Confcommercio: Ripresa c’è, ma occorre intervenire su fronte fiscale

Confcommercio: Ripresa c’è, ma occorre intervenire su fronte fiscale

di Giuseppe G. Colombo

Roma, 9 set. (LaPresse) – Consumi in forte crescita e al top dal 2010, fiducia delle imprese e delle famiglie “ai massimi”, segni ‘meno’ “archiviati”. Gli ingredienti ci sono tutti per fare sostenere a Confcommercio che la ripresa “c’è”, anche se “la prudenza è d’obbligo”, perchè, spiega il presidente Carlo Sangalli, “dopo molti anni di crisi tornare a crescere è difficile”.

Se l’Italia ha voltato pagina occorre ora, secondo l’associazione delle imprese, intervenire sul fronte fiscale. “Non c’è tempo da perdere”, raccomanda Sangalli nel chiedere al Governo un intervento immediato, già a partire dal prossimo anno, su Ires e Irap.

“Nei primi sei mesi di quest’anno 35mila attività di commercio al dettaglio hanno chiuso” e occorre “perdere il triste primato di una pressione fiscale tra le più alte al mondo”, sottolinea. Prima, però, un passo obbligato: trovare le risorse per scongiurare l’entrata in vigore delle clausole di salvaguardia e il conseguente aumento dell’Iva e delle accise sui carburanti.

Per questo Sangalli raccomanda a Renzi di rispettare gli impegni presi, confidando “nella realizzazione degli annunci” del presidente del Consiglio.

L’altro cantiere che bisogna potenziare secondo Confcommercio è quello del taglio della spesa pubblica improduttiva, che va “aggredita”. Individuate le priorità, l’analisi di Confcommercio sui consumi e sulla ripresa delinea un quadro che tende al positivo: confermate le stime sul Pil rispetto alle previsioni di febbraio, è l’indicatore dei consumi a registrare una crescita a luglio dello 0,4% rispetto a giugno e del 2,1% su base annua, registrando la variazione più elevata degli ultimi cinque anni.

Gli aumenti più significativi si sono riscontrati per i beni e servizi per la mobilità (+8,8%) e per i beni e i servizi per le comunicazioni (+5,1%), con risultati che rafforzano il dato positivo già registrato a giugno. Più contenuto è stato l’incremento, su base annua, per i beni e i servizi per la casa (+2,1%), in controtendenza con l’andamento stagnante dei mesi precedenti.

In moderato miglioramento è risultata anche la spesa per gli alberghi, i pasti e i consumi fuori casa (+2%) e per l’abbigliamento e le calzature (+0,8%). L’unico segmento che evidenzia ancora una diminuzione su base annua è quello relativo alla spesa per gli alimentari, le bevande e i tabacchi (-0,2%).

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