(Finanza.com)
Banche centrali in primo piano nella prima settimana di settembre. Quella australiana e quella brasiliana si riuniranno rispettivamente domani e mercoledì per decidere sui tassi, mentre l’appuntamento con la Banca centrale europea (Bce) è fissato per giovedì prossimo. Si tratta del primo meeting dell’istituto di Francoforte dopo la pausa estiva e le turbolenze sui mercati che hanno caratterizzato il mese di agosto. Al termine della riunione del consiglio direttivo della Bce, si terrà come sempre la conferenza stampa del presidente Mario Draghi, uno dei grandi assenti (con la governatrice della Federal Reserve) all’appuntamento di Jackson Hole della scorsa settimana. “Oltre ai dati statunitensi sarà importante la riunione Bce che con le nuove proiezioni di crescita e soprattutto di inflazione potrà fornire indicazioni anche sulla propria visione delle possibili ripercussioni della crisi cinese sull’economia dell’area euro”, osservano gli esperti dell’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.
La Bce anticipa di una settimana l’attesissima riunione di metà mese della Fed, incentrata sul primo rialzo dei tassi negli Stati Uniti. Una decisione che rimane ancora molto dibattuta. Se la situazione sui mercati cinesi aveva fatto pensare a un rinvio del primo rialzo dei tassi, nel fine settimana il vice-governatore della Fed, Stanley Fischer, ha rimesso tutto in discussione, rilanciando la possibilità di un rialzo già a settembre.
Segnali importanti per l’istituto guidato da Janet Yellen arriveranno venerdì prossimo quando verranno comunicati al mercato i dati sul mercato del lavoro di agosto. Secondo le previsioni di mercato il saldo delle buste paga statunitensi nei settori non agricoli (non-farm payrolls) dovrebbe mantenersi sopra le 200 mila unità attestandosi a 218 mila contro le 215 mila unità del mese di luglio. Nessuna sorpresa è invece attesa dal tasso di disoccupazione, atteso stabile al 5,3 per cento.
Nel corso della settimana si guarderà anche alle indicazioni che arriveranno dall’attività manifatturiera di molti paesi, in particolare di quella cinese in uscita domani mattina. Stando al consenso, il pmi manifatturiero relativo al mese di agosto dovrebbe attestarsi sotto la significativa soglia dei 50 punti, ossia quella che fa da spartiacque tra espansione e contrazione. Ricordiamo, inoltre, che i mercati finanziari cinesi rimarranno chiusi per festività nelle giornate del 3 e del 4 settembre.
Sempre domani sono previsti i Pmi manifatturieri delle principali economie della zona euro. Si tratta della rilevazione finale di agosto.
