Stop alle auto diesel Euro 5 da ottobre. Riguarda le regioni del bacino della pianura padana: Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. Ma il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini sembrerebbe esser già al lavoro per evitare il blocco delle auto.
Per la precisione – dice l’assessore della Regione Veneto Gianpaolo Bottacin nell’ambito del Comitato regionale di indirizzo e sorveglianza – dal prossimo 20 ottobre, con l’entrata in vigore del nuovo Piano regionale per la tutela e il risanamento dell’atmosfera, scatterà anche una nuova misura strutturale di contenimento dell’inquinamento dell’aria: lo stop delle automobili con motorizzazione diesel classificate Euro 5, dal 1 ottobre al 30 aprile di ogni anno. Si tratta di una misura restrittiva obbligatoria prevista da una norma dello Stato, per le sole regioni del bacino padano per contribuire all’azione di contenimento dello smog che va ormai avanti da 15 anni per tutelare l’ambiente e la salute.
Le auto Euro 5 sono state immatricolate tra il 2009 e il 2015.
“Come regioni del bacino padano – afferma Bottacin – siamo da sempre impegnati nel miglioramento della qualità dell’aria e i risultati lo dimostrano: la qualità dell’aria è enormemente migliorata in questi anni. Siamo tuttavia ben consapevoli – prosegue Bottacin – anche delle difficoltà che l’applicazione del blocco delle auto Euro 5 diesel può comportare per i cittadini. Proprio a tal fine abbiamo introdotto fin dallo scorso anno specifici e innovativi meccanismi derogatori, tra cui il Sistema Move-In, che consentono di utilizzare comunque entro certi limiti e chilometraggi anche tali veicoli più datati”. Inoltre – viene spiegato – come sia in corso un confronto con il governo, in particolare tramite il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti e il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, per valutare la possibilità di apportare una modifica alla normativa statale.
E proprio sullo stop, che riguarderebbe 7 milioni di auto a livello nazionale – osserva Salvini – “la transizione va accompagnata, non va imposta. Sto lavorando a un emendamento al decreto Infrastrutture per scongiurare il blocco”.

