L’ambizioso traguardo brasiliano è quello di ridurre le emissioni di gas serra nel 2030 di oltre il 50% e di raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Così l’ambasciatore d’Italia a Brasilia, Alessandro Cortese, in una intervista a Relazioni internazionali di Tribuna politica ed economica.
Le politiche economiche del nuovo Governo brasiliano- spiega l’ambasciatore – si stanno muovendo principalmente lungo due direttrici: la neo-industrializzazione del Paese e l’aumento della spesa pubblica quale volano per la crescita economica. Sotto il primo profilo, lo scorso agosto il Governo ha lanciato il nuovo “Programma di Accelerazione per la crescita” (Pac), che prevede investimenti pubblico-privati per 320 mld di euro sino al 2026 in alcuni settori prioritari per l’economia brasiliana, inclusi digitalizzazione, salute, istruzione, smart cities e transizione e sicurezza energetica. Con l’obiettivo di favorire la crescita economica, sempre ad agosto il Congresso ha inoltre approvato la riforma fiscale della spesa pubblica, che ha aumentato la capacità di spesa del Governo, pur mantenendo l’obiettivo di pareggio di bilancio nel 2024. Anche grazie a tali politiche, a fine 2023 il Pil del Paese dovrebbe aumentare di circa il 3%. Si tratta realmente di un ottimo risultato, soprattutto tenendo in considerazione il contesto internazionale.

