Manovra 2026, dalla tassa sull’oro al taglio del canone Rai: è caccia alle risorse

Manovra 2026, dalla tassa sull’oro al taglio del canone Rai: è caccia alle risorse

Spuntano emendamenti al testo della Legge di Bilancio, la maggioranza prova a trovare le coperture per le misure.

E’ caccia alle risorse. Nella Manovra 2026 spuntano emendamenti, dalla tassa sull’oro al taglio del canone Rai, dalla tassa sui pacchi dalla Cina all’aumento dell’Irap su banche e assicurazioni, vendite delle quote del Mes. La maggioranza prova a inserire nel fascicolo degli emendamenti della Manovra proposte che potrebbero sostenere le modifiche e quindi diventare coperture adeguate. Sono tante quelle che richiedono stanziamenti, dalla cancellazione della tassa sui dividendi e dell’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi, all’allargamento della rottamazione, fino al sostegno alle famiglie per le scuole paritarie e alla riproposizione del taglio del canone Rai a 70 euro.

Il capitolo oro

Rientrano nel fascicolo dei segnalati gli emendamenti di Forza Italia e Lega sulla tassa per la rivalutazione dell’oro da investimento. Quello degli azzurri, firmato dal capogruppo Maurizio Gasparri, è legato alla tassazione dei dividendi: sopprime l’articolo 18, da cui il governo punta a ottenere circa un miliardo e come copertura si prevede una aliquota agevolata al 13% sulla rivalutazione: “Per i metalli preziosi allo stato grezzo o monetato posseduti alla data del 1° gennaio 2026 può essere assunto, in luogo del costo o del valore di acquisto ovvero in mancanza della documentazione che lo comprovi, il valore a tale data, determinato ai sensi dell’articolo 9 del citato testo unico, a condizione che il predetto valore sia assoggettato a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 13 per cento”. Quello della Lega, a prima firma del capogruppo Romeo, ricalca la proposta messa a punto dal deputato Giulio Centemero, che prevede una aliquota al 12,5 per cento sulla rivalutazione, e stima un gettito fino a 2 miliardi. FdI punta a fare in modo che le riserve auree della Banca d’Italia (circa 200 miliardi) rimangano di proprietà del popolo italiano. Un vecchio cavallo di battaglia della Lega, che aveva proposto nella passata Legislatura un disegno di legge in merito.

Il contributo di banche e assicurazioni

Sono diverse le proposte per aumentare il contributo di banche e assicurazioni, già previsto in Manovra per un totale di 11 miliardi in tre anni. La Lega punta ad aumentare l’aliquota dell’Irap per banche ed assicurazioni da 2 a 2,5 punti percentuali per recuperare gettito. Ma ci sono altre finalizzate al finanziamento di norme specifiche, come la soppressione della norma sulla tassazione dei dividendi, rinvenendo le coperture dall’aumento di ulteriori due punti (4 e non 2, come prevede il governo) dell’Irap su banche e assicurazioni, sempre della Lega. Anche Fratelli d’Italia propone di portare al 2,5% l’aumento dell’Irap per evitare l’aumento dell’imposta su holding e piccole banche. Tra le altre coperture indicate anche la tassa di 2 euro su pacchi extra-Ue.

Le quote del Mes

La Lega punta a vendere quote del Meccanismo europeo di stabilità. Il Mes ha un capitale sottoscritto pari a 704,8 miliardi, di cui 80,5 sono stati versati; la sua capacità di prestito ammonta a 500 miliardi. L’Italia ha sottoscritto il capitale del Mes per 125,3 miliardi, versandone oltre 14. Secondo la Lega, visto che l’Italia non ha ratificato il meccanismo, si potrebbero vendere le quote ad altri Stati, finanziando con 5 miliardi il Fondo per la riduzione della pressione fiscale.

Le opzioni sconti e bonus

Con la riformulazione di un emendamento già deposito, la Lega ripropone il taglio per un anno, nel 2026, del canone Rai – dagli attuali 90 euro a 70, già proposto con la Manovra del 2024 – e allo stesso tempo, un fondo di 430 milioni (previsto già due anni fa) “per il miglioramento della qualità del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale”. Tra gli emendamenti onerosi entrati nel fascicolo, c’è anche il ‘buono scuola’ proposto da Forza Italia, fino a 1.500 euro a studente, per l’istruzione paritaria. La Lega propone invece la possibilità per il Comune di estendere alle paritarie l’esenzione dell’Imu. Noi Moderati propone la cedolare secca al 15% sugli affitti lunghi, per incoraggiare le locazioni ad uso abitativo rispetti agli affitti ai turisti, l’emendamento stima un costa di 860 milioni. Infine, proposte per la detrazione delle spese per l’acquisto di libri scolastici.

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