Fermare lo sfruttamento dei ciclofattorini, tra i protagonisti positivi di questa emergenza pandemica. E’ con questo obiettivo che Cgil, Cisl, Uil e Assodelivery hanno firmato oggi, alla presenza del ministro del Lavoro, il Protocollo Quadro Sperimentale per la legalità contro il caporalato e l’intermediazione illecita nel settore del food delivery. Per il settore dei rider è un risultato importante, arrivato dopo un confronto aperto già nel 2018 presso il dicastero di Via Veneto.
L’accordo ruota attorno a tre punti chiave. Il primo riguarda l’impegno delle aziende aderenti ad Assodelivery ad adottare un modello organizzativo e di un Codice Etico; il secondo è la certezza di non ricorrere ad aziende terze di intermediazione sino a quando non verrà creato un apposito albo mentre il terzo riguarda la costituzione di un Organismo di Garanzia, il cui compito sarà di vigilare in posizione di terzietà sulle dinamiche lavorative dei rider. Tale Organo lavorerà coordinandosi con il Tavolo di Governance e Monitoraggio, del quale fanno parte anche i rappresentanti dei lavoratori, oltre che le aziende. Le organizzazioni sindacali potranno segnalare eventuali condotte anomale o potenzialmente illegali. Un apposito tavolo di monitoraggio dei risultati dell’Organismo di Garanzia si riunirà su base semestrale.
“Il Protocollo firmato è un altro passo avanti nella tutela del lavoro dei rider, per combattere l’illegalità e, in particolare, per prevenire il fenomeno del caporalato”, commenta a caldo Matteo Sarzana, presidente di AssoDelivery, l’associazione che riunisce e rappresenta le principali piattaforme di food delivery in Italia (colossi del calibro di Deliveroo, Glovo, Uber Eats e Social Food).
“Idealmente aderisco e credo sia giusto garantire massima visibilità alla firma perché credo che costituisca una punto di riferimento molto importante e, mi auguro, possa anche costituire un precedente per compiere altri passi nella direzione che viene qui definita”, commenta con soddisfazione il titolare del Lavoro Andrea Orlando, che ha riconosciuto il ruolo “dei territori e degli amministratori che hanno fatto un po’ da apripista nella definizione degli accordi in questa materia”. Cgil, Cisl e Uil esultano per “il passo avanti” nel sistema di relazioni industriali, ma chiedono subito le giuste tutele contrattuali per i circa 30mila lavoratori interessati.

