Anche dopo le modifiche, la Banca Centrale Europea chiede al governo di riconsiderare l’emendamento alla manovra 2026 che punta a sancire che le riserve auree della Banca d’Italia appartengano al popolo italiano. “Nonostante le modifiche apportate alla proposta di disposizione rivista, non è ancora chiaro alla Bce quale sia la concreta finalità della proposta di disposizione rivista”, ha scritto la Bce in un parere sulla riformulazione della norma, che espliciterebbe anche la gestione autonoma dell’oro da parte di Bankitalia. “Per questo motivo, e in assenza di spiegazioni in merito alla finalità della proposta di disposizione rivista, le autorità italiane sono invitate a riconsiderare la proposta di disposizione rivista, anche al fine di preservare l’esercizio indipendente dei compiti fondamentali connessi al SEBC (Sistema Europeo di Banche Centrali, ndr) della Banca d’Italia ai sensi del trattato”, sottolinea l’Eurotower.
La norma sottoposta alla Bce
La Bce ha ricevuto il 4 dicembre “da parte del Ministero italiano dell’Economia e delle Finanze una richiesta di parere su una disposizione rivista del disegno di legge di bilancio per l’anno finanziario 2026 relativa alla proprietà delle riserve auree della Banca d’Italia”. La Bce rileva che “la proposta di disposizione rivista stabilisce che, fermo restando quanto previsto dagli articoli 123, 127 e 130 del trattato, l’articolo 4, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148 in materia di gestione delle riserve debba essere interpretato nel senso che le riserve auree gestite e detenute dalla Banca d’Italia come iscritte nel proprio bilancio, appartengano al Popolo italiano” e puntualizza che “la proposta di disposizione rivista non è accompagnata da alcuna relazione illustrativa che ne illustri la ratio”.

