano Casa, i fondi per il caro-materiali e lo slittamento al 2033 di alcuni fondi per il Ponte sullo Stretto.

Entrano nel testo anche le norme sulla previdenza complementare, in forse fino a ieri sera, anche se in una formulazione differente rispetto alla versione del maxiemendamento di martedì: prevista l’estensione della platea di aziende che sono tenute al versamento Inps delle somme per il Tfr dei lavoratori, mirando ad includere tra i soggetti tenuti al versamento del contributo con riferimento ai periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio 2026 anche i datori di lavoro che, negli anni successivi a quello di avvio dell’attività, hanno raggiunto o raggiungano la soglia dimensionale dei 50 dipendenti (attualmente sono esclusi dall’obbligo), di fatto ampliando la platea di potenziali lavoratori che possono aderirvi.

In via transitoria per il biennio 2026-2027 tale inclusione è limitata ai datori di lavoro con un numero di dipendenti non inferiore a 60. Dal 2032 è invece prevista l’estensione dell’obbligo del versamento per le aziende con un numero di dipendenti non inferiore a 40. Confermato il silenzio-assenso, a decorrere dal 1° luglio 2026, di 60 giorni per l’adesione automatica alla previdenza complementare per i neo assunti. Entra nel provvedimento anche una misura sul tetto di spesa farmaceutica.

Manovra, rush finale in commissione al Senato – Tutte le notizie di oggi 20 dicembre
Inizio diretta: 20/12/25 09:30
Fine diretta: 20/12/25 23:00
Schlein: "La peggiore di ultimi decenni, Meloni campionessa incoerenza"

Milano, 20 dic. (LaPresse) – “Una manovra pessima, la peggiore degli ultimi decenni per qualità delle scelte e forzature parlamentari. E con un colpo di coda il governo trova qualche risorsa in più facendo cassa sulle pensioni degli italiani, di chi ha lavorato e fatto sacrifici per una vita. Anche stavolta a pagare il conto saranno sempre i soliti: pensionati e lavoratori dipendenti. Mentre la manovra aiuta di più i più ricchi, dando 440 euro in più all’anno a chi ne guadagna 199.000”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein. “Zero crescita, nessuna visione di rilancio economico, risorse del tutto insufficienti sulla sanità e i trasporti. Tagli sulla scuola, sulla povertà, sul cinema. Con le altre opposizioni li abbiamo fermati sul tentativo di furto sul riscatto della laurea e oggi pure sul condono. Ma rimane che questa manovra del governo Meloni aumenta l’età pensionabile per il 96% dei lavoratori, forze dell’ordine comprese. Dovevano essere quelli che abolivano la Fornero e portavano le pensioni minime a 1000 euro: si sono smentiti clamorosamente. Hanno litigato su tutto al punto da costringere Giorgetti a ritirare e riscrivere emendamenti fino all’ultimo e portare il Paese a 24 ore dall’esercizio provvisorio. Significa solo una cosa: il governo è nel caos più totale, Meloni straccia le sue promesse ed è campionessa di incoerenza”, conclude. 

Confesercenti: "Bene estensione flat tax a contratti rinnovati nel 2024"

“Valutiamo con favore il sub-emendamento presentato da FdI e Lega per estendere anche ai contratti rinnovati nel 2024 la cosiddetta ‘flat tax’, cioè la tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retributivi, ampliando la platea fino ai redditi di 33mila euro. Un intervento che abbiamo chiesto con forza e che correggerebbe una misura che rischiava di discriminare ingiustamente milioni di lavoratori, con un impatto particolarmente rilevante nel commercio e nel turismo”. Lo dichiara il presidente di Confesercenti, Nico Gronchi. “Si tratta di un primo tassello, importante sul piano del principio: riconosce che gli aumenti contrattuali vanno sostenuti e che le misure non possono creare disparità tra lavoratori. Ma ci aspettiamo ora interventi conseguenti e più strutturali”, aggiunge.

“Anche questa leva, ad esempio, andrebbe riservata esclusivamente alla contrattazione di qualità, prevedendo meccanismi che valorizzino i rinnovi sottoscritti dalle parti realmente rappresentative ed escludano con chiarezza i contratti ‘pirata’ e il dumping contrattuale: accordi che comprimono salari e tutele, alimentano il lavoro povero e determinano concorrenza sleale tra imprese. È un tema che abbiamo posto al centro della nostra Assemblea: nel solo terziario la perdita salariale complessiva legata al dumping vale 1,5 miliardi di euro, sottratti al potere d’acquisto dei lavoratori e, a cascata, ai consumi e all’economia dei territori”, conclude Gronchi. 

Manovra, Savino (Mef): "Via libera a risorse per Ente nazionale sordi"

“Ringrazio la Commissione Bilancio del Senato e gli Uffici del Ministero dell’Economia e delle Finanze per il lavoro puntuale e costruttivo che ha portato all’approvazione di due norme di grande valore sociale, a sostegno dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi”. Lo dichiara la sottosegretaria di Stato al ministero dell’Economia e delle finanze, Sandra Savino.”Le misure approvate – prosegue Savino – prevedono uno stanziamento di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 per sostenere le attività dell’Ente, riconoscendone il ruolo storico e fondamentale nella tutela dei diritti, dell’autonomia e dell’inclusione delle persone sorde su tutto il territorio nazionale”.

“Accanto a questo intervento – aggiunge – viene garantita anche la prosecuzione del progetto Comunic@Ens, con un contributo dedicato di 350 mila euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027. Si tratta di un servizio essenziale, che consente di abbattere le barriere comunicative, facilitare l’accesso ai servizi pubblici e rafforzare il principio di pari opportunità, rendendo concreta l’inclusione nella vita quotidiana”. “Queste norme – conclude la sottosegretaria – confermano l’attenzione delle istituzioni verso le persone più fragili e il valore di un’azione pubblica che mette al centro i diritti, la dignità e la piena partecipazione di tutti alla vita sociale del Paese”. 

 

Morfino (M5S): "Meloni tace davanti a cancellazione Opzione donna"

“In commissione Bilancio al Senato la maggioranza che sostiene il Governo Meloni boccia l’emendamento alla Manovra presentato dalle opposizioni e fa scorrere i titoli di coda su Opzione donna. Sono senza pudore. In campagna elettorale, la destra aveva giurato di rendere strutturale la misura, invece ciò a cui oggi ci troviamo davanti è solo la colossale presa in giro di migliaia di donne che l’hanno visto prima peggiorare e ora scomparire definitivamente. La presidente del Consiglio, che quando sedeva all’opposizione si ergeva a paladina delle lavoratrici, ora le abbandona al proprio destino senza metterci la faccia. Altro che patriota”. Lo dichiara la deputata del M5S, Daniela Morfino. 

Borghi (Iv): "Da Durigon fake news su Governo Renzi e plastic tax"

“Il senatore e sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon attribuisce la plastic tax al governo Renzi ma in realtà non è mai stata varata dal governo Renzi. È una delle tante fake news di Durigon, ormai specialista in materia, come denotano le sue bugie sull’eliminazione della legge Fornero”. Lo dichiara il senatore Enrico Borghi, vicepresidente di Italia viva, commentando un passaggio dell’intervista del sottosegretario Claudio Durigon a ‘La Stampa’.

Boccia (Pd): "Manovra fragile e senza visione, colpisce pensioni italiani"

“Questa è la peggiore legge di bilancio dalla fine degli anni Novanta, per qualità delle scelte, per metodo e per rispetto delle istituzioni. Una Manovra nata fragile e senza visione, che il governo è stato costretto a riscrivere in corsa, certificando l’inconsistenza dell’impianto originario. All’inizio della settimana è arrivato un emendamento del ministro dell’Economia che ha stravolto il testo, perché il governo si è accorto che la Manovra non reggeva. Servivano risorse per finanziare modifiche rilevanti, in particolare a favore delle imprese, e la scelta è stata quella di reperirle mettendo mano alle pensioni. Questa è la verità politica di questa legge di bilancio. Già nel testo base erano previsti l’innalzamento dell’età pensionabile e la cancellazione di Opzione donna”. Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.

“Nel corso dell’esame in Commissione si sono aggiunti il taglio delle risorse per la previdenza dei lavoratori usuranti, la riduzione del fondo per i lavoratori precoci e l’introduzione di un meccanismo di adesione obbligatoria alla previdenza complementare per i neoassunti e per chi cambia lavoro. Non si tratta di interventi tecnici, ma di scelte politiche consapevoli, che fanno pagare l’aggiustamento dei conti a lavoratrici, lavoratori e pensionati. La verità è semplice: il governo ha ‘aggiustato’ la Manovra colpendo le pensioni degli italiani. Il testo arriva ora in Aula al Senato lunedì, con due settimane di ritardo, dopo un percorso confuso e accidentato, e proseguirà alla Camera dei Deputati, dove l’approvazione finale rischia di arrivare a poche ore dall’esercizio provvisorio. Un esito che non è frutto del caso, ma della gestione caotica della maggioranza, che ha trascinato il Paese pericolosamente vicino a uno scenario che avrebbe dovuto essere evitato. Questa Manovra esce dal Senato per quello che è: un pasticcio, corretto all’ultimo momento e pagato, ancora una volta, da chi lavora e da chi va in pensione”, conclude Boccia.

Gasparri (FI): "Ottima legge dopo pagine oscure Pd-M5S"

“Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione della Manovra di bilancio. Taglio all’Irpef, più risorse per la sanità e una politica economica che ha fatto crescere l’occupazione, diminuire la disoccupazione, ridurre il tasso di inflazione, scendere lo spread e forse l’Italia uscirà dalla procedura d’infrazione”. Così il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri, dopo il via libera in commissione alla Manovra. “Sono contento anche delle risorse per la previdenza dedicata al comparto sicurezza e difesa – aggiunge -, per la sanità con lo stanziamento record della storia italiana. Si può fare di più ma abbiamo fatto un’ottima legge dopo la pagina oscura dei soldi regalati a tutti, dei banchi a rotelle, del reddito di cittadinanza, della devastazione dei conti pubblici fatta dal PD e dai grillini”.

Appendino (M5S): "Opzione donna cancellata definitivamente, vergogna"

“Dopo oltre vent’anni, Opzione donna viene definitivamente cancellata da questa legge di Bilancio. Il nostro emendamento, che chiedeva di ripristinarla com’era prima del nefasto avvento del Governo Meloni, è stato bocciato dalla maggioranza in commissione Bilancio al Senato. Quel che è peggio è che la stessa maggioranza, e più specificamente FdI, partito della presidente del Consiglio, ha illuso migliaia di lavoratrici promettendo un intervento durante l’iter parlamentare del provvedimento. Intervento che per ben tre volte è stato dichiarato inammissibile per mancanza di adeguate coperture economiche. Una farsa nella tragedia. Oggi celebriamo il funerale di una misura che riequlibrava parte delle discriminazioni del mondo del lavoro subite dalle donne per mano del primo esecutivo guidato da una premier donna. Meloni, se è la stessa che scendeva in piazza con le lavoratrici di Opzione donna quando era all’opposizione, abbia almeno la decenza di chiedere scusa per questa vergogna”. Lo dichiara la deputata del M5S, Chiara Appendino.

Furlan (Iv): "Governo colpisce chi fatica di più"

“Altro che tutela del lavoro: con questo maxi-emendamento il Governo taglia le pensioni a chi svolge lavori usuranti, colpendo le lavoratrici e i lavoratori più esposti alla fatica, al rischio e all’usura fisica. È una scelta grave e profondamente ingiusta”. Lo dichiara la senatrice di Italia viva, Annamaria Furlan, commentando il “taglio di 40 milioni di euro al Fondo per il pensionamento anticipato dei lavori usuranti previsto dal maxi-emendamento alla Manovra”.”Ridurre le risorse destinate a chi non può lavorare fino a 67 anni significa fare cassa sulla pelle di chi ha sostenuto il Paese con il proprio lavoro. È un taglio strutturale, rinviato nel tempo solo per nasconderlo, ma che pagheranno domani migliaia di persone”, aggiunge Furlan.”Il Governo continua a parlare di lavoro, ma nei fatti smantella le poche tutele esistenti, rinuncia a una vera riforma delle pensioni e sceglie la strada più facile: penalizzare i più deboli. Chiediamo che il Fondo venga pienamente salvaguardato”, conclude.

Manovra, La Russa:" Mai vista una con zero problemi"

 “Ho visto grossomodo una trentina di leggi di bilancio, non ce n’è una che abbia zero problemi. È giusto che sia così. Può essere più o meno lungo il problema che di volta in volta si crea, più o meno complesso. Ma è abituale che una legge di bilancio affronti e superi delle criticità”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa, parlando con i giornalisti a Palazzo Madama. 

Freni: "Ogni fiume arriva al mare, avvertito Giorgetti, è contento"

“Alla fine ce l’abbiamo fatta. Nell’esperienza delle mie leggi di bilancio ogni fiume arriva al mare. È stato un percorso un po’ più accidentato del solito, ma alla fine una maggioranza coesa e responsabile che vuole una buona Manovra per l’Italia dimostra che ci si può arrivare”. Così il sottosegretario all’Economia Federico Freni al termine dei lavori della commissione sulla Manovra. “Devo anche un ringraziamento a tutti coloro che al Mef hanno lavorato giorno e notte”, ha aggiunto, “senza il loro lavoro non saremmo qui”. Freni spiega di aver avvertito il ministro Giorgetti: è contento? “Sì”.

Bombardieri: "Detassazione aumenti contrattuali risultato enorme"

 “L’innalzamento del tetto per la detassazione degli aumenti contrattuali sino a 33mila euro, con un’aliquota del 5%, e l’estensione ai rinnovi contrattuali firmati nel 2024, ma con ratei negli anni successivi, è un risultato di enorme rilievo che consente l’applicazione di questo provvedimento anche ad altre centinaia di migliaia di lavoratrici e di lavoratori, a partire da quelli con i contratti del commercio, firmato lo scorso anno, e del settore metalmeccanico, siglato poche settimane fa. La battaglia della Uil ha dato i suoi frutti ed è stato così finalmente raggiunto un obiettivo storicamente perseguito con tanta determinazione e convinzione, per la valorizzazione del lavoro e, soprattutto, per il riconoscimento della funzione di strumento di democrazia economica dei contratti”. Lo dichiara il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri. “Il nostro impegno non termina qui: bisogna, ora, dare continuità al percorso e consolidarlo negli anni a venire. Così come altrettanta determinazione andrà posta nelle battaglie sul fronte del welfare, del fisco e della sanità. Guardando sempre al merito delle questioni, per la tutela e la difesa delle persone che rappresentiamo”, conclude. 

Patuanelli (M5S): "Manovra dannosa per il Paese, Governo abbandona gli ultimi"

“Una legge di bilancio dannosa per il paese che non risolve nessuno dei problemi sul campo in cui tra l’altro nottetempo volevano infilare pure il condono edilizio. Il governo di centrodestra e il governo di Giorgia Meloni sta abbandonando le persone più povere gli ultimi e si occupa esclusivamente di ricevere pacche sulle spalle dalle agenzie di rating”. Così il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli dopo il via libera alla Manovra in commissione Bilancio al Senato.

“Quella che si chiude con il mandato al relatore è una legge di Bilancio dannosa per il Paese, che non risolve nessuno dei problemi reali e che verrà ricordata più per il caos che per i contenuti. In queste settimane abbiamo visto maxi-emendamenti a raffica, testi riscritti all’ultimo minuto, coperture che saltano e riappaiono, tentativi di far quadrare i conti anticipando la cassa sulle spalle di imprese e lavoratori, con il prelievo dello 0,5% e dell’1%, e interventi sul Tfr quantomeno discutibili. Il tutto senza una vera politica industriale, dopo 32 mesi di calo della produzione industriale, e senza risposte a chi oggi è più in difficoltà”. Lo dichiara il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli.”Su pensioni il Governo ha toccato – aggiunge – uno dei punti più gravi. Ha provato di nascosto a smontare il riscatto della laurea, a rinviare l’erogazione degli assegni e a scaricare l’aggiustamento sui lavoratori di domani, convinto che nessuno se ne sarebbe accorto. Quando è stato smascherato, è stato costretto a fare marcia indietro e a ritirare quelle norme. Una figuraccia politica e istituzionale che racconta meglio di mille parole l’improvvisazione con cui è stata gestita l’intera Manovra. Anche dopo il ritiro, resta il segno di una linea chiara: fare cassa sulle pensioni, colpendo soprattutto chi ha meno tutele. Come se non bastasse, a Manovra ormai agli sgoccioli, il Governo ha provato a infilare persino un condono edilizio, fuori da ogni perimetro istituzionale e senza alcun confronto. Una forzatura gravissima, fermata solo grazie alla reazione compatta di tutte le opposizioni, che hanno imposto il ritiro e impedito l’ennesimo colpo di mano. Il condono è stato sventato, ma la vigilanza resta massima”.

“Il quadro politico è ormai evidente: un Governo che abbandona i più poveri, gli ultimi, chi lavora e chi produce, e che concentra tutte le proprie energie nel rassicurare le agenzie di rating e nel ricevere pacche sulle spalle, mentre il Paese reale viene lasciato solo. Una legge di Bilancio costruita su austerità mascherata, anticipi forzosi e tagli indiretti, non su investimenti, crescita e giustizia sociale. Il Governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni chiude così una Manovra confusa, sbagliata e profondamente iniqua. Noi abbiamo contrastato ogni forzatura, bloccato ciò che era inaccettabile e continueremo a farlo. Perché questo Paese merita serietà, trasparenza e rispetto, non blitz notturni e leggi di bilancio contro cittadini, lavoratori e pensionati”, conclude Patuanelli. 

 

Paita (Iv): "Condono ritirato, ci hanno provato e li abbiamo fermati"

“Vittoria: ci hanno provato a fare il condono edilizio, li abbiamo fermati. Vergogna”. Lo scrive su X la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia viva e componente della commissione Bilancio di Palazzo Madama, a proposito dell’emendamento del governo sul condono edilizio. 

Manovra, Malan: "Odg su sanatoria 2001 metterà fine a ingiustizia"

“Fratelli d’Italia nell’ambito dell’esame della Manovra ha ottenuto, d’intesa con gli altri partiti del centrodestra, una significativa vittoria grazie alla trasformazione in ordine del giorno dell’emendamento con cui si riaprono i termini della sanatoria del 2001. Abbiamo sempre ritenuto che quel provvedimento fosse un atto di giustizia per quei cittadini che, nonostante avessero i requisiti ed effettuato il pagamento per accedere al condono, erano rimasti esclusi. L’impegno del governo consentirà adesso di sanare finalmente quelle situazioni che da troppo tempo si stanno trascinando, penalizzando migliaia di cittadini e famiglie”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.

Manovra, via libera della commissione: in Aula lunedì

La commissione Bilancio del Senato ha concluso l’esame della Manovra, dando mandato ai relatori Dario Damiani (FI), Guido Liris (FdI), Claudio Borghi (Lega), Mario Alejandro Borghese (Cd’I-Udc-Nm -Maie) a riferire in Aula. La legge di bilancio, come confermato dal presidente del Senato Ignazio La Russa, approderà come previsto in Aula lunedì mattina alle 9.30. 

Manovra, Barachini: "60 mln in più per editoria, più tutele per democrazia"

“Ringrazio il ministero dell’Economia e la Commissione Bilancio del Senato per aver accolto la nostra richiesta di incrementare il Fondo per il pluralismo di 60 milioni di euro a sostegno dell’editoria. Il via libera all’emendamento, sostenuto da Forza Italia, va in questa direzione, senza intaccare le risorse per le tv locali”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, evidenziando come la scelta di destinare all’informazione maggiori risorse sia “strategica per la salute di un settore, fondamentale per la nostra democrazia, che attraversa un momento realmente difficile per la concorrenza dei grandi Over the top e per i costi crescenti del settore che deve rispondere a precise responsabilità”.

La Russa: "La Commissione ha lavorato intensamente"

“Sono venuto qui per ringraziare la maggioranza e a maggior ragione l’opposizione per aver lavorato intensamente, ciascuno sulle proprie posizioni naturalmente, ma avendo tutti in comune la volontà di consentire che i lavori seguissero i tempi che ci eravamo dati in capigruppo e che prevedono che lunedì mattina alle 9.30 cominci l’Aula. Voglio ringraziarli per aver consentito il rispetto dei tempi”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa parlando con i giornalisti all’esterno della commissione Bilancio del Senato che sta per concludere i lavori sulla Manovra.

Manovra, superato stallo: emendamento su condono trasformato in odg

“L’emendamento è stato trasformato in ordine del giorno, accolto dal governo. Si impegna il governo a dare attuazione nel primo provvedimento utile al contenuto”. È il capogruppo di Fratelli d’Italia Lucio Malan ad annunciare la mossa per sbloccare lo stallo sulla Manovra.

Unirai: "No a decurtazione fondi Rai, si indebolisce Servizio Pubblico"

Unirai “esprime amarezza e contrarietà per l’ulteriore taglio delle risorse destinate alla Rai che sta già subendo misure di contenimento dei costi imposte dalla precedente legge di bilancio, che prevedono tra l’altro una riduzione dei costi di almeno il 2% nel 2026 con impatti già avvertiti sui budget editoriali. Appare curioso che nella nuova Manovra siano scomparsi i tagli alle risorse per tv locali mentre permangono decurtazioni per Rai, che invece è chiamata a garantire un Servizio Pubblico essenziale, pluralista e capillare sul territorio. Il canone non può essere utilizzato come strumento di razionalizzazione della spesa pubblica o leva di bilancio senza tenere conto delle ricadute sull’autonomia editoriale, sulla qualità dell’informazione e sulle strutture territoriali oltre che sul ruolo che Rai ha nell’intero comparto dell’audiovisivo che rischia di pagarne le conseguenze.Nel 2026 la Rai sarà anche impegnata come broadcaster ufficiale delle Olimpiadi Milano-Cortina, oltre che per l’acquisizione dei diritti dei mondiali di calcio, investimenti che richiedono stabilità finanziaria e risorse adeguate”. Lo afferma in una nota Unirai, liberi giornalisti Rai, che “rinnova quindi l’appello affinché il finanziamento della Rai venga messo al riparo da interventi contingenti e strumentali e venga garantita una dotazione stabile e adeguata alle funzioni di Servizio Pubblico previste dal Contratto di Servizio, nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori”.

Magi (+Eu): "Flop nel merito e nel metodo, Giorgetti sfiduciato imbarazzante"

“La Manovra del governo Meloni è un fallimento sotto tutti i punti di vista: nel merito, perché non contiene alcuna misura per la crescita, lo sviluppo, le famiglie, i salari e il carovita; nel metodo, perché il triste spettacolo parlamentare di questi giorni è desolante. Una maggioranza litigiosa che va d’accordo solo sulle mancette estemporanee, da ultimo la riapertura del condono 2003. Il fatto che Giorgetti ormai sia di fatto un ministro sfiduciato dalla sua stessa maggioranza, anzi dal suo stesso partito, è l’emblema di questo imbarazzante e grottesco teatrino targato Meloni”. Lo dichiara il segretario di Più Europa, Riccardo Magi. 

Calandrini (FdI): "Condono? Si va avanti, maggioranza vuole votarlo"

“Per il momento si va avanti, la maggioranza vuole votarlo”. Così il presidente della commissione Bilancio del Senato, Nicola Calandrini, rispondendo a una domanda sulla protesta delle opposizioni sull’emendamento sul condono. 

Manovra, rispunta condono e opposizioni insorgono: lavori sospesi

Sono di nuovo sospesi i lavori sulla Manovra, in seguito alla protesta delle opposizioni dopo che rispunta la sanatoria edilizia, che ieri invece era stata accantonata. “È una forzatura gravissima, o lo ritirano o è ostruzionismo”, protesta la senatrice di Iv Raffaella Paita. “È ritornata fuori questa riformulazioni che ieri e l’altro ieri era sparita”, spiega il capogruppo M5s Stefano Patuanelli “con una piccola modifica rispetto alla norme sismiche. Non è una norma che si può inserire in Manovra il 20 di dicembre”. “Ci avevano già provato in campagna elettorale in Campania e i cittadini l’hanno già bocciata”, ha affermato il senatore di Avs Tino Magni, “o lo tolgono o lo tolgono”.

Camusso (Pd): "Correzioni finanziate soprattutto con pensioni"

“Possiamo dire che una delle forme fondamentali di finanziamento di questa Manovra, e soprattutto delle correzione delle cose che si sono dimenticati per strada, avviene sulle pensioni. Avveniva già nel testo della Manovra, adesso aggiungiamo il fatto che si tagliano i fondi”. Così la senatrice del Pd Susanna Camusso a margine dei lavori sulla Manovra. “Si taglia il fondo dei lavoratori usuranti, si taglia il fondo dei lavoratori precoci, si determina l’obbligatorietà della previdenza complementare per tutti i neoassunti o per coloro che cambiano lavoro. Quindi in realtà la si estende per tutti e la si estende attraverso una modalità che non permette ai lavoratori di scegliere il profilo di investimento”, conclude.

Lega: "Grande soddisfazione, risultati senza aumento età pensionabile"

“Grande soddisfazione per la Manovra. Grazie alla Lega e al governo 3 miliardi in più per i pagamenti alle imprese, per garantire grandi opere come il Ponte sullo Stretto, per il Piano Casa per giovani e genitori separati, senza aumentare l’età per andare in pensione”. Così fonti della Lega. 

Sangalli: "Bene detassazione contratti, stimola fiducia e consumi"

“Bene il Governo, l’approvazione del subemendamento che estende la detassazione gli aumenti contrattuali anche ai contratti rinnovati nel 2024, è un segnale importante, soprattutto in una fase ancora incerta come quella attuale, per rafforzare la fiducia e i consumi delle famiglie che, nonostante alcuni segnali di risveglio, restano ancora deboli. Ma rappresenta anche un sostegno alla contrattazione collettiva di qualità, quella che Confcommercio da sempre porta avanti attraverso relazioni sindacali mature e responsabili”: così il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, sull’approvazione in commissione Bilancio al Senato del subemendamento relativo alla detassazione dei rinnovi contrattuali.

Ok al nuovo maxiemendamento del governo

Via libera in commissione Bilancio del Senato al nuovo maxiemendamento del governo presentato questa mattina, che contiene tra l’altro il rifinanziamento di Zes e credito d’imposta, lo stop alla possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia mediante il cumulo della previdenza complementare. L’unica modifica approvata è il subemendamento di Lega-FdI per estendere i benefici degli aumenti contrattuali.

Lega: "Ok a incrementi salariali tassati al 5% anche per contratti passati"

“Grazie a un emendamento della Lega appena approvato in Commissione Bilancio al Senato anche i contratti collettivi stipulati in passato, non solo quindi quelli futuri, avranno eventuali aumenti salariali tassati al 5%. Un altro atto concreto che va nella direzione di alzare le buste paga dei lavoratori. Anziché parlare di salario minimo come fa una certa sinistra, la Lega e il governo con questo emendamento danno realmente a tutti gli strumenti per aumentare i salari”. Così in una nota il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, e il capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari. 

Manovra, taglio Rai ridotto a 10 milioni: vale solo per 2026

Previste misure di razionalizzazione delle spese per la Rai di 10 milioni per il solo 2026. Si va verso questa soluzione nella Manovra, secondo quanto prevede la riformulazione di un emendamento della Lega. Il taglio si riduce quindi rispetto ai 30 milioni prospettati per il triennio 2026-2028. 

60 milioni per l'editoria nel 2026, niente stretta su tv locali

Va verso una soluzione uno degli ultimi nodi alla Manovra, riguardo ai fondi per l’editoria. L’ultima riformulazione prevede 60 milioni per il 2026, con la competenza che resta affidata alla presidenza del Consiglio, niente stretta per le emittenti locali. “Il Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria è “rifinanziato di 60 milioni di euro per l’anno 2026, da destinare per le diverse finalità di competenza della Presidenza del consiglio dei Ministri”, si legge. 

Dal 2033 taglio 40 milioni a fondi per pensioni anticipate lavori usuranti

Dal 2033 scatta un taglio di 40 milioni al fondo per il diritto al pensionamento anticipato per i lavoratori siano impegnati in mansioni particolarmente usuranti. È quanto previsto dal maxiemendamento del governo alla manovra. In conseguenza del taglio, il fondo passa dagli attuali 233 milioni l’anno a 193 milioni.

 

Gribaudo (Pd): "Maggioranza si vanta di essere stabile, ma produce caos"

“Lo spettacolo è indecoroso. Non si è mai visto, da quello che dovrebbe essere il governo più stabile e coeso della storia della Repubblica per giunta, che al 20 dicembre non ci sia ancora un testo su cui discutere”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su SkyTg24 sulla Legge di Bilancio.

“La Maggioranza ha solo prodotto caos, un gran pasticcio – ha proseguito la deputata dem – Hanno mandato al Senato la Manovra e il Decreto Sicurezza sul lavoro insieme, rendendo impossibile modificare quest’ultimo perché il Mef era impegnato sulla legge di bilancio”. “Il risultato è stato che hanno approvato un Decreto Sicurezza sul lavoro senza che ci sia stata una reale discussione e senza alcuna modifica, nonostante le nostre proposte, rendendolo inutile perché rimanda solo i problemi su un tema fondamentale. Nel frattempo riscrivono continuamente la Manovra, litigando nella notte, proponendo emendamenti e maxiemendamenti che poi vengono rimandati. La crisi è evidente” ha concluso Gribaudo.

Chiesti chiarimenti su coperture maxiemendamento, commissione sospesa

Sono ancora sospesi i lavori della commissione Bilancio del Senato sulla manovra. L’esame avrebbe dovuto riprendere alle 14 dai sub al maxiemendamento di oggi del governo, ma l’opposizione ha chiesto un chiarimento sulle coperture. “Ci sono una decina di questioni su cui aspettiamo risposte e il governo si è riservato un po’ di tempo”, ha spiegato all’uscita dalla riunione il senatore del Pd Antonio Nicita.

Ridotte ancora risorse per pensioni precoci e usuranti

Scatta un ulteriore taglio, rispetto a quello già previsto in manovra, al limite di spesa per il riconoscimento del trattamento pensionistico anticipato per i lavoratori precoci, ovvero quelli che hanno almeno 12 mesi di contributi maturati prima del compimento del diciannovesimo anno di età, o che svolgono attività lavorative per le quali è richiesto un impegno tale da rendere particolarmente difficoltoso e rischioso. Il nuovo maxiemendamento del Governo, infatti, riduce le risorse: 90 milioni di euro annui (dal 2029 al 2032), di 140 milioni nel 2033 e 190 dal 2034. La legge di bilancio aveva già operato un taglio, “a seguito dell’attività di monitoraggio” di 20 milioni di euro per l’anno 2027, 60 milioni di euro per l’anno 2028 e 90 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2029.

Subemendamento FdI-Lega per estendere benefici aumenti contrattuali

“A seguito del grande sforzo del Governo, già in fase di presentazione della manovra di bilancio, è stato appena depositato in 5° Commissione al Senato, un sub emendamento a prima firma FdI-Lega per estendere ai contratti rinnovati nel 2024 i benefici della tassazione agevolata al 5%, sugli incrementi retribuitivi corrisposti dal 1 Gennaio 2026. Inoltre, la platea dei beneficiari viene estesa dai redditi fino a 28mila euro e portata a 33mila”. Lo annunciano la ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, e il sottosegretario Claudio Durigon. “Un risultato straordinario – affermano in una nota – che conferma, ancora una volta, il lavoro, di tutto il governo, per valorizzare la contrattazione collettiva e sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori”.

 

Sbrollini (Iv): "Fanno cassa su Sud e lavori usuranti"

“L’indecoroso balletto sulla legge di bilancio, il tutti contro tutti nella Lega e nel governo a pochi giorni dall’esercizio provvisorio, hanno conseguenze pesanti sulle infrastrutture del Sud. E, checché ne dica la Lega, i tagli ai pensionamenti anticipati restano, con l’aggravante di colpire categorie usuranti e il lavoro notturno”. Lo dice la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione cultura di palazzo Madama.

“La riduzione del Fondo di Coesione e sviluppo e quello dei farmaci innovativi conferma la tendenza del governo a fare cassa sui giovani, il futuro, la ricerca, la cultura”, aggiunge Sbrollini.

 

Cattaneo (FI): "Correzioni necessarie per sostenere crescita"

“C’è l’accordio per chiudere i lavori il 30 dicembre a metà giornata. È prassi. Sul tema pensioni, questa è una manovra da 18 miliardi che consolida conti dello Stato e trova l’appezzamento dei mercati internazionali. Proseguiamo con una traiettoria di legislatura coerente con una visione di insieme di governo. Una manovra seria, non espansiva ma di attenzione che risolve alcuni temi importanti. Ora in parlamento miglioriamo alcuni punti”. Lo ha detto il responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia Alessandro Cattaneo a Omnibus su La7.

“Come Forza Italia abbiamo evidenziato di dover mettere mano alla norma sui dividendi, che rischiava di far scappare altrove gli investimenti. L’altro tema da rivedere era quello sull’Irap che tassava le società non finanziarie e poi gli affitti brevi, che necessitavano di trovare le coperture. Giorgetti – prosegue Cattaneo – ha cercato nelle pieghe del Mef di trovare i fondi ma non mi sento di biasimarlo. Intendeva toccare frazioni percentuali sul tema pensioni, ritocchi di pochi mesi stiamo parlando, che avrebbero permesso di trovare risorse. Per noi di Forza Italia la priorità sono i giovani perciò salvaguardare il riscatto della laurea così come trovo moto giusto l’automatismo sulla pensione integrativa. Sul nuovo maxiemendamento la quadratura politica si trova d’altronde il programma elettorale è chiaro per tutti e quindi nessuno avrebbe alzato l’età pensionabile”.

“Gli stipendi? Si alzano se si alza il Pil, vorremmo certo una crescita più robusta ma per stimolarla servono ricette liberali come il taglio delle tasse – prosegue -. Si può intervenire sulla contrattazione collettiva, in alcuni casi con il Ministro Zangrillo abbiamo rinnovato persino prima della scadenze come nella sanità, istruzione e con le forze dell’ordine e dà un segnale a un paese come l’Italia forte matrice pubblica. Abbiamo poi rinviato plastic tax e sugar tax, per le imprese le tasse vanno tagliate e questo avviene per merito di Forza Italia”, la conclusione di Cattaneo.

Pd: "Restano i tagli alla Metro C di Roma, governo scappa"

“Sono stati bocciati gli emendamenti che avevamo presentato sul ripristino dei fondi dopo i tagli effettuati sulle metropolitane di Roma, Milano, Brescia e Napoli. In particolare Roma, dove il taglio cuba 50 milioni. Il governa taglia e scappa”. Lo ha affermato la senatrice del Pd Beatrice Lorenzin in una pausa dei lavori della commissione Bilancio del Senato sulla manovra. “Il governo – ha spiegato – aveva garantito il ripristino dei 50 milioni.

Anche alti esponenti della maggioranza come il ministro Tajani l’aveva assicurato. A oggi, dopo due mesi di trattative in cui ci avevano garantito che la situazione della metro era ok, non è ok neanche per niente, perché la tabella non ha un +50: la matematica non è un’opinione e se c’è scritto -50 vuol dire che hai tolto 50 milioni da quel punto e li hai messi a finanziare un’altra opera”.

La commissione, ha sottolineato Lorenzin, ha bocciato un emendamento proposto dal Pd, inserito tra i temi comuni di maggioranza e opposizione: “Le soluzioni che hanno presentato fino a ora sono soluzioni che non esistono, che in realtà non permettono” alle amministrazioni “di andare avanti” con i lavori. Gli emendamenti, ha aggiunto Lorenzin, sono stati messi ai voti e bocciati: “Sulle grandi opere che sono già in atto, ci si permette di andare a togliere.

Questo toglie fiducia nelle istituzioni italiane”, il governo aveva detto “che non era un definaziamento ma uno spostamento di risorse, tanto che tutto questo mese abbiamo aspettato una rimodulazione, ma alla fine il punto vero è che nella tabella rimane -50 milioni e la rimodulazione non c’è”.

 

Tajani: "Commissione al lavoro, via libera Senato entro Natale"

“La commissione è al lavoro, quindi i tempi stanno di nuovo accelerando. Faremo Natale con la Manovra approvata nel Senato, poi si andrà tra Natale e Capodanno ad approvarla alla Camera”. Così il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine di un evento all’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino.

“C’è stata una riunione perché abbiamo dovuto verificare che, da un punto di vista giuridico, non si potevano fare alcune cose attraverso un altro decreto, ma bisognava riscrivere il maxiemendamento – prosegue -. Rimane forte il messaggio che per Forza Italia è fondamentale. Primo: aiuto al ceto medio. La riduzione dell’Irpf dal 35% al 33%, l’allargamento fino a 50mila euro, è un segnale forte e mi auguro che l’anno prossimo si possa arrivare anche a 60mila euro. Secondo: aiuto alle imprese. Con il superammortamento si potranno aiutare ancora le imprese, con la Transizione 5.0 si aiuteranno ancora le imprese. Come Forza Italia abbiamo sventato il pericolo di aumentare le tasse sulla casa. Abbiamo difeso la prima casa che, per quanto riguarda gli affitti brevi, non avrà più un incremento di tassazione. Abbiamo anche impedito che ci fosse un accanimento per tassare due volte i dividendi delle imprese, anche delle piccole e medie”.

Gasparri (FI): "Giorgetti ha ragione, contano fondamentali economia"

 “Invertendo l’ordine dei fattori, il prodotto non cambia: alcune misure erano momentaneamente uscite dalle legge di Bilancio per fare un decreto, sono rientrate per ragioni di maggiore ordine procedurale e sono le stesse che erano state indicate e delineate nei giorni scorsi. Il ministro Giorgetti ha ragione, sono i fondamentali dell’economia che contano: più occupazione, meno inflazione, spread ai minimi, possibilità di uscire dalla procedura di infrazione. Un andamento positivo, considerando l’andamento dell’economia mondiale, le guerre, i costi dell’energia”. Così il capogruppo di Forza Italia in Senato, Maurizio Gasparri, a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato.

Lavori commissione sospesi fino alle 14, si riprende con maxiemendamento

Sono sospesi fino alle 14 i lavori della commissione Bilancio del Senato sulla manovra. Si riprenderà con l’esame del maxiemendamento del governo arrivato stamattina e sul quale i gruppi hanno avuto tempo fino alle 12 per i subemendamenti.

L’opposizione chiede però chiarimenti al governo sui fondi per le metropolitane. Inoltre, resta sul tavolo ancora la questione dei fondi all’editoria, che sarà tra gli ultimi punti da esaminare.

Iv: "Scontro nella Lega sulle spalle di lavoratori e infrastrutture"

“Tenete d’occhio la Lega. Perché ne rimarrà uno solo”. Così la capogruppo Iv Raffaella Paita a margine dei lavori della commissione Bilancio. “Il primo emendamento Giorgetti è stato di fatto cecchinato dai suoi stessi compagni di partito e ora l’emendamento che è stato ripresentato da Giorgetti è tutto sulle spalle di Salvini – aggiunge – perché viene costruito con un taglio incredibile dei fondi di sviluppo che riguardano principalmente il sud e le infrastrutture. Questo emendamento è costruito su questo asse fondamentale oltre a un inasprimento della Fornero, altro che aboliamo la Fornero, sul punto dei lavori usuranti dei lavori notturni, dei lavori pericolosi”.

“Vi ricordate la domanda iniziale sulla quale chiudo chi ha perso la faccia? Alla fine ha perso Salvini. L’ha persa lui – prosegue -.
Questa maggioranza non ha più i requisiti fondamentali per stare in piedi. Se quello che è accaduto ora voi l’aveste visto direttamente dai protagonisti vi sareste resi conto che è in corso uno scontro nella Lega violentissimo. Uno scontro anche all’interno della maggioranza, fatto sulle spalle dei lavoratori e delle infrastrutture”.

Bonelli: "Destra taglia farmaci per malati oncologici ma investe in armi"

“Il governo litigioso dei pasticcioni, diviso e incapace, sta approvando una manovra economica contro gli italiani. Con l’emendamento presentato questa notte dalla maggioranza all’art. 78, punto 2, vengono tolti 140 milioni di euro dal fondo per i farmaci innovativi che servono per le terapie ai malati oncologici e per le malattie gravi; si tagliano i fondi alle pensioni e si interviene sulla spesa pensionistica”.

“È una destra cinica che ha dimenticato l’Italia che soffre e che non ce la fa. La manovra taglia risorse al trasporto pubblico, alla lotta all’inquinamento e alla scuola pubblica, ma trova i soldi per le scuole private. Allo stesso tempo, il governo sceglie di destinare centinaia di miliardi di euro alla spesa militare e converte le fabbriche in siti di produzione di armi, trascinando il Paese dentro un’economia di guerra. Un disastro politico e sociale che porta la firma della destra meloniana che governa l’Italia, una destra più attenta a spendere in armi e sul Ponte sullo Stretto di Messina che alla giustizia sociale. Siamo di fronte a una manovra economica di guerra”. Così, in una nota, Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde.

Magni (Avs): "A pagare sono sempre gli stessi, lavoratori e pensionati"

“La manovra economica sta mettendo in scena le divisioni della maggioranza. Stanno insieme solo perché attaccati al potere. Da quando governano siamo a crescita zero e sui conti sono alla canna del gas. Non sanno come finanziare le misure per le aziende e allora vanno a prendere i soldi sempre dagli stessi: consumatori, lavoratori e pensionati. Ora addirittura ipotecano il futuro delle giovani generazioni”. Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni.

“Sulle pensioni resta la Fornero addirittura peggiorata, l’anticipo richiesto alle assicurazioni lo pagheranno i consumatori, e le norme sulla previdenza integrativa incidono direttamente sulle prospettive di vita e di reddito futuro di milioni di persone, prosegue l’esponente rossoverde. Il tutto fatto in modo unilaterale senza un confronto con le parti sociali. Come AVS avevamo proposto di andare a prendere i soldi dove ci sono: dai grandi patrimoni agli extra profitti delle società della difesa e dell’energia. Ma la destra ha detto no, tanto pagano i lavoratori e gli italiani. Un accanimento contro chi lavora e chi ha di meno incredibile. Una volta erano la destra sociale ora non più”, conclude Magni.

Fregolent (Iv): "Colpiscono chi lavora, tagliano il futuro"

“Il governo Meloni mette le mani nelle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori che mandano avanti il Paese. I tagli alle pensioni non solo restano, ma colpiscono chi fa i lavori più duri e rischiosi. È un governo che fa cassa sulla fatica delle persone”. Lo afferma la senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent. “Nel maxi emendamento arrivano anche tagli pesanti a infrastrutture e farmaci innovativi. In un Paese fermo, con cantieri bloccati e un divario territoriale enorme, tagliare il Fondo di sviluppo e coesione è un atto irresponsabile. Non è una manovra è una lista di rinunce che taglia il futuro”, aggiunge.

Marattin: "Appello a vero ministro Economia Borghi, salvate norma su Tfr"

“Nel caos più completo, un ultimo appello al governo. Dite tutti che volete fare qualcosa per i giovani. Che le loro pensioni future sono a rischio, ecc. Destinare il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) alla previdenza complementare con un meccanismo di silenzio-assenso (lasciando liberi i giovani, se vogliono, di non farlo) darebbe una spinta decisiva al decollo di uno strumento, quello della previdenza complementare, che è fondamentale per garantire ai giovani pensioni future degne”. Così il deputato Luigi Marattin, Segretario del Partito Liberaldemocratico, in un post sui social. “Il Partito Liberaldemocratico – scrive Marattin – chiede al Ministro Borghi e al resto della maggioranza: per favore almeno salvate questa norma!”.

Borghi (Lega): "Passo per antipatico ma portato a casa risultato su pensioni"

“L’opposizione fa l’opposizione, l’ho fatta anch’io e lo capisco. Invece, abbiamo trovato come sempre una soluzione. Questo segna la differenza tra il centrodestra e il ‘campo qualcosa’ o similari: loro sono mai d’accordo, noi alla fine, anche a rischio di passare per antipatico… ma meglio passare per antipatico e trovare le soluzioni, perché in un mondo dove tutti dicono sempre di sì i risultati non si portano a casa. Questa volta è toccato a me fare la parte dell’antipatico ma penso che in quella sala nessuno, tra maggioranza e opposizione, sarebbe stato felice di vedere persone che avevano pagato il riscatto della laurea vederselo azzerare o restare per mesi senza stipendio o pensione”. Lo ha detto il senatore della Lega, Claudio Borghi, commentando lo stop alle misure sulle pensioni a margine dei lavori della Commissione sulla legge di bilancio.

“E’ vero che erano poste tecniche e di stile ma alle persone dobbiamo chiarezza anche sulle cose tecniche e sullo stile. Mi sono preso io la responsabilità di fare l’antipatico ma alla fine il risultato è positivo. Ed è la prova che volendo la soluzione c’è”, conclude.

Boccia (Pd): "Governo fa cassa su pensioni e punisce chi lavora presto"

“Stiamo leggendo l’ennesimo emendamento del Governo alla legge di bilancio, partorito dal vertice di ieri sera. Ci aspettiamo ulteriori chiarimenti sulle coperture, ma una cosa è già chiara: ancora una volta emerge un atteggiamento punitivo e incomprensibile verso lavoratrici e lavoratori. Siamo davanti a un Governo bugiardo, inaffidabile, che promette una manovra ‘lineare e semplice’ e poi la riscrive a colpi di maxi-emendamenti, nel caos e nel ritardo. E soprattutto sceglie, sistematicamente, di ‘mettere in ordine’ i conti scaricando il prezzo su chi ha già pagato di più: chi ha iniziato a lavorare presto, chi svolge mansioni gravose e usuranti, chi chiede soltanto regole chiare, stabili e rispettose dei diritti maturati”. Così in una nota il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.

“La parte più grave è quella previdenziale. Non siamo davanti a un intervento tecnico: è una scelta politica. L’emendamento introduce misure che fanno cassa sulle pensioni e sui diritti. La relazione tecnica lo ammette: la minore spesa pensionistica cresce nel tempo, da 12,6 milioni nel 2026 fino a 130,8 milioni nel 2035. È il solito schema: si sposta l’asticella, si restringono le condizioni, si rinvia a un decreto successivo l’adeguamento delle tabelle attuariali, cioè si porta fuori dal confronto parlamentare ciò che invece meriterebbe trasparenza e discussione”, prosegue Boccia.

“In parallelo, il Governo rimette mano a TFR e previdenza complementare, estendendo e rimodulando obblighi e soglie nel tempo (60 addetti nel 2026-2027, poi 40 dal 2032) e confermando l’impostazione dell’adesione automatica. Materie delicate, che riguardano scelte individuali e tutele, trattate come un pezzo di bricolage dentro un maxi-emendamento, senza un vero confronto di merito”, aggiunge.

“E come se non bastasse, arrivano anche tagli e rimodulazioni confuse e lineari che colpiscono diversi comparti, a partire da occupazione e formazione, trasporti e infrastrutture. Il Fondo sociale per occupazione e formazione viene ridotto: esattamente il contrario di ciò che servirebbe per accompagnare persone e imprese nei cambiamenti.
A questo punto la domanda è inevitabile: che cosa hanno fatto lavoratrici e lavoratori al Governo Meloni per meritarsi questa punizione continua?”, conclude Boccia.

Pd: "Manovra segna il declino di questo governo e il declino del paese"

“La manovra è nata: completamente priva di qualsiasi prospettiva di crescita. E finisce con il peggioramento della Fornero, che avevano promesso di abolire”. Così il capogruppo Pd in commissione Bilancio, Daniele Manca, a margine dei lavori sulla Manovra.

I lavori dimostrano “una confusione dentro e fuori, in una maggioranza che diventa insostenibile per il paese – aggiunge -. Io credo che loro dimostrino tutta la loro inadeguatezza, perché colpiscono sempre le solite nelle persone che hanno lavorato per una vita intera, le persone più fragili, lasciano nelle solitudine le famiglie e non danno una prospettiva di crescita alle imprese. Questa è una legge di bilancio fallimentare. Non ha solo fallito la maggioranza, ha fallito Giorgia Meloni che aveva promesso una manovra seria e credibile anche nei confronti dell’Europa. In realtà questa è una manovra pericolosa per il futuro del paese che segna purtroppo due declini che si saldano. Il declino di questo governo e il declino del paese”.

Borghi (Lega): "Cumulo fondi non sbagliato, faremo norma ad hoc"

La possibilità di anticipare la pensione di vecchiaia mediante il cumulo della previdenza complementare “era un esperimento e quell’esperimento era quello che agli occhi del famoso ‘tecnico zelante’ dava origine a futuri oneri. L’avevo spiegato, era la questione che, incrementando la previdenza complementare, avrebbe portato più persone a ottenere i requisiti secondo quel tipo di parametro e, quindi, se tu disattivi quello il problema non si pone più per il futuro”. Così il senatore della Lega Claudi Borghi, interpellato in merito allo stop al cumulo previsto dal nuovo maxiemendamento del governo. “Non pensiamo che sia una cosa sbagliata però quel sistema là, faremo la norma ah hoc”, ha concluso.

Paita (Iv): "Tagli a pensioni restano, maggioranza non sta in piedi"

“I tagli alle pensioni restano, eccome se restano, e toccano le pensioni anticipate dei lavori notturni e pericolosi: operai di fonderie e catene di montaggio, infermiere, autisti. Un governo dell’austerity”. Così Raffaella Paita, presidente del gruppo Italia Viva in Senato e membro della commissione bilancio, commenta il testo del nuovo maxi emendamento.

“L’ennesima riformulazione porta anche tagli pesantissimi alle infrastrutture e ai farmaci innovativi. Come può un Paese a crescita zero e con un enorme problema infrastrutturale – chiede Paita – ridurre il Fondo di sviluppo e coesione? Le più colpite saranno, ancora una volta, le opere previste al Sud”, prosegue la capogruppo. “Come Italia Viva, con le altre opposizioni, con senso di responsabilità, abbiamo contribuito a uno svolgimento ordinato dei lavori, ma è chiaro che questa maggioranza non sta più in piedi e che il Can Can della Lega lo pagano tutto Salvini e le infrastrutture del Paese”, conclude Paita.

Patuanelli (M5S): "Mai visto un casino così"

“Il ministro Giorgetti ha appena dichiarato che questa è la sua ventinovesima legge di bilancio, ma penso che un casino così non l’abbia mai visto, anche se allarghiamo a tutte le leggi di Bilancio della Repubblica”. Lo ha detto il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli, a margine della riunione della commissione Bilancio.

“Il 20 dicembre arrivare con un emendamento che comunque sposta miliardi, aprire appena i termini per i subemendamenti e obbligare la commissione a tempi supplementari, e forse ai calci di rigore, è oggettivamente una responsabilità che il governo ha”, aggiunge, “nel merito questo è un emendamento che prevede cose che non ci piacciono. Continuano a toccare il tema delle pensioni, obbligano i dipendenti con un silenzio assenso molto corto a lasciare il Tfr non nell’azienda ma nell’utilizzo dei fondi di previdenza complementare, risolvono il problema della copertura con altri tagli, soprattutto per le pensioni dei più deboli e per i lavori usuranti”.

“Per altro, da quanto abbiamo capito, intervengono anche sul taglio di quei benefici della previdenza complementare che era il motivo per cui dovevano coprire dal 2033 al 2035 con le finestre pensionistiche, quindi c’era un beneficio per i lavoratori che oggi non c’è più. Quindi continuano ad accanirsi con chi in questo paese lavora da dipendente e con i più poveri”.

“Dal punto di vista politico, credo che la figuraccia che ha fatto questo governo segni veramente il passo di una maggioranza incapace di portare a compimento in modo ordinato anche una manovra di bilancio così light e piccola come quella che avevano presentato”, conclude Patuanelli.

Marti (Lega): "Diamo respiro a industria cinema"

“Dalla Lega un’altra promessa mantenuta: diamo respiro all’industria cinematografica grazie all’emendamento omnicomprensivo per la soppressione, dal disegno di legge di bilancio, del divieto di compensazione dei crediti d’imposta con i debiti contributivi”.

“Abbiamo così accolto la richiesta urgente delle associazioni maggiormente rappresentative delle imprese di produzione cinematografica e audiovisiva italiane, che ci avevano segnalato la necessità di un intervento di razionalizzazione sull’articolo 26 del ddl, al fine di preservare l’efficacia e la piena operatività del tax credit cinema e audiovisivo ed evitare effetti distorsivi che ne avrebbero compromesso la funzione di sostegno alla competitività e alla sostenibilità del settore. La Lega porta avanti il proprio impegno nella salvaguardia delle imprese italiane”. Così il senatore della Lega Roberto Marti, presidente della commissione Istruzione e Ricerca a Palazzo Madama.

Giorgetti: "Cumulo fondi per pensione non ritenuto strategico"

“Quella è una cosa introdotta l’anno scorso, dal nostro governo, che pare non interessasse a nessuno. A me dispiace ma evidentemente non è stata ritenuta strategica”. Così il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, lasciando la commissione bilancio del Senato, rispondendo a chi gli chiedeva dello stop alla possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare previsto nella nuova versione del maxiemendamento del governo.

Giorgetti: "Dimissioni? Conta risultato finale per italiani"

“Alle dimissioni ci penso tutte le mattine, sarebbe la cosa più bella da fare. Però siccome è la 29esima legge di Bilancio che faccio so perfettamente come funziona, so che sono cose naturali. C’è un Parlamento, ci sono le commissioni, ci sono le proposte del governo, alla fine a me interessa il prodotto finale non quello che presento”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, uscendo dalla commissione Bilancio del Senato riunita per l’esame della manovra, rispondendo a chi gli chiedeva se ha mai pensato alle dimissioni.

“Naturalmente crediamo di aver fatto delle cose giuste, pensiamo di lavorare bene nell’interesse di tutti gli italiani e i risultati vanno in questa direzione. Però adesso tocca al Parlamento”, ha aggiunto.

Termine subemendamenti fissato alle 12 in commissione

Il termine per la presentazione dei subemendamenti al maxi emendamento del Governo sulla manovra è fissato per le 12.

Salta anticipo età pensione cumulando previdenza complementare

Salta la possibilità di andare in pensione di vecchiaia anticipatamente cumulando gli importi di forme pensionistiche di previdenza complementare introdotta con la manovra dello scorso anno. Lo prevede il nuovo emendamento del governo alla manovra. Sulla base delle stime della relazione tecnica dello scorso anno, si prevedono economie in termini di minore spesa pensionistica, con profilo crescente nel medio-lungo periodo: dai 12,6 milioni del prossimo anno a 130,8 milioni nel 2035.

La manovra dello scorso anno aveva previsto che a decorrere dal 1° gennaio 2025, ai soli fini del raggiungimento degli importi soglia mensili, può essere computato, solo su richiesta dell’assicurato, unitamente all’ammontare mensile della prima rata di pensione di base, anche il valore teorico di una o più prestazioni di rendita di forme pensionistiche di previdenza complementare richieste dall’assicurato.

Il ministro Giorgetti in commissione al Senato

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti è arrivato in commissione Bilancio al Senato, dove è in corso l’esame della Manovra. Ad accoglierlo il presidente della commissione, Nicola Calandrini. Presenti anche il sottosegretraio al Mef Federico Freni e la sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento Sandra Savino, oltre ai parlamentari membri della commissione, cui il ministro dovrebbe illustrare i contenuti del nuovo emendamento.

 

Lega: "Ok nostra norma per estendere voucher in agricoltura"

“Approvata la norma della Lega che estende la possibilità di usufruire dei voucher in agricoltura fino al 2028. I datori di lavoro agricoli potranno usarlo per attività stagionali, per un massimo di 45 giorni annui per lavoratore, con contratto di massimo 12 mesi. Ci siamo battuti da tempo per ottenere questo risultato che ora, grazie al lavoro della Lega in commissione bilancio, rende possibile una misura fondamentale a sostegno del settore agricolo, garantendo la continuità delle attività produttive e la disponibilità di manodopera quando necessita”.

“Ringraziamo anche il ministro del Lavoro Calderone per averne capito l’importanza e per averne sostenuto l’impatto economico con il suo ministero. Lo stesso emendamento chiarisce meglio i contratti di rete in agricoltura integrando l’art. 1 bis del dl 91 del 24 giugno 2014 con la necessità che i contraenti possono, altresì, cedere la propria quota di produzione ad altre parti del contratto rendendo più chiara ed applicabile la norma”. Così i senatori della Lega Giorgio Maria Bergesio, Elena Testor, Marco Dreosto, Mara Bizzotto e Gianluca Cantalamessa.

Durigon: "Piena sintonia Lega-Mef, rafforzata previdenza integrativa"

“Con Giorgetti nessuno scontro, è perfettamente allineato con noi”. Lo spiega Claudio Durigon in un’intervista alla ‘Stampa’ nella quale conferma l’intenzione del governo di tenere in vita le norme relative al Tfr ed alla previdenza integrativa togliendo però di mezzo l’allungamento delle finestre d’uscita e l’intervento sul riscatto delle lauree che dovevano fungere da norme di salvaguardia.

Quello che è successo l’altra notte crea un problema tra la Lega ed il ministro dell’Economia? “No, c’è piena sintonia. La volontà della Lega, e questa scelta è condivisa anche da Giancarlo, è quella di rafforzare la previdenza complementare, che rappresenta una scelta fondamentale per il nostro futuro pensionistico”.

Però nell’emendamento stralciato non c’era solo l’introduzione del silenzio assenso per il conferimento ai fondi del Tfr dei neo assunti e l’allargamento della platea delle imprese obbligate a farlo, ma si allungavano anche le finestre di uscita. “L’esigenza della Ragioneria dello Stato era quella di mettere delle salvaguardie, come ha spiegato lo stesso Giorgetti, scelta che però poi è stata oggettivamente strumentalizzate anche da voi giornalisti”.

“Anziché prevedere un decreto ad hoc ieri sera il vertice di maggioranza ha deciso di presentare un nuovo emendamento, cambiando però le coperture che non arriveranno più da misure di tipo previdenziale. Io sono fermamente convinto che si debba andare a vanti sul terreno della previdenza integrativa, ma se servisse attenuarne un po’ l’impatto si sta valutando la possibilità di graduare l’allargamento della platea delle imprese scaglionandolo nel tempo: si potrebbe partire da quelle con più di 60 dipendenti per poi passare a 50 e magari a 40”, prosegue.

Ronzulli (FI): "Su infermieri pubblici e privati saniamo ingiustizia"

“Un’ingiustizia sanata, un divario penalizzante che viene colmato, un importante segnale di attenzione del governo e della maggioranza in favore degli infermieri che lavorano nelle strutture private accreditate. Sono davvero felice, perché in commissione Bilancio del Senato è stato approvato un emendamento da me presentato che riconosce a tutti gli infermieri, pubblici e privati, la stessa aliquota agevolata del 5 per cento sugli straordinari. Questo intervento corregge una distorsione introdotta nella Manovra dello scorso anno, che limitava questa agevolazione ai soli dipendenti pubblici. Anche questa è la dimostrazione di come la salute e chi lavora nella sanità, chi si prende cura dei cittadini, siano in cima alle nostre priorità”. Così, la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli.

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