Draghi avvia il confronto con i partiti: il governo vuole approvare oggi Def e scostamento

Draghi avvia il confronto con i partiti: il governo vuole approvare oggi Def e scostamento
Conferenza stampa del Presidente Mario Draghi

Nei ristori anche la valutazione dei costi fissi

Scostamento da 40 miliardi per finanziare nuovi ristori all’economia, Def, recovery plan. L’agenda di politica economica del governo è fitta di impegni da qui a fine mese e passa per un tagliando voluto dal premier Mario Draghi con le principali forze del Paese: si parte alle 17 con la delegazione del M5s, alle 18.30 con la Lega, venerdì alle 17 tocca a Forza Italia, alle 18.30 al Pd per poi riprendere alle 17 di lunedì con FdI e alle 18.30 con Italia viva. Sul tavolo di confronto innanzitutto due temi caldissimi: quello delle misure di sostegno all’economia e quello del Pnrr. Entrambi devono essere affrontati dal Cdm la settimana prossima o al massimo quella dopo.

Il governo dovrebbe approvare, oltre al documento di economia e finanza, la richiesta di scostamento di bilancio che il parlamento dovrebbe approvare la prossima settimana. Poi, una volta incassato l’ok, si dedicherà al decreto sostegni bis. Più o meno contemporaneamente bisogna chiudere il lavoro sul Pnrr, che deve essere inviato a Bruxelles entro il 30 aprile. Ma Draghi sarà alla Camera il 26 e al Senato il 27 per illustrarlo ai parlamentari e ottenere il loro via libera: e a questo appuntamento vuole arrivare con il placet sul piano del governo, con un ok o almeno un esame in Cdm.

Il primo passo è chiudere il Def, atteso nell’aula di palazzo Madama il 22 aprile. Qui verrà messo nero su bianco un disavanzo che potrebbe arrivare quasi all’11% del Pil per effetto del nuovo scostamento di bilancio, che -nonostante il pressing del centrodestra- dovrebbe fermarsi a 40 miliardi o poco più. Quattro o cinque saranno destinati al ‘fondo per il futuro’ da 30 miliardi in sei anni per finanziare le opere escluse dal conto del Recovery plan: un conto in cui potrebbe arrivare la proroga al 2023 del Superbonus al 110%. Gli altri 35 saranno interamente destinati al sostegno dell’economia, un discorso che va di pari passo con le riaperture ancora tutte da vedere. Per i ristori veri e propri, i contributi a fondo perduto per attività e professionisti danneggiati dalla pandemia, che saranno parametrati su due mesi e non su uno soltanto come nel precedente decreto sostegno, si punta a rivedere il criterio della sola perdita di fatturato. “La valutazione corretta – ha osservato il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti – dovrebbe basarsi non tanto sulla diminuzione del fatturato, quanto sulla diminuzione del risultato di esercizio del margine operativo lordo, che è la sintesi, esattamente, tra fatturato e costi, siano essi variabili, siano essi fissi, perché altrimenti le attività, le partita IVA su cui incidono maggiormente i costi fissi, sono quelle danneggiate e non ricomprese, non equamente ricompensate e indennizzate dal decreto-legge del 22 marzo”. Bisognerà valutare se tale considerazione si sposa con la necessità di far arrivare rapidamente il contributo alle categorie colpite: in ogni caso sicuramente, viene osservato negli uffici in queste ore al lavoro, si terrà conto dei costi fissi sostenuti, come bollette e affitti, mentre si valuta il rinvio di Tosap, Cosap, il taglio dell’Imu sui beni strumentali e il congelamento del canone Rai per i locali commerciali. Lo stanziamento complessivo dovrebbe essere di circa 20 miliardi. Mentre quasi 15 miliardi dovrebbero essere destinati alla proroga fino a fine anno delle moratorie sui prestiti e sulle garanzie pubbliche in scadenza a giugno, su cui è in corso il confronto con la Commissione europea. Un altro miliardo andrà nell’incentivo per le assunzioni a tempo determinato, sotto forma di sgravi contributivi per le imprese che faranno un contratto a disoccupati, percettori di reddito di cittadinanza e cassintegrati.

© Riproduzione Riservata