“Mentre lo scambio commerciale è indubbiamente elevato e sintomatico delle intense relazioni tra Italia e Ungheria, credo invece si potrebbe fare di più in termini di cooperazione industriale e tecnologica, specie in quei settori ad alta tecnologia in cui l’Italia è all’avanguardia, in Europa e nel mondo, ma di cui qui non si ha piena contezza”. Lo dice a Relazioni internazionali di Tribuna politica ed economica Giuseppe Scognamiglio, ambasciatore d’Italia in Ungheria.
“La posizione strategica di Budapest, al centro dell’Europa e lungo i principali corridoi commerciali Ue, la rende un hub ideale per investimenti produttivi e logistici – osserva Scognamiglio – esistono ampie possibilità di sinergia nelle filiere produttive in settori chiave quali manifattura avanzata, agroalimentare, energie rinnovabili, turismo e tecnologie digitali. E se ne possono esplorare di nuove: dalla blue economy alla space economy”.
Per l’ambasciatore “l’Ungheria segue una politica estera che si discosta sovente dalle posizioni comuni dell’Unione europea – ricorda Scognamiglio – questo atteggiamento, che genera difficoltà di coordinamento con Bruxelles e con gli altri stati membri, potrebbe portare ad indebolire la coesione europea. L’Italia, pur mantenendo relazioni bilaterali costruttive con il governo ungherese, adotta una linea equilibrata e pragmatica riconoscendo il ruolo di Budapest quale partner strategico in Europa centrale, ma al tempo stesso sostenendo la necessità di un’azione esterna coerente con i valori e le politiche comuni dell’Ue. L’Italia cerca di svolgere un ruolo di ponte diplomatico, volto a promuovere dialogo, cooperazione economica e stabilità regionale, contribuendo a rafforzare la coesione europea in linea con le posizioni comuni dell’Unione europea”.

