Vivere meglio la città e i suoi spazi. Non quella di domani ma l’attuale. Questo il cuore del progetto ‘Musa’ (Multilayered Urban Sustainability Action) a tre anni dal suo avvio.
‘Musa’ è finanziato con 110 milioni di euro dal ministero dell’Università e della ricerca nell’ambito del Pnrr.
Molte le presentazioni nella prima delle due giornate dell’evento ‘Musa, i percorsi dell’innovazione sostenibile’, all’università degli studi di Milano-Bicocca. E così si va dai digital twin delle reti idriche, utili a prevedere e ottimizzare i consumi, al LabXas, che utilizza nuovi sistemi a raggi X in grado di analizzare materiali strategici per energia e industria; dal Milano circularity framework – un modello con 274 indicatori che ridisegna gli standard della moda circolare – ai Living Lab che monitorano biodiversità, aria, mobilità e sicurezza nelle strade milanesi, con ricadute immediate sulla qualità della vita urbana.
“I risultati che presentiamo oggi non riguardano le città del domani, ma gli spazi in cui già oggi possiamo vivere meglio, grazie al lavoro dei nostri giovani ricercatori, alla guida dei docenti, alla collaborazione delle imprese coinvolte e alla fiducia delle istituzioni che hanno investito in questa visione – osserva Giovanna Iannantuoni, presidente di Musa scarl – è nata come un progetto ed è diventata un modello di cooperazione che ha saputo superare le barriere tra atenei, aziende e istituzioni. Un modello scientifico che ha lasciato un’impronta profonda e che vuole continuare a funzionare, portando prototipi e risultati oltre i confini di Milano, della Lombardia e dell’Italia stessa. Musa è un’infrastruttura che continuerà a generare valore”.
Il lavoro – che ha coinvolto oltre 1.000 ricercatori e ricercatrici, 24 tra imprese e partner pubblici come Comune di Milano e Regione Lombardia – ha dato vita a 9 Living Lab e 5 Joint Lab, a 4 brevetti nei settori delle tecnologie energetiche, sensoristica avanzata, materiali innovativi e sistemi di monitoraggio urbano. Oltre 150 i progetti avviati durante i tre anni di Musa.
Tra questi, il digital twin delle reti idriche, sviluppato dal Politecnico di Milano in collaborazione con utility e partner industriali, che permette di creare repliche digitali delle infrastrutture idriche per prevedere consumi, monitorare guasti e ottimizzare la gestione della rete. Attraverso piattaforme sperimentali come E-Net e tecnologie di energy harvesting come GreenValve, il progetto sta accelerando il trasferimento tecnologico verso gestori e professionisti, aprendo la strada a sistemi idrici più resilienti e sostenibili.
Tra le iniziative messe in campo, anche il progetto che prevede nuovi sistemi avanzati a raggi X, progettati per rendere accessibile in laboratorio una tecnica finora disponibile solo presso grandi infrastrutture di ricerca. Il progetto LabXas – sviluppato al Politecnico di Milano – introduce infatti uno spettrometro da banco capace di analizzare materiali critici per energia, industria e transizione ecologica, riducendo costi, dimensioni e complessità rispetto alle strumentazioni tradizionali. Una tecnologia che accelera la caratterizzazione di nuovi materiali e amplia le possibilità di collaborazione tra università, imprese e centri di ricerca.
I Living Lab e i Joint Lab rappresentano spazi di sperimentazione condivisa tra ricercatori, imprese e istituzioni: luoghi in cui si sviluppano prototipi e si testano soluzioni direttamente sul territorio o all’interno delle aziende partner. Tra le collaborazioni attive figurano Huawei, Infineon, Thales Alenia Space, Eni, Pirelli ed Edison. Tra i progetti di maggior impatto si distinguono i Social inclusion hub, che contrastano fragilità educative e divari digitali; le nuove piattaforme di sanità digitale per telemedicina e prevenzione; gli studi sulla geotermia da falda acquifera realizzati con il Comune di Milano; l’impianto fotovoltaico intelligente sviluppato con Edison nel Parco Nord – uno dei simboli della collaborazione tra ricerca, imprese e territorio – e la riqualificazione di Piazza della Scienza.
Il 4 dicembre l’evento proseguirà al Palazzo Reale con uno sguardo rivolto al futuro dell’ecosistema. Dopo l’intervento della presidente Iannantuoni – la presentazione del Piano strategico triennale del direttore generale di Musa Scarl, Vittorio Biondi, e il bilancio scientifico del coordinatore Salvatore Torrisi – saranno premiati i sei poster più innovativi e le sei Pmi vincitrici del bando Next generation Pmi, attraverso cui Musa ha messo a disposizione 150mila euro a fondo perduto.

