Non si arresta la crescita dei prezzi dei futures del gas Ttf all’hub europeo di Amsterdam. Sfondato il nuovo record alla chiusura 321,4euro al megawattora, in crescita del 10 % rispetto alla chiusura di ieri. In mattinata era partita in rialzo la quotazione dei futures del gas Ttf all’hub di Amsterdam, a 302 euro al megawattora dopo il balzo a 300 euro di ieri a fine seduta.
“È da un anno che noi di Confindustria diciamo che l’energia è un problema. La guerra lo acuisce, ma non può essere una sorpresa. Quindi non possiamo continuare a raccontarci che tutto va bene, perché le difficoltà e le preoccupazioni sono enormi: sia sull’attività produttiva che per l’occupazione”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Carlo Bonomi, presidente di Confindustria. “Finora le imprese italiane sono state abbastanza capaci e flessibili da difendersi meglio di altre, per esempio colmando i vuoti lasciati dalla Cina in lockdown – afferma – Ma ora nell’industria abbiamo casi di bollette decuplicate, non possiamo reggere. Solo nei primi sette mesi del 2022 la cassa integrazione straordinaria è salita del 45% rispetto a un anno fa e non abbiamo ancora visto il peggio: in autunno arriveranno nuovi rincari energetici, mentre l’inflazione dei mesi scorsi sulle materie prime continuerà a scaricarsi sui prezzi al consumo. Ci saranno seri problemi su redditi e potere d’acquisto delle famiglie. Il grido di dolore delle imprese fin qui è stato un po’ ignorato, ma ora c’è urgenza di nuovi interventi”.
“I partiti pensano alla campagna elettorale, che è su altri temi. Di fronte a questa emergenza nazionale, penso che Quirinale e palazzo Chigi dovrebbero chiedere ai partiti uno sforzo immediato per varare nuove misure. Inizia tra pochissimo il nuovo anno termico ma, alle imprese che vogliono programmare i costi provando a cambiare i contratti, i fornitori chiedono fideiussioni – aggiunge – I partiti devono essere responsabili, ma il governo deve agire. Se ci fosse un terremoto, un governo dimissionario interverrebbe o no? Oggi c’è un terremoto economico e non sarebbe comprensibile se il governo non reagisse. Aspettare il prossimo ci farebbe perdere due mesi e non possiamo permettercelo”.
Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli: “I costi dell’energia sono, ormai, da vera emergenza. In particolare, le imprese del terziario pagheranno una bolletta pari a 33 miliardi, il triplo rispetto a un anno fa. Il nuovo Governo dovrà dare risposte immediate accelerando soprattutto su Recovery Fund energetico europeo e fissazione di un tetto al prezzo del gas. È vitale tagliare drasticamente il costo dell’energia per tutte le imprese, anche quelle non ‘energivore’ e ‘gasivore’. In caso contrario si rischia di vanificare la ripresa economica di questi ultimi mesi”, commenta Sangalli.
Anche i sindacati lanciano un allarme: “La folle corsa dei prezzi del gas e dell’energia dettata dalle tensioni internazionali e da regole anacronistiche di formazione dei prezzi sta condizionando radicalmente il panorama produttivo dell’industria metalmeccanica italiana alla ripresa post feriale che, dopo 18 mesi di andamento sostenuto e tra i migliori in Europa, rischia di precipitare in poche settimane nella più nera recessione”, dice il segretario generale Fim Cisl Roberto Benaglia. “Alla riapertura delle fabbriche di queste giornate, molte imprese ci segnalano non solo costi di produzione ormai insostenibili, ma soprattutto la difficoltà a programmare i prossimi mesi produttivi a fronte della totale incertezza. Ad essere colpite non sono solo le filiere maggiormente energivore come siderurgia, metallurgia, lavorazione metalli, lavorazioni meccaniche, ma anche i settori utilizzatori quali la produzione di macchine utensili, la componentistica automotive, l’elettrodomestico. Secondo la Fim Cisl un terzo delle imprese va incontro a seri problemi produttivi nel mese di settembre, nonostante portafogli ordini consistenti, che si potrebbero tradurre in conseguenze occupazionali non positive, con rischio di un aumento nell’uso di ammortizzatori”, aggiunge Benaglia.
Il leader di Azione Carlo Calenda chiede di sospendere la campagna elettorale: “siamo in emergenza nazionale. Grazie a Salvini, Berlusconi e Conte il Governo Draghi ha le mani legate. Ma servono 10 miliardi per le imprese, sganciamento rinnovabili dal gas e 30 miliardi sulle famiglie. Ora. Le forze politiche sospendano la campagna elettorale e si dichiarino pronte a supportare il piano del governo, rigassificatore incluso, e un eventuale scostamento di bilancio”, scrive su Twitter
Siamo in emergenza nazionale. Grazie a @matteosalvinimi @berlusconi e @GiuseppeConteIT il Governo #Draghi ha le mani legate. Ma servono 10 mld per le imprese, sganciamento rinnovabili dal gas e 30 mld sulle famiglie. Ora. pic.twitter.com/zvpauIZmee
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) August 25, 2022
Le forze politiche sospendano la campagna elettorale e si dichiarino pronte a supportare il piano del governo, rigassificatore incluso, e un eventuale scostamento di bilancio.
— Carlo Calenda (@CarloCalenda) August 25, 2022

