Ocse: rallenta la crescita globale, scende a 2,9%. Taglio sulla crescita del Pil italiano

Ocse: rallenta la crescita globale, scende a 2,9%. Taglio sulla crescita del Pil italiano
A steel worker manufactures 155 mm M795 artillery projectiles at the Scranton Army Ammunition Plant in Scranton, Pa., Thursday, April 13, 2023. One of the most important munitions of the Ukraine war comes from a historic factory in this city built by coal barons, where tons of steel rods are brought in by train to be forged into the artillery shells Kyiv can’t get enough of — and that the U.S. can’t produce fast enough. (AP Photo/Matt Rourke) Associated Press/LaPresse Only Italy and Spain

Nell’Eurozona si prevede invece un modesto rafforzamento della crescita

Il nuovo Economic Outlook dell’Ocse prevede un nuovo rallentamento della crescita globale, che dal 3,3% nel 2024 è stimato al 2,9% sia nel 2025 che nel 2026. Il rallentamento, si sottolinea, dovrebbe essere concentrato soprattutto negli Stati Uniti, in Canada, Messico e Cina, con aggiustamenti al ribasso più contenuti nelle altre economie. 

La crescita del Pil negli Stati Uniti dovrebbe diminuire dal 2,8% nel 2024 all’1,6% nel 2025 e all’1,5% nel 2026. Nell’Eurozona si prevede invece un modesto rafforzamento della crescita, dallo 0,8% nel 2024 all’1,0% nel 2025 e all’1,2% nel 2026. Per la Cina si prevede una crescita moderata, dal 5,0% nel 2024 al 4,7% nel 2025 e al 4,3% nel 2026.

Le prospettive di crescita per l’Italia passeranno dallo 0,7% del 2024 allo 0,6% nel 2025 e allo 0,7% nel 2026.

Ocse: “Incertezza globale indebolisce commercio e investimenti”

“L’economia globale è passata da un periodo di crescita robusta e inflazione in calo a un percorso più incerto”. Così il segretario generale dell’Ocse, Mathias Cormann, commentando il nuovo Economic Outlook.

“Le nostre ultime prospettive economiche mostrano che l’attuale incertezza politica sta indebolendo il commercio e gli investimenti, diminuendo la fiducia dei consumatori e delle imprese e frenando le prospettive di crescita”, ha aggiunto Cormann, sottolineando che “i governi devono impegnarsi reciprocamente per affrontare in modo positivo e costruttivo qualsiasi problema del sistema commerciale globale attraverso il dialogo, mantenendo i mercati aperti e preservando i benefici economici del commercio globale basato sulle regole per la concorrenza, l’innovazione, la produttività, l’efficienza e, in ultima analisi, la crescita”.

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