Milano, 7 lug. (LaPresse/Finanza.com) – La stima del Fondo monetario internazionale sui conti italiani conferma per il 2015 gli ultimi dati che vedono il segno più dopo la recessione anche se si tratta di una ripresa “fragile”. Ed esprime parole di apprezzamento per il lavoro del presidente del Consiglio Matteo Renzi. L’istituzione con sede a Washington ha confermato la view sulla crescita italiana allo 0,7% nel 2015 e all’1,2% l’anno prossimo.
Secondo gli esperti dell’Fmi Renzi dovrebbe continuare con decisione il processo riformatore per risolvere le debolezze strutturali del Paese e far ripartire la crescita. Per l’Italia si tratta comunque di una ripresa fragile e una crescita lenta, il Pil italiano dovrebbe aumentare di circa l’1% fino al 2020. Il rapporto del Fmi vede tuttavia nell’attuale situazione “una finestra di opportunità per portare avanti le riforme più profonde di riaccendere la crescita”.
Il deficit/Pil dell’Italia, dal 2,7% del 2015, dovrebbe scendere al 2,1% il prossimo anno fino ad avvicinarsi a quota zero nel 2020 mentre il tasso di disoccupazione, al 12,5%, l’anno prossimo inizierà un trend discendente che tra cinque anni lo porterà al 10,7%.
Nel medio termine, prosegue il Fmi, l’economia italiana è frenata “da colli di bottiglia strutturali, alta disoccupazione, bilanci deboli e un debito pubblico elevato“. “Una strategia di ampio respiro per rafforzare i bilanci di banche e società è destinata a sostenere la ripresa”. Dal 133,3% dell’anno corrente il rapporto tra debito e Pil è visto al 132,1% l’anno prossimo per arrivare al 122,9% nel 2020. Un debito sopra quota 130% rappresenta “un importante fattore di vulnerabilità” che “limita lo spazio di manovra fiscale”.

